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HOCKEY
SU GHIACCIO FEMMINILE
CAMPIONATI
MONDIALI
2009
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II
divisione
TORRE
PELLICE
Stadio
"Giorgio Cotta Morandini"
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COMMENTI
E INTERVISTE
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Nord
Corea - Lettonia
1
- 6 (0-3, 1-1,
0-2)
Reti:
03'30 (LAT) Koka (Dinsberga); 05'32 (LAT)
Geca-Miljone (Koka); 09'32 (LAT) Koka
i.n.; 21'24 (LAT) Pone p.s; 38'43 (PRK)
Kim SH; 41'36 (LAT) Petersone (Koka,
Geca-Miljone) s.n.; 56'31 (LAT)
Geca-Miljone (Koka).
Tiri: PRK 35; LAT 29.
In power play: PRK 04'48; LAT 09'27.
Arbitri: Blasimann (SUI), Novotna (CZE),
Tschorner (ITA).
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Le
asiatiche cominciano malissimo e si
ritrovano sotto di tre gol senza che la
Lettonia abbia fatto nulla di eccezionale,
se non approfittare tranquillamente degli
errori altrui.
Quando c'è vera partita la Nord
Corea fa capire di essere una buona
squadra e mette in difficoltà la
difesa lettone, apparsa lenta anche se
sempre ben piazzata. Qui la differenza la
fa Lolita Andrisevska, portiere di lunga
esperienza, che impedisce il recupero alle
scatenate avversarie.
La Lettonia torna in cattedra alla
distanza con la sua linea più
efficace e vince meritatamente la
partita.
Le migliori: Koka e Andrisevska tra le
lettoni, Kim Hyang Ran (un vero folletto
scatenato) e O Chol Ok per la Corea del
Nord.
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Danimarca
- Olanda 2
- 1 (0-1, 1-0, 0-0, 0-0, 1-0
R.)
Reti:
18'31 (NED) Wielenga (Erades) s. n.; 38'16
(DEN) Jakobsen (Oestergaard); 65'00 (DEN)
Oestergaard R.
Tiri: DEN 33; NED 16.
In power play: DEN 09'35; NED 04'18.
Arbitri: Langley (USA), Davydkina (RUS),
Lee (KOR).
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L'Olanda
che non ti aspetti tiene in scacco una
delle favorite per tutta la gara e perde
soltanto ai rigori un match davvero
equilibrato.
Nel primo tempo la Danimarca conduce le
danze, ma le olandesi sono pericolosissime
in contropiede e finiscono per
conquistarsi il vantaggio con il gol della
Wielenga. Andamento rovesciato nella
ripresa: l'Olanda prende coraggio, la
Danimarca sembra interrogarsi sulle
difficoltà impreviste e tocca a
Nanna Glaas salvare la navicella delle
nipotine di Andersen in più
occasioni. Raggiunto il pareggio con
Jakobsen, le danesi provano a vincere e
qui è Claudia van Leeuwen ad
inventarsi interventi prodigiosi.
Nel finale le favorite hanno tre
power-play a favore (uno addirittura
all'over time), ma l'Olanda resiste e
conquista un punto meritatissimo. Ai
rigori è la classe di Jakobsen e
Oestergaard a fare la
differenza.
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Gran
Bretagna - Italia
5
- 3 (3-1, 1-1,
1-1)
Reti:
02'43 (GBR) Taylor (Kavanagh); 04'53 (ITA)
Viel (Sparer) s.n.; 06'10 (GBR) Wiggins
(Halliwell); 08'38 (GBR) Turner d.s.n.;
31'20 (ITA) Angeloni; 33'49 (GBR) Taylor;
45'04 (GBR) Taylor; 52'49 (ITA)
Dalprà.
Tiri: GBR 17; ITA 41.
In power play: GBR 08'47; ITA 11'38.
Arbitri: Ugajin (JPN), Eriksson (SWE),
Hansen (NOR).
Sabrina
Hofer abbraccia
Michela Angeloni dopo il gol
segnato da quest'ultima alla
Gran Bretagna.
(Foto Gill&Mon)
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Una
partenza nervosa e disgraziata condiziona
tutta la partita delle azzurre. Match
facile, si pensava alla vigilia, ma una
svista di Giulia Mazzocchi porta subito
avanti le British e il pareggio di una
caparbia Viel non tranquillizza le nostre
che, subito dopo, 'dimenticano'
un'avversaria appostata ad un passo dalla
porta e tornano in svantaggio. L'incubo
continua con una doppia penalità a
Da Rugna e De la Forest subito sfruttata
dalle avversarie, poi tanta volontà
e poco costrutto.
Va meglio nella ripresa: Angeloni accorcia
le distanze da posizione impossibile,
sembra giunto il momento di riagguantare
risultato e partita, peccato che la foga
giochi un brutto scherzo e, in controfuga,
Taylor non perdona. Ora servirebbe un po'
di fortuna, soprattutto perché la
Gran Bretagna aumenta l'impegno agonistico
capitalizzando il vantaggio. Ci prova una
paio di volte Sabina Florian, che lotta
come una leonessa, ci prova la seconda
linea, quella targata Agordo, ma Herring
non capitola.
Ultimo tempo in fotocopia: Italia avanti
tutta, Taylor in contropiede fa tripletta,
Dalprà s'inventa un gol che
è l'emblema della voglia della
squadra di risalire, però è
tardi.
Note positive: la grinta di tutte le
azzurre. Note negative: un pessimo power
play. Dalprà, Viel e Zandegiacomo
mi sono sembrate la linea migliore. In
prima linea una 'spumeggiante' Florian ha
avuto poco sostegno: brava De a Forest, ma
poco incisiva, solo così
così Da Rugna. Dalla difesa ci si
aspetta maggiore concentrazione. Una
segnalazione la meritano Elena Ballardini
e Michela Angeloni.
Ora bisogna ritrovare in fretta le forze e
il morale. Gli oltre 1400 spettatori
testimoniano l'affetto del pubblico
valpellicese: non tutto è
perduto.
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Olanda
- Gran Bretagna
0
- 2 (0-1, 0-0,
0-1)
Reti: 19'03 (GBR) Taylor (Lamb) s.n.;
51'46 (GBR) Henry (Kavanagh) s.n.
Tiri: NED 21; GBR 25.
In power play: NED 10'00; GBR 04'35.
Arbitri: Nelibova (CZE), Novotna (CZE),
Tschorner (ITA).
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In
atri tempi, quando olandesine e
britanniche avevano poco da fare vedere,
sarebbe stata una partita noiosa; oggi, le
british hanno una prima linea
(Kavanagh-Taylor-Turner) che esprime un
gioco piacevole ed una difesa capace di
farsi rispettare, mentre l'Olanda, pur non
esibendo individualità di spicco
(tranne forse van Leeuwen e Wielenga),
mettono in pista tanto di quell'agonismo
da meritare sorte migliore.
L'incontro odierno ha visto un continuo e
bilanciato susseguirsi di attacchi: Gran
Bretagna più ordinata indietro,
Olanda più aggressiva in fase
d'interdizione; la differenza l'hanno
fatta due power play e un po' di fortuna
in più (soprattutto sul primo gol)
dalla parte delle britanniche.
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Danimarca
- Nord Corea
3
- 4 (1-1, 2-2, 0-0, 0-1
o.t.)
Reti: 03'24 (DEN) Leszkowizs (Svendsen)
s.n.; 07'58 (PRK) Ri S.G. s.n.; 25'28
(PRK) O Chol; 28'21 (DEN) Jakobsen
(Svendsen) d.s.n.; 38'10 (PRK) Ryu (Yon);
38'18 (DEN) Leszkowizs; 63'07 (PRK) Kim SH
(Kim HR).
Tiri: DEN 33; PRK 31.
In power play: DEN 15'01; PRK 02'49.
Arbitri: Ugajn (JPN), Davydkina (RUS),
Leet (EST).
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Una
squadra come quella nordcoreana, capace di
pattinare a ritmi folli per tutta la
partita, la batti soltanto sfruttando ogni
possibile occasione finchè hai le
forze intatte, altrimenti sei destinato a
soccombere.
Per due tempi la Danimarca ha provato in
tutti i modi, esponendosi anche,
perché i suoi prestanti difensori
sono stati spesso in difficoltà
contro le guizzanti Kim Hyang Ran e O
Chol, ma la grinta delle coreane ha tenuto
botta. Nemmeno i tanti power play concessi
dalla foga delle ragazze della Corea del
Nord hanno dato frutti (un solo gol e, per
di più, in doppia superiorita
numerica per le danesi). Persino a due
minuti dal termine la Danimarca s'è
vista offrire l'opportunità di
chiudere il match prima del tempo
supplementare (penalità alla Corea
del Nord per troppe giocatrici in pista),
ma probabimente la Danimarca aveva
già dato tutto e le avversarie
hanno giocato l'atout vincente al terzo
minuto dell'O.T.
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Lettonia
- Italia 5
- 1 (0-0, 3-0,
2-1)
Reti: 25'59 (LAT) Petersone (Geca-Miljone,
Pone) s.n.; 28'23 (LAT) Geca-Miljone
(Liepina) i.n.; 36'23 (LAT) Geca-Miljone
(Liepina, Koka) s.n.; 54'49 (ITA) De la
Forest (Florian, Da Rugna); 56'56 (LAT)
Koka vuota; 59'43 (LAT) Geca-Miljone
(Petersone, Koka).
Tiri: LAT 19; ITA 36.
In power play: LAT 07'53; ITA 11'39.
Arbitri: Langley (USA), Eriksson (SWE),
Hansen (NOR).
Sabina
Florian, Carola Saletta, Linda De Rocco,
Rebecca Fiorese e Anna De la Forest alla
conferenza stampa. (Foto
dstile)
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Risultato
esagerato, lo dicono le stesse lettoni
nella conferenza stampa di fine partita:
la capitana confessa di avere avuto molta
paura ("Non riuscivamo a segnare e loro
erano sempre lì, davanti alla
nostra porta; solo dopo il primo gol ci
siamo rilassate"); la migliore
realizzatrice,
Geca-Miljone,
dice che il suo compito è fare gol,
non riuscirci la innervosisce (e quando si
calma ne fa troppi!); il coach punta sulle
difficoltà dell'incontrare la
squadra di casa e sottolinea che
c'è voluto mezza partita per
metterci le briglie.
Già, mezza partita. Mezza partita
alla grande e nemmeno un golletto, poi
loro sfruttano un power play e due minuti
dopo ci facciamo infinocchiare addirittura
in superiorità numerica per la foga
di trovare il pareggio. Lì finisce
il match perché Andrisevska
è un muro e
Geca-Miljone
un cecchino implacabile. Non che l'Italia
sparisca, anzi ricuce ciò che
può, ma risalire è
durissimo. Un po' di speranza arriva con
il gol della premiata ditta De la
Forest-Florian-Da Rugna (1-3) e Liberatore
prova anche a togliere il portiere,
peccato che becchiamo la quarta pappina a
porta vuota e la quinta quando si aspettva
soltanto la sirena finale. Così le
lettoni fanno risultato tondo, ma le
nostre escono a testa alta.
Mancano i gol, ma è nella
retroguardia che non ci siamo; prima o poi
là davanti si sbloccano, ma subiamo
troppi contropiede catastrofici per
lamentarci dell'attacco. In questa serata
disgraziata m'è piaciuta la prima
linea, quella mista, più
dell'agordina: Florian ovunque presente,
Da Rugna a lavorare come una matta negli
angoli, De la Forest, regale, forse alla
sua migliore prestazione in azzurro anche
senza considerare il gol. Mazzocchi non ha
colpe specifiche, troppa pressione su di
lei, va un po' aiutata e le compagne lo
stanno facendo.
Una battuta sui premi alla migliore di
serata: un obrobrio politico. Ieri
potevano meritarlo Florian o una qualsiasi
traViel, Dalprà e Zandegiacomo,
hanno premiato De la Forest; questa sera
si poteva scegliere tra De la Forest, De
Rocco e ancor Florian, hanno premiato
Elena Ballardini che aveva giocato meglio
contro le britanniche.... Bah! Chi assiste
si sente preso per i fondelli e
naturalmente non parlo soltanto dei premi
alle italiane. Se ne riparlerà a
fine torneo.
Devo tornare l'Isobel rompiscatole dei
tempi in cui litigavo con Mr. Sparer, o
finirò col soccombere alla tensione
che mi procura ogni partita delle 'pink
garters'. Maledizione, soffro come fossero
tutte figlie mie, soffro per i gol non
fatti e per quelli regalati alle
avversarie, ma soprattutto soffro quegli
stolti power play tornati 'piumini da
cipria'! Rispiego ciò che tutti
devono avere visto. Power play: andiamo
nell'angolo, le ragazze prendono posizioni
fisse e cominciano a scambiarsi il disco,
non un movimento, non un inserimento, le
avversarie guardano stupite, fanno la
'scatola' e aspettano che una delle nostre
sbagli un passaggio. Il meglio che ci
può capitare? Che la
penalità delle avversarie scada
prima che ci prendiamo un gol in
contropiede. Liberatore mi aveva detto che
stavano provando il power play da lui
utilizzato con il Caldaro, ma questo mi
sembra il solito vecchio 'tic-toc', il
ritocco da 'saile de bains', per questo lo
chiamo 'piumino da cipria'!
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hockey
home specialeMondiali
risultati
e classifica
interviste
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Lettonia
- Olanda 5
- 0 (0-0, 3-0,
2-0)
Reti: 35'34 (LAT) Geca-Miljone (Koka);
38'17 (LAT) Petersone (Geca-Miljone);
39'33 (LAT) Koka; 41'38 (LAT) Petersone
(Radzina, Geca-Miljone) d.s.n.; 47'13
(LAT) Petersone (Koka, Geca-Miljone).
Tiri: LAT 25; NED 22.
In power play: LAT 13'47; NED 10'14.
Arbitri: Ugajn (JAP), Davydkina (RUS), Lee
(KOR)
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Un
tempo per dimenticare le distrazioni del
giorno di riposo, poi la solita Lettonia
implacabile in attacco e coperta alle
spalle da un portiere sicuro e concreto
come Lolita Andrisevska. La partita
è tutta qui.
L'Olanda ci prova, almeno nella prima
frazione di gioco, ma quando Iveta Koka,
probabilmente la migliore giocatrice del
torneo, comincia a servire dischi preziosi
alle compagne di reparto, il match diventa
a senso unico nel volgere di quattro
minuti. La prima ad andare in gol è
la solita Geca-Miljone a 35'34 e da quel
momento inizia lo show del formidabile
trio lettone con Petersone, in giornata di
grazia, a segno per ben tre volte e Koka
(suo il terzo gol) a fare il folletto
imprendibile
Intanto, mentre Andrisevska si aggiudica
il primo shutout dei mondiali, la van
Leeuwen torna alla normalità dopo
due partite giocate da
protagonista.
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Danimarca
- Gran Bretagna
1
- 3 (1-2, 0-1,
0-0)
Reti: 06'25 (GBR) Taylor (Kavanagh); 07'58
(GBR) Turner s.n.; 12'04 (DEN) Densing
(Jacquet) s.n.; 25'20 (GBR) Taylor.
Tiri: DEN 23; GBR 34.
In power play: DEN 08'05; GBR 08'39.
Arbitri: Blasimann (SUI), Eriksson (SWE),
Tschorner (ITA).
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Tutti
aspettavano la Danimarca (è lenta a
carburare, resta una favorita, ha i numeri
per battere anche la Lettonia) e invece
è ancora una conferma delle
britanniche.
La parte più bella del match la si
vede nel primo tempo: Gran Bretagna
all'arrembaggio per fare capire che i due
successi precedenti non erano figli del
caso, Danimarca quasi presuntuosa. Taylor
punisce subito le danesi e, dopo poco
più di un minuto è Turner,
in superiorità numerica, a
trafiggere una Glaas meno sicura del
solito. Il successo mette le ali alle
british e, anche se Densing replica al
dodicesimo, non si ha mai l'impressione
che le danesi possano rimontare.
Un nuovo gol di Angela Taylor al quinto
della ripresa galvanizza la retroguardia
della Gran Bretagna. Da qui alla fine del
match saranno le danesi a premere di
più, ma senza impensierire
più di tanto le avversarie che
tengono in pugno la partita liberando
sovente e marcando con grinta chiunque si
avvicinasse troppo alla impeccabile
Herring.
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Nord
Corea - Italia
4
- 2 (0-0, 1-2,
3-0)
Reti: 20'51 (ITA) Viel (Zandegiacomo);
23'08 (ITA) De Rocco; 29'21 (PRK) Kim IH;
42'09 (PRK) Kim SI (Tong); 51'01 (PRK) O
Chol (Kim SH); 59'38 (PRK) O Chol (Kim IH)
vuota.
Tiri: PRK 16; ITA 27.
In power play: PRK 04'29; ITA 15'04.
Arbitri: Nelibova (CZE), Leet (EST),
Novotna (CZE).
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Che
fosse il compleanno del loro capo supremo
lo si è saputo soltanto nelle
interviste di fine partita, quando, di
fronte ad un Liberatore annichilito, la
capitana della Corea del Nord cinguettava
"E' il più bel ragalo che
potevamo fargli" e Linda De Rocco, la
nostra capitana, replicava "Guarda come
sono contente, sono persino simpatiche, ma
noi non sappiamo più che
fare".
Già, a questo punto serve un
esorcismo: continuiamo a tirare più
delle avversarie, ma non sappiamo
sfruttare i momenti favorevoli. Sul 2-0
sembrava fatta, ma sono bastati due
svarioni per rimetterci in croce e poi:
quindici minuti di superiorità
numerica (contro quattro), due volte in
cinque contro tre senza segnare la dicono
lunga sui nostri problemi. Lo stesso team
leader dell'Italia, Luis Zuggal, ha
commentato a fine partita: "Nessuna
squadra può vincere se non segna in
doppia superiorità"!
Questa sera era nuovamente la linea
targata Agordo ad essere la più
pimpante (propongo un monumento a Sabrina
Viel, la decana della squadra,
insuperabile per agonismo e spirito di
sacrificio), ho rivisto bene Sparer e
Toffano, qualche spunto è venuto
dalle giovanissime Elena Ballardini e
Carola Saletta, però per portare in
porto un risultato bisogna che la squadra
intera si esprima con una certa costanza a
partire da Mazzocchi.
La Corea del Nord, si sapeva, non molla
mai: sotto di due gol, sovente in
inferiorità numerica, ha continuato
imperterrita in quel suo gioco poco
appariscente che cerca il contatto fisico
per risalire, trovare il gol del vantaggio
e beffare le nostre a porta vuota a
ventidue secondi dalla fine.
Ora ci aspettano Danimarca e Olanda, anche
loro inguaiate, non sono più
consentite distrazioni.
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Olanda
- Nord Corea
1
- 2 (0-1, 0-1,
1-0)
Reti: 16'45 (PRK) Choe MH (Ryu HM); 22'41
(PRK) O Chol (Ri SG) s.n.; 44'47 (NED)
Tegelaar (Neerdales, Wielenga).
Tiri: NED 15; PRK 43.
In power play: NED 12'37; PRK 11'59.
Arbitri: Blasimann (SUI), Davydkina (RUS),
Lee (KOR).
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Tutto
il tifo è per le coreane, un po'
perché sono una squadra simpatica
che pratica un gioco piacevole a vedersi,
molto perché serve tenere l'Olanda
a pochi punti.
Due terzi di partita sono nettamente in
mano alle asiatiche (38/7 i tiri in loro
favore nei primi due tempi), ma le
olandesi hanno avuto 24 ore di riposo
mentre la Nord Corea, avendo disputato
l'incontro serale con l'Italia, ne ha
avute di meno; il tutto, tradotto sul
piano agonistico, significa che nella
frazione finale la Nord Corea va
leggermente in affanno e l'Olanda,
arrembante spera fino all'ultimo
sfruttando peso e statura delle sue
ragazzone per mettere in difficoltà
le minuscole avversarie. Le coreane
accettano lo scontro fisico, ma sono
sovente costrette al fallo: per fortuna il
loro penalty killig è uno dei
migliori del torneo e non concede alle
avversarie nemmeno la speranza del
gol.
Finisce giustamente con la Corea del Nord
che vince sia pure con il minimo scarto
(l'agitazione impedisce alla O Chol di
vedere la porta avversaria vuota!) e
conquista virtualmente la medaglia di
bronzo.
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Gran
Bretagna - Lettonia
0
- 3 (0-0, 0-2,
0-1)
Reti: 31'52 (LAT) Koka (Petersone,
Geca-Miljone); 34'06 (LAT) Petersone
(Koka, Dinsberga); 43'25 (LAT) Koka
(Petersone).
Tiri: GBR 35; LAT 30.
In power play: GBR 07'02; LAT 06'13.
Arbitri: Langley (USA), Eriksson (SWE)
Hansen (NOR).
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Nessuno
poteva prevedere che Gran Bretagna -
Lettonia sarebbe stato il match decisivo
di questi mondiali, invece, partita dopo
partita, le britanniche si sono
conquistate ammirazione e credito al punto
da farsi temere anche dalla corazzata
lettone.
Il primo tempo è di studio
reciproco: le baltiche hanno la buona
abitudine di non dare mai nulla per
scontato e preferiscono capire prima la
reale pericolosità di Taylor e
compagne; le british sono più
arrembanti, ma Andrisevska (al secondo
shutout) è attentissima. La gara
è corretta anche se si lotta su
ogni disco.
Come già nelle altre partite, tocca
alla Koka dare il via e, quando Iveta
preme sull'acceleratore tutta la squadra
la segue. Siamo già oltre
metà incontro, ma, in due minuti,
il fantastico trio Koka - Petersone -
Geca-Miljone confeziona due perle e mette
al sicuro il ritorno in prima
divisione.
Il terzo gol è ancora della Koka,
giocatrice di livello superiore (gioca in
Russia con la compagna di linea
Petersone), le britanniche hanno il pregio
di continuare a lottare, però oggi
Angela Taylor è controllata a vista
e, pur segnalandosi con alcuni spunti
individuali, non può che essere
comprimaria.
Nelle interviste di fine partita il coach
lettone, Girts Udris, loda le avversarie e
l'organizzazione; quello della Gran
Bretagna, Reg Wilcox anche, poi aggiunge:
"Mi chiedete se sono contento del
probabile secondo posto: no, ma forse a
mente fredda risponderò di
sì".
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Italia
- Danimarca
3
- 2 (1-0, 0-1, 1-1, 0-0, 1-0
R.)
Reti: 17'45 (ITA) Florian (Sparer) s.n.;
30'59 (DEN) Densing (Jacquet) s.n.; 42'20
(ITA) De la Forest (Fiorese) s.n.; 53'31
(DEN) Jakobsen (Densing) s.n.; 65'00 (ITA)
Viel su rigore.
Tiri: ITA 34; DEN 33.
In power play: ITA 04'18; DEN 10'57.
Arbitri: Nelibova (CZE), Leet (EST),
Novotna (CZE).
Sabrina
Viel, protagonista dell'incontro e
realizzatrice del tiro di rigore che ha
dato la vittoria all'Italia nella decisiva
sfida contro le danesi. (Foto
Gill&Mon)
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Finalmente
il sorriso di tutte le ragazze all'uscita
di pista toglie un macigno dall'animo di
Liberatore. Non era facile: due delle
possibili protagoniste di questo mondiale
si ritrovano nella penultima giornata a
contendersi punti di sopravvivenza. Visto
il risultato, i calcoli sono presto fatti:
Danimarca salva, l'Italia si salva se
vince almeno ai rigori con l'Olanda che
invece deve vincere nei tempi
regolamentari se vuole superare le
azzurre. In caso di vittoria olandese nel
supplementare, o ai rigori, le tre squadre
si troverebbero in parità anche nei
confronti diretti e retrocederebbe
l'Olanda per la peggiore differenza
reti.
La partita è piacevole e intensa: i
primi cinque minuti sono danesi, le
azzurre temono la catastrofe e giocano
molto guardinghe. Mazzocchi rassicura le
compagne con un paio di buoni interventi e
la squadra si sblocca; ora sono le rosse
di Danimarca a subire e, alla prima
penalità della partita, l'Italia
passa in vantaggio con "Cin-cin" Florian
lestissima nel mettere alle spalle della
Glaas il passaggio di Katharina Sparer.
Liberatore ha disegnato una nuova squadra
azzeccando alcuni abbinamenti, indietro
continuiamo a soffrire, ma le danesi
sembrano avere le polveri bagnate.
Nella ripresa passiamo indenni una
penalità toccata a Fiorese, poi
però subiamo il pareggio in
inferiorità (è fuori Elisa
Ballardini) su tiro sporco della Densing
che, forse deviato dalla Jakobsen, inganna
il nostro portiere. Tornano i fantasmi,
s'infortuna Eleonora Dalprà, ma
resistiamo ad una doppia penalità
(Zandegiacomo e De Rocco) e le tre linee
utilizzate sembrano reggere (Saletta in
prima con Florian e De al Forest, Da Rugna
in seconda con Zandegiacomo e Viel,
Toffano in terza a fare da tutore ad Elisa
Ballardini e Dalprà, poi sostituita
da una volitiva Angeloni).
Ultima frazione sofferta da entrambe le
squadre. L'Italia torna in vantaggio con
De la Forest, brava a procurarsi un fallo
della Jakobsen, poi, appena rientrata, a
mettere nel sacco su assist di Fiorese.
Zande, in controfuga potrebbe chiudere la
partita, ma Glaas è attenta e si
ripete poco dopo su deviazione di Toffano.
La stessa Toffano esce per sgambetto poco
dopo e Jakobsen, sempre lei, dimenticata
per un attimo dalla De Rocco che si
allarga sulla destra, mette a segno
imparabilmente.
Non succede più nulla nemmeno nel
supplementare nonostante l'uscita per due
minuti della Florian e siamo ai rigori:
Viel - gol, Jakobsen - gol, De la Forest -
fuori, Ostergaard - parato, Florian -
parato, Leszkowizs - parato; si procede ad
oltranza ad ordine invertito: Jensen -
parato, Viel - GOOOL.
Un nuovo monumento a Sabrina e non
soltanto per il rigore vincente.
Due note sulla squadra: brava Mazzocchi,
finalmente all'altezza di ciò che
ci si aspettava da lei, azzeccati alcuni
cambi voluti da Liberatore e Fedrizzi,
segnalo Toffano, puntigliosa ed efficace
anche nei ritorni difensivi. Ora l'Olanda,
non a cuor leggero, ma con molte certezze
in più.
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hockey
home specialeMondiali
risultati
e classifica
interviste
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Nord
Corea - Gran Bretagna
4
- 1 (2-0, 1-0,
1-1)
Reti:
02'23 (PRK) Ryu HM (Ri SG); 11'53 (PRK) Ri
SG (Choe MH) i.n.; 38'38 (PRK) Kim HR (Won
CS); 43'17 (PRK) O Chol; 50'41 (GBR)
Henry.
Tiri: PRK 40; GBR 26.
In power play: PRK 04'00; GBR 12'00.
Arbitri: Langley (USA), Lee (KOR), Novotna
(CZE).
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In
pista, per disputarsi argento e bronzo, le
due più belle sorprese del torneo:
le coreane, con linee compatte, uniformi e
con il migliore gioco di squadra visto in
questi campionati; le britanniche, appena
tornate in seconda divisione eppure capaci
di farsi ammirare per la loro prima donna,
Angela Taylor, per l'agonismo e la
sicurezza della retroguardia.
La Gran Bretagna sembra non dare
importanza alla qualità del metallo
che le sue atlete metteranno al collo (e,
in effetti, essere seconde o terze poco
importa), così pensano di dare
un'opportunità di fare esperienza
al secondo portiere Laura Saunders
schierandola fin dall'inizio. La Corea del
Nord, invece, è più motivata
e sciorina dal primo minuto quel suo gioco
piacevole frutto del grande equilibrio tra
le linee,da un agonismo mai violento e
dalla precisione nei passaggi.
In pista c'è una sola squadra: la
Taylor, ben marcata, non esalta le sue
qualità e le sue compagne si
accontentano di un ritmo che non
può impensierire le avversarie. Il
match è dunque dominato dalla Nord
Corea e le british salvano onore e
orgoglio solo quando i peperini coreani
rallentano.
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Lettonia
- Danimarca
6
- 2 (0-0, 2-1,
4-1)
Reti:
22'29 (DEN) Ostergaard; 27'37 (LAT)
Petersone (Koka); 29'31 (LAT) Petersone
(Koka); 41'01 (LAT) Geca-Miljone (Koka);
42'19 (DEN) Jakobsen (Jensen); 43'47 (LAT)
Petersone (Koka); 53'26 (LAT) Geca-Miljone
(Petersone, Koka); 59'56 (LAT) Petersone
(Koka, Geca-Miljone).
Tiri: LAT 39; DEN 34.
In power play: LAT 10'00; DEN 09'28.
Arbitri: Blasimann (SUI), Eriksson (SWE),
Tschorner (ITA).
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La
partita che il pronostico dava come
decisiva per la promozione, non ha
più nulla da dire: lettoni prime
con qualsiasi risultato, danesi solo salve
ed è già un successo per la
pochezza di una formazione in pieno
riassestamento.
Entrambe le squadre schierano a difesa
della gabbia i secondi portieri:
passerella dunque per Evija Tetina e
Kamilla Nielsen. Durante il primo tempo
qualcuno dubita della volontà delle
lettoni, ma si tratta soltanto del loro
solito inizio guardingo, infatti, punta
sul vivo dal gol della Ostergaard in
apertura di ripresa, la Lettonia fa subito
capire che i tre punti saranno suoi con un
uno-due pugilistico confezionato dalla
stratosferica Koka e concretizzato dalla
Petersone.
Nella terza frazione di gioco la 'macchina
da gol' lettone dilaga: Koka imbecca
divinamente Geca-Miljone, poi Jakobsen si
segnala accorciando le distanze, ma la
Danimarca è ormai in apnea e le
successive tre marcature della più
bella linea d'attacco dei mondiali sono da
apprezzare per il loro contenuto
spettacolare, per le classifiche dei
goleador e dei plus/minus (graduatoria che
tiene conto di chi sta in campo quando una
squadra realizza o subisce un gol), ma non
cambiano nulla all'economia del
match.
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Italia
- Olanda 6
- 2 (2-1, 3-0,
1-1)
Reti: 04'21 (ITA) Florian (Fiorese, De
Rocco) s.n.; 05'43 (NED) Tagelaar
(Wielenga) i.n.; 13'16 (ITA) De Rocco
(Sparer) s.n.; 22'44 (ITA) Dalprà
i.n.; 31'13 (ITA) Zandegiacomo (De Rocco)
s.n.; 34'32 (ITA) De la Forest) s.n.;
46'47 (NED) Martens (Ernst); 57'25 (ITA)
Ballardini Eli. (De Rocco).
Tiri: ITA 45; NED 29.
In power play: ITA 19'52; NED 11'45.
Arbitri: Ugajn (JAP), Hansen (NOR), Leet
(EST).
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Le
nostre possono essere quarte e confermare
il risultato ottenuto lo scorso anno a
Vierumaki in Finlandia, oppure ultime e
precipitare nel dramma di una
retrocessione capace d'infliggere un colpo
mortale all'intero movimento.
Il primo segnale positivo viene dalla
presenza nel parterre della dottoressa
Francesca Franchi: un regalo del medico di
questa nazionale alle sue ragazze. Qui, a
seguire le azzurre è stato il dott.
Silvio Boer che si è prestato a
sostituire la Franchi per dei problemi di
salute di quest'ultima, ma l'affetto che
lega la dottoressa alla squadra l'ha
portata al Cotta Morandini anche come
semplice spettatrice e lo spogliatoio ha
apprezzato il gesto.
L'inizio è disastroso: olandesi
arrembanti, azzurre in grossa
difficoltà per il nervosismo figlio
della paura di fallire l'ultima chance. Ci
pensa però Sabina Florian che,
imbeccata da De Rocco e Fiorese, s'icunea
nella difesa arancione e fa partire un
missile imprendibile per la van Leeuwen.
Siamo, poco oltre il quarto minuto,
già alla terza superiorità
numerica; poco dopo, nuovamente in
superiorità, il panico e la
confusione regalano alla Wielenga un disco
dietro porta e Tegelaar mette a segno il
pareggio. Torniamo a sperperare anche in
cinque contro tre, poi Sparer e De Rocco
ci riportano in vantaggio, ma la squadra
sembra in catalessi. Per fortuna abbiamo
di fronte queste olandesone fallosissime
perché delle avversarie appena un
po' più tecniche avrebbe rischiato
di metterci KO.
La ripresa si apre con una penalità
alla nostra capitana. Mentre Linda
è in panca puniti e tutti stiamo
con il fiato sospeso, Eleonora
Dalprà pesca dal suo repertorio la
magia risolutrice: la ventenne trentina,
mai doma, ruba un disco in attacco,
resiste alla carica di un difensore, si
beve con una finta un'avversaria che sta
recuperando e, mentre già sale
l'applauso, sull'uscita del portiere si
accentra per depositare in rete
sbilanciatissima. Gol stupendo. L'Italia
si rinfranca, le linee messe in pista da
Liberatore funzionano, Zandegiacomo e De
la Forest (due delle nostre punte di
diamante) ci portano sul 5-1, Mazzocchi
para, l'Olanda è sul rapido per la
III divisione.
Nel terzo tempo succede poco: Liberatore,
con il risultato praticamente al sicuro,
non vuole rischiare e chiama le nostre ad
un'attenta vigilanza che Martens infrange
dopo sette minuti, ma la paura è
passata e le azzurre tengono in pugno il
match; l'unica cosa da evitare sono le
cariche delle furibonde Schipper, Keijzer
e de Graaf che potrebbero fare male (ne
sanno qualcosa Florian e Dalprà, le
nostre più irruenti ed esposte).
Ora noi giochiamo con quattro linee in
attacco e, dopo il gol di Elisa Ballardini
che fissa il punteggio sul 6-2, c'è
spazio anche per l'esordio di Franziska
Meraner tra i pali. L'ultima sciocchezza
del torneo è di Michelle Hansen
che, al 60', prova ad aggredire l'arbitro
beccandosi 10' di cattiva condotta che
l'escludono dalla sfilata finale.
Niente graduatorie di merito per le
azzurre, tutte hanno fatto il possibile
per dimostrare che questa accettabile
classifica poteva essere migliore senza
gli scossoni della vigilia e quel
disgraziato inizio; vincere la seconda
divisione non si poteva, onore a Koka e
compagne.
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