HOCKEY SU GHIACCIO FEMMINILE

CAMPIONATI MONDIALI

2009

 II divisione

TORRE PELLICE

Stadio "Giorgio Cotta Morandini"

DEN
GBR
ITA
LAT
NED
PRK

COMMENTI E INTERVISTE

Nord Corea - Lettonia 1 - 6 (0-3, 1-1, 0-2)
Reti: 03'30 (LAT) Koka (Dinsberga); 05'32 (LAT) Geca-Miljone (Koka); 09'32 (LAT) Koka i.n.; 21'24 (LAT) Pone p.s; 38'43 (PRK) Kim SH; 41'36 (LAT) Petersone (Koka, Geca-Miljone) s.n.; 56'31 (LAT) Geca-Miljone (Koka).
Tiri: PRK 35; LAT 29.
In power play: PRK 04'48; LAT 09'27.
Arbitri: Blasimann (SUI), Novotna (CZE), Tschorner (ITA).

Le asiatiche cominciano malissimo e si ritrovano sotto di tre gol senza che la Lettonia abbia fatto nulla di eccezionale, se non approfittare tranquillamente degli errori altrui.
Quando c'è vera partita la Nord Corea fa capire di essere una buona squadra e mette in difficoltà la difesa lettone, apparsa lenta anche se sempre ben piazzata. Qui la differenza la fa Lolita Andrisevska, portiere di lunga esperienza, che impedisce il recupero alle scatenate avversarie.
La Lettonia torna in cattedra alla distanza con la sua linea più efficace e vince meritatamente la partita.
Le migliori: Koka e Andrisevska tra le lettoni, Kim Hyang Ran (un vero folletto scatenato) e O Chol Ok per la Corea del Nord.

Danimarca - Olanda 2 - 1 (0-1, 1-0, 0-0, 0-0, 1-0 R.)
Reti: 18'31 (NED) Wielenga (Erades) s. n.; 38'16 (DEN) Jakobsen (Oestergaard); 65'00 (DEN) Oestergaard R.
Tiri: DEN 33; NED 16.
In power play: DEN 09'35; NED 04'18.
Arbitri: Langley (USA), Davydkina (RUS), Lee (KOR).

L'Olanda che non ti aspetti tiene in scacco una delle favorite per tutta la gara e perde soltanto ai rigori un match davvero equilibrato.
Nel primo tempo la Danimarca conduce le danze, ma le olandesi sono pericolosissime in contropiede e finiscono per conquistarsi il vantaggio con il gol della Wielenga. Andamento rovesciato nella ripresa: l'Olanda prende coraggio, la Danimarca sembra interrogarsi sulle difficoltà impreviste e tocca a Nanna Glaas salvare la navicella delle nipotine di Andersen in più occasioni. Raggiunto il pareggio con Jakobsen, le danesi provano a vincere e qui è Claudia van Leeuwen ad inventarsi interventi prodigiosi.
Nel finale le favorite hanno tre power-play a favore (uno addirittura all'over time), ma l'Olanda resiste e conquista un punto meritatissimo. Ai rigori è la classe di Jakobsen e Oestergaard a fare la differenza.

Gran Bretagna - Italia 5 - 3 (3-1, 1-1, 1-1)
Reti: 02'43 (GBR) Taylor (Kavanagh); 04'53 (ITA) Viel (Sparer) s.n.; 06'10 (GBR) Wiggins (Halliwell); 08'38 (GBR) Turner d.s.n.; 31'20 (ITA) Angeloni; 33'49 (GBR) Taylor; 45'04 (GBR) Taylor; 52'49 (ITA) Dalprà.
Tiri: GBR 17; ITA 41.
In power play: GBR 08'47; ITA 11'38.
Arbitri: Ugajin (JPN), Eriksson (SWE), Hansen (NOR).

Sabrina Hofer abbraccia
Michela Angeloni dopo il gol
segnato da quest'ultima alla
Gran Bretagna.
(Foto Gill&Mon)

Una partenza nervosa e disgraziata condiziona tutta la partita delle azzurre. Match facile, si pensava alla vigilia, ma una svista di Giulia Mazzocchi porta subito avanti le British e il pareggio di una caparbia Viel non tranquillizza le nostre che, subito dopo, 'dimenticano' un'avversaria appostata ad un passo dalla porta e tornano in svantaggio. L'incubo continua con una doppia penalità a Da Rugna e De la Forest subito sfruttata dalle avversarie, poi tanta volontà e poco costrutto.
Va meglio nella ripresa: Angeloni accorcia le distanze da posizione impossibile, sembra giunto il momento di riagguantare risultato e partita, peccato che la foga giochi un brutto scherzo e, in controfuga, Taylor non perdona. Ora servirebbe un po' di fortuna, soprattutto perché la Gran Bretagna aumenta l'impegno agonistico capitalizzando il vantaggio. Ci prova una paio di volte Sabina Florian, che lotta come una leonessa, ci prova la seconda linea, quella targata Agordo, ma Herring non capitola.
Ultimo tempo in fotocopia: Italia avanti tutta, Taylor in contropiede fa tripletta, Dalprà s'inventa un gol che è l'emblema della voglia della squadra di risalire, però è tardi.
Note positive: la grinta di tutte le azzurre. Note negative: un pessimo power play. Dalprà, Viel e Zandegiacomo mi sono sembrate la linea migliore. In prima linea una 'spumeggiante' Florian ha avuto poco sostegno: brava De a Forest, ma poco incisiva, solo così così Da Rugna. Dalla difesa ci si aspetta maggiore concentrazione. Una segnalazione la meritano Elena Ballardini e Michela Angeloni.
Ora bisogna ritrovare in fretta le forze e il morale. Gli oltre 1400 spettatori testimoniano l'affetto del pubblico valpellicese: non tutto è perduto.

Olanda - Gran Bretagna 0 - 2 (0-1, 0-0, 0-1)
Reti: 19'03 (GBR) Taylor (Lamb) s.n.; 51'46 (GBR) Henry (Kavanagh) s.n.
Tiri: NED 21; GBR 25.
In power play: NED 10'00; GBR 04'35.
Arbitri: Nelibova (CZE), Novotna (CZE), Tschorner (ITA).

In atri tempi, quando olandesine e britanniche avevano poco da fare vedere, sarebbe stata una partita noiosa; oggi, le british hanno una prima linea (Kavanagh-Taylor-Turner) che esprime un gioco piacevole ed una difesa capace di farsi rispettare, mentre l'Olanda, pur non esibendo individualità di spicco (tranne forse van Leeuwen e Wielenga), mettono in pista tanto di quell'agonismo da meritare sorte migliore.
L'incontro odierno ha visto un continuo e bilanciato susseguirsi di attacchi: Gran Bretagna più ordinata indietro, Olanda più aggressiva in fase d'interdizione; la differenza l'hanno fatta due power play e un po' di fortuna in più (soprattutto sul primo gol) dalla parte delle britanniche.

Danimarca - Nord Corea 3 - 4 (1-1, 2-2, 0-0, 0-1 o.t.)
Reti: 03'24 (DEN) Leszkowizs (Svendsen) s.n.; 07'58 (PRK) Ri S.G. s.n.; 25'28 (PRK) O Chol; 28'21 (DEN) Jakobsen (Svendsen) d.s.n.; 38'10 (PRK) Ryu (Yon); 38'18 (DEN) Leszkowizs; 63'07 (PRK) Kim SH (Kim HR).
Tiri: DEN 33; PRK 31.
In power play: DEN 15'01; PRK 02'49.
Arbitri: Ugajn (JPN), Davydkina (RUS), Leet (EST).

Una squadra come quella nordcoreana, capace di pattinare a ritmi folli per tutta la partita, la batti soltanto sfruttando ogni possibile occasione finchè hai le forze intatte, altrimenti sei destinato a soccombere.
Per due tempi la Danimarca ha provato in tutti i modi, esponendosi anche, perché i suoi prestanti difensori sono stati spesso in difficoltà contro le guizzanti Kim Hyang Ran e O Chol, ma la grinta delle coreane ha tenuto botta. Nemmeno i tanti power play concessi dalla foga delle ragazze della Corea del Nord hanno dato frutti (un solo gol e, per di più, in doppia superiorita numerica per le danesi). Persino a due minuti dal termine la Danimarca s'è vista offrire l'opportunità di chiudere il match prima del tempo supplementare (penalità alla Corea del Nord per troppe giocatrici in pista), ma probabimente la Danimarca aveva già dato tutto e le avversarie hanno giocato l'atout vincente al terzo minuto dell'O.T.

Lettonia - Italia 5 - 1 (0-0, 3-0, 2-1)
Reti: 25'59 (LAT) Petersone (Geca-Miljone, Pone) s.n.; 28'23 (LAT) Geca-Miljone (Liepina) i.n.; 36'23 (LAT) Geca-Miljone (Liepina, Koka) s.n.; 54'49 (ITA) De la Forest (Florian, Da Rugna); 56'56 (LAT) Koka vuota; 59'43 (LAT) Geca-Miljone (Petersone, Koka).
Tiri: LAT 19; ITA 36.
In power play: LAT 07'53; ITA 11'39.
Arbitri: Langley (USA), Eriksson (SWE), Hansen (NOR).

Sabina Florian, Carola Saletta, Linda De Rocco, Rebecca Fiorese e Anna De la Forest alla conferenza stampa. (Foto dstile)

Risultato esagerato, lo dicono le stesse lettoni nella conferenza stampa di fine partita: la capitana confessa di avere avuto molta paura ("Non riuscivamo a segnare e loro erano sempre lì, davanti alla nostra porta; solo dopo il primo gol ci siamo rilassate"); la migliore realizzatrice, Geca-Miljone, dice che il suo compito è fare gol, non riuscirci la innervosisce (e quando si calma ne fa troppi!); il coach punta sulle difficoltà dell'incontrare la squadra di casa e sottolinea che c'è voluto mezza partita per metterci le briglie.
Già, mezza partita. Mezza partita alla grande e nemmeno un golletto, poi loro sfruttano un power play e due minuti dopo ci facciamo infinocchiare addirittura in superiorità numerica per la foga di trovare il pareggio. Lì finisce il match perché Andrisevska è un muro e
Geca-Miljone un cecchino implacabile. Non che l'Italia sparisca, anzi ricuce ciò che può, ma risalire è durissimo. Un po' di speranza arriva con il gol della premiata ditta De la Forest-Florian-Da Rugna (1-3) e Liberatore prova anche a togliere il portiere, peccato che becchiamo la quarta pappina a porta vuota e la quinta quando si aspettva soltanto la sirena finale. Così le lettoni fanno risultato tondo, ma le nostre escono a testa alta.
Mancano i gol, ma è nella retroguardia che non ci siamo; prima o poi là davanti si sbloccano, ma subiamo troppi contropiede catastrofici per lamentarci dell'attacco. In questa serata disgraziata m'è piaciuta la prima linea, quella mista, più dell'agordina: Florian ovunque presente, Da Rugna a lavorare come una matta negli angoli, De la Forest, regale, forse alla sua migliore prestazione in azzurro anche senza considerare il gol. Mazzocchi non ha colpe specifiche, troppa pressione su di lei, va un po' aiutata e le compagne lo stanno facendo.
Una battuta sui premi alla migliore di serata: un obrobrio politico. Ieri potevano meritarlo Florian o una qualsiasi traViel, Dalprà e Zandegiacomo, hanno premiato De la Forest; questa sera si poteva scegliere tra De la Forest, De Rocco e ancor Florian, hanno premiato Elena Ballardini che aveva giocato meglio contro le britanniche.... Bah! Chi assiste si sente preso per i fondelli e naturalmente non parlo soltanto dei premi alle italiane. Se ne riparlerà a fine torneo.
Devo tornare l'Isobel rompiscatole dei tempi in cui litigavo con Mr. Sparer, o finirò col soccombere alla tensione che mi procura ogni partita delle 'pink garters'. Maledizione, soffro come fossero tutte figlie mie, soffro per i gol non fatti e per quelli regalati alle avversarie, ma soprattutto soffro quegli stolti power play tornati 'piumini da cipria'! Rispiego ciò che tutti devono avere visto. Power play: andiamo nell'angolo, le ragazze prendono posizioni fisse e cominciano a scambiarsi il disco, non un movimento, non un inserimento, le avversarie guardano stupite, fanno la 'scatola' e aspettano che una delle nostre sbagli un passaggio. Il meglio che ci può capitare? Che la penalità delle avversarie scada prima che ci prendiamo un gol in contropiede. Liberatore mi aveva detto che stavano provando il power play da lui utilizzato con il Caldaro, ma questo mi sembra il solito vecchio 'tic-toc', il ritocco da 'saile de bains', per questo lo chiamo 'piumino da cipria'!

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Lettonia - Olanda 5 - 0 (0-0, 3-0, 2-0)
Reti: 35'34 (LAT) Geca-Miljone (Koka); 38'17 (LAT) Petersone (Geca-Miljone); 39'33 (LAT) Koka; 41'38 (LAT) Petersone (Radzina, Geca-Miljone) d.s.n.; 47'13 (LAT) Petersone (Koka, Geca-Miljone).
Tiri: LAT 25; NED 22.
In power play: LAT 13'47; NED 10'14.
Arbitri: Ugajn (JAP), Davydkina (RUS), Lee (KOR)

Un tempo per dimenticare le distrazioni del giorno di riposo, poi la solita Lettonia implacabile in attacco e coperta alle spalle da un portiere sicuro e concreto come Lolita Andrisevska. La partita è tutta qui.
L'Olanda ci prova, almeno nella prima frazione di gioco, ma quando Iveta Koka, probabilmente la migliore giocatrice del torneo, comincia a servire dischi preziosi alle compagne di reparto, il match diventa a senso unico nel volgere di quattro minuti. La prima ad andare in gol è la solita Geca-Miljone a 35'34 e da quel momento inizia lo show del formidabile trio lettone con Petersone, in giornata di grazia, a segno per ben tre volte e Koka (suo il terzo gol) a fare il folletto imprendibile
Intanto, mentre Andrisevska si aggiudica il primo shutout dei mondiali, la van Leeuwen torna alla normalità dopo due partite giocate da protagonista.

Danimarca - Gran Bretagna 1 - 3 (1-2, 0-1, 0-0)
Reti: 06'25 (GBR) Taylor (Kavanagh); 07'58 (GBR) Turner s.n.; 12'04 (DEN) Densing (Jacquet) s.n.; 25'20 (GBR) Taylor.
Tiri: DEN 23; GBR 34.
In power play: DEN 08'05; GBR 08'39.
Arbitri: Blasimann (SUI), Eriksson (SWE), Tschorner (ITA).

Tutti aspettavano la Danimarca (è lenta a carburare, resta una favorita, ha i numeri per battere anche la Lettonia) e invece è ancora una conferma delle britanniche.
La parte più bella del match la si vede nel primo tempo: Gran Bretagna all'arrembaggio per fare capire che i due successi precedenti non erano figli del caso, Danimarca quasi presuntuosa. Taylor punisce subito le danesi e, dopo poco più di un minuto è Turner, in superiorità numerica, a trafiggere una Glaas meno sicura del solito. Il successo mette le ali alle british e, anche se Densing replica al dodicesimo, non si ha mai l'impressione che le danesi possano rimontare.
Un nuovo gol di Angela Taylor al quinto della ripresa galvanizza la retroguardia della Gran Bretagna. Da qui alla fine del match saranno le danesi a premere di più, ma senza impensierire più di tanto le avversarie che tengono in pugno la partita liberando sovente e marcando con grinta chiunque si avvicinasse troppo alla impeccabile Herring.

Nord Corea - Italia 4 - 2 (0-0, 1-2, 3-0)
Reti: 20'51 (ITA) Viel (Zandegiacomo); 23'08 (ITA) De Rocco; 29'21 (PRK) Kim IH; 42'09 (PRK) Kim SI (Tong); 51'01 (PRK) O Chol (Kim SH); 59'38 (PRK) O Chol (Kim IH) vuota.
Tiri: PRK 16; ITA 27.
In power play: PRK 04'29; ITA 15'04.
Arbitri: Nelibova (CZE), Leet (EST), Novotna (CZE).

Che fosse il compleanno del loro capo supremo lo si è saputo soltanto nelle interviste di fine partita, quando, di fronte ad un Liberatore annichilito, la capitana della Corea del Nord cinguettava "E' il più bel ragalo che potevamo fargli" e Linda De Rocco, la nostra capitana, replicava "Guarda come sono contente, sono persino simpatiche, ma noi non sappiamo più che fare".
Già, a questo punto serve un esorcismo: continuiamo a tirare più delle avversarie, ma non sappiamo sfruttare i momenti favorevoli. Sul 2-0 sembrava fatta, ma sono bastati due svarioni per rimetterci in croce e poi: quindici minuti di superiorità numerica (contro quattro), due volte in cinque contro tre senza segnare la dicono lunga sui nostri problemi. Lo stesso team leader dell'Italia, Luis Zuggal, ha commentato a fine partita: "Nessuna squadra può vincere se non segna in doppia superiorità"!
Questa sera era nuovamente la linea targata Agordo ad essere la più pimpante (propongo un monumento a Sabrina Viel, la decana della squadra, insuperabile per agonismo e spirito di sacrificio), ho rivisto bene Sparer e Toffano, qualche spunto è venuto dalle giovanissime Elena Ballardini e Carola Saletta, però per portare in porto un risultato bisogna che la squadra intera si esprima con una certa costanza a partire da Mazzocchi.
La Corea del Nord, si sapeva, non molla mai: sotto di due gol, sovente in inferiorità numerica, ha continuato imperterrita in quel suo gioco poco appariscente che cerca il contatto fisico per risalire, trovare il gol del vantaggio e beffare le nostre a porta vuota a ventidue secondi dalla fine.
Ora ci aspettano Danimarca e Olanda, anche loro inguaiate, non sono più consentite distrazioni.

Olanda - Nord Corea 1 - 2 (0-1, 0-1, 1-0)
Reti: 16'45 (PRK) Choe MH (Ryu HM); 22'41 (PRK) O Chol (Ri SG) s.n.; 44'47 (NED) Tegelaar (Neerdales, Wielenga).
Tiri: NED 15; PRK 43.
In power play: NED 12'37; PRK 11'59.
Arbitri: Blasimann (SUI), Davydkina (RUS), Lee (KOR).

Tutto il tifo è per le coreane, un po' perché sono una squadra simpatica che pratica un gioco piacevole a vedersi, molto perché serve tenere l'Olanda a pochi punti.
Due terzi di partita sono nettamente in mano alle asiatiche (38/7 i tiri in loro favore nei primi due tempi), ma le olandesi hanno avuto 24 ore di riposo mentre la Nord Corea, avendo disputato l'incontro serale con l'Italia, ne ha avute di meno; il tutto, tradotto sul piano agonistico, significa che nella frazione finale la Nord Corea va leggermente in affanno e l'Olanda, arrembante spera fino all'ultimo sfruttando peso e statura delle sue ragazzone per mettere in difficoltà le minuscole avversarie. Le coreane accettano lo scontro fisico, ma sono sovente costrette al fallo: per fortuna il loro penalty killig è uno dei migliori del torneo e non concede alle avversarie nemmeno la speranza del gol.
Finisce giustamente con la Corea del Nord che vince sia pure con il minimo scarto (l'agitazione impedisce alla O Chol di vedere la porta avversaria vuota!) e conquista virtualmente la medaglia di bronzo.

Gran Bretagna - Lettonia 0 - 3 (0-0, 0-2, 0-1)
Reti: 31'52 (LAT) Koka (Petersone, Geca-Miljone); 34'06 (LAT) Petersone (Koka, Dinsberga); 43'25 (LAT) Koka (Petersone).
Tiri: GBR 35; LAT 30.
In power play: GBR 07'02; LAT 06'13.
Arbitri: Langley (USA), Eriksson (SWE) Hansen (NOR).

Nessuno poteva prevedere che Gran Bretagna - Lettonia sarebbe stato il match decisivo di questi mondiali, invece, partita dopo partita, le britanniche si sono conquistate ammirazione e credito al punto da farsi temere anche dalla corazzata lettone.
Il primo tempo è di studio reciproco: le baltiche hanno la buona abitudine di non dare mai nulla per scontato e preferiscono capire prima la reale pericolosità di Taylor e compagne; le british sono più arrembanti, ma Andrisevska (al secondo shutout) è attentissima. La gara è corretta anche se si lotta su ogni disco.
Come già nelle altre partite, tocca alla Koka dare il via e, quando Iveta preme sull'acceleratore tutta la squadra la segue. Siamo già oltre metà incontro, ma, in due minuti, il fantastico trio Koka - Petersone - Geca-Miljone confeziona due perle e mette al sicuro il ritorno in prima divisione.
Il terzo gol è ancora della Koka, giocatrice di livello superiore (gioca in Russia con la compagna di linea Petersone), le britanniche hanno il pregio di continuare a lottare, però oggi Angela Taylor è controllata a vista e, pur segnalandosi con alcuni spunti individuali, non può che essere comprimaria.
Nelle interviste di fine partita il coach lettone, Girts Udris, loda le avversarie e l'organizzazione; quello della Gran Bretagna, Reg Wilcox anche, poi aggiunge: "Mi chiedete se sono contento del probabile secondo posto: no, ma forse a mente fredda risponderò di sì".

Italia - Danimarca 3 - 2 (1-0, 0-1, 1-1, 0-0, 1-0 R.)
Reti: 17'45 (ITA) Florian (Sparer) s.n.; 30'59 (DEN) Densing (Jacquet) s.n.; 42'20 (ITA) De la Forest (Fiorese) s.n.; 53'31 (DEN) Jakobsen (Densing) s.n.; 65'00 (ITA) Viel su rigore.
Tiri: ITA 34; DEN 33.
In power play: ITA 04'18; DEN 10'57.
Arbitri: Nelibova (CZE), Leet (EST), Novotna (CZE).

Sabrina Viel, protagonista dell'incontro e realizzatrice del tiro di rigore che ha dato la vittoria all'Italia nella decisiva sfida contro le danesi. (Foto Gill&Mon)

Finalmente il sorriso di tutte le ragazze all'uscita di pista toglie un macigno dall'animo di Liberatore. Non era facile: due delle possibili protagoniste di questo mondiale si ritrovano nella penultima giornata a contendersi punti di sopravvivenza. Visto il risultato, i calcoli sono presto fatti: Danimarca salva, l'Italia si salva se vince almeno ai rigori con l'Olanda che invece deve vincere nei tempi regolamentari se vuole superare le azzurre. In caso di vittoria olandese nel supplementare, o ai rigori, le tre squadre si troverebbero in parità anche nei confronti diretti e retrocederebbe l'Olanda per la peggiore differenza reti.
La partita è piacevole e intensa: i primi cinque minuti sono danesi, le azzurre temono la catastrofe e giocano molto guardinghe. Mazzocchi rassicura le compagne con un paio di buoni interventi e la squadra si sblocca; ora sono le rosse di Danimarca a subire e, alla prima penalità della partita, l'Italia passa in vantaggio con "Cin-cin" Florian lestissima nel mettere alle spalle della Glaas il passaggio di Katharina Sparer. Liberatore ha disegnato una nuova squadra azzeccando alcuni abbinamenti, indietro continuiamo a soffrire, ma le danesi sembrano avere le polveri bagnate.
Nella ripresa passiamo indenni una penalità toccata a Fiorese, poi però subiamo il pareggio in inferiorità (è fuori Elisa Ballardini) su tiro sporco della Densing che, forse deviato dalla Jakobsen, inganna il nostro portiere. Tornano i fantasmi, s'infortuna Eleonora Dalprà, ma resistiamo ad una doppia penalità (Zandegiacomo e De Rocco) e le tre linee utilizzate sembrano reggere (Saletta in prima con Florian e De al Forest, Da Rugna in seconda con Zandegiacomo e Viel, Toffano in terza a fare da tutore ad Elisa Ballardini e Dalprà, poi sostituita da una volitiva Angeloni).
Ultima frazione sofferta da entrambe le squadre. L'Italia torna in vantaggio con De la Forest, brava a procurarsi un fallo della Jakobsen, poi, appena rientrata, a mettere nel sacco su assist di Fiorese. Zande, in controfuga potrebbe chiudere la partita, ma Glaas è attenta e si ripete poco dopo su deviazione di Toffano. La stessa Toffano esce per sgambetto poco dopo e Jakobsen, sempre lei, dimenticata per un attimo dalla De Rocco che si allarga sulla destra, mette a segno imparabilmente.
Non succede più nulla nemmeno nel supplementare nonostante l'uscita per due minuti della Florian e siamo ai rigori: Viel - gol, Jakobsen - gol, De la Forest - fuori, Ostergaard - parato, Florian - parato, Leszkowizs - parato; si procede ad oltranza ad ordine invertito: Jensen - parato, Viel - GOOOL.
Un nuovo monumento a Sabrina e non soltanto per il rigore vincente.
Due note sulla squadra: brava Mazzocchi, finalmente all'altezza di ciò che ci si aspettava da lei, azzeccati alcuni cambi voluti da Liberatore e Fedrizzi, segnalo Toffano, puntigliosa ed efficace anche nei ritorni difensivi. Ora l'Olanda, non a cuor leggero, ma con molte certezze in più.

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Nord Corea - Gran Bretagna 4 - 1 (2-0, 1-0, 1-1)
Reti: 02'23 (PRK) Ryu HM (Ri SG); 11'53 (PRK) Ri SG (Choe MH) i.n.; 38'38 (PRK) Kim HR (Won CS); 43'17 (PRK) O Chol; 50'41 (GBR) Henry.
Tiri: PRK 40; GBR 26.
In power play: PRK 04'00; GBR 12'00.
Arbitri: Langley (USA), Lee (KOR), Novotna (CZE).

In pista, per disputarsi argento e bronzo, le due più belle sorprese del torneo: le coreane, con linee compatte, uniformi e con il migliore gioco di squadra visto in questi campionati; le britanniche, appena tornate in seconda divisione eppure capaci di farsi ammirare per la loro prima donna, Angela Taylor, per l'agonismo e la sicurezza della retroguardia.
La Gran Bretagna sembra non dare importanza alla qualità del metallo che le sue atlete metteranno al collo (e, in effetti, essere seconde o terze poco importa), così pensano di dare un'opportunità di fare esperienza al secondo portiere Laura Saunders schierandola fin dall'inizio. La Corea del Nord, invece, è più motivata e sciorina dal primo minuto quel suo gioco piacevole frutto del grande equilibrio tra le linee,da un agonismo mai violento e dalla precisione nei passaggi.
In pista c'è una sola squadra: la Taylor, ben marcata, non esalta le sue qualità e le sue compagne si accontentano di un ritmo che non può impensierire le avversarie. Il match è dunque dominato dalla Nord Corea e le british salvano onore e orgoglio solo quando i peperini coreani rallentano.

Lettonia - Danimarca 6 - 2 (0-0, 2-1, 4-1)
Reti: 22'29 (DEN) Ostergaard; 27'37 (LAT) Petersone (Koka); 29'31 (LAT) Petersone (Koka); 41'01 (LAT) Geca-Miljone (Koka); 42'19 (DEN) Jakobsen (Jensen); 43'47 (LAT) Petersone (Koka); 53'26 (LAT) Geca-Miljone (Petersone, Koka); 59'56 (LAT) Petersone (Koka, Geca-Miljone).
Tiri: LAT 39; DEN 34.
In power play: LAT 10'00; DEN 09'28.
Arbitri: Blasimann (SUI), Eriksson (SWE), Tschorner (ITA).

La partita che il pronostico dava come decisiva per la promozione, non ha più nulla da dire: lettoni prime con qualsiasi risultato, danesi solo salve ed è già un successo per la pochezza di una formazione in pieno riassestamento.
Entrambe le squadre schierano a difesa della gabbia i secondi portieri: passerella dunque per Evija Tetina e Kamilla Nielsen. Durante il primo tempo qualcuno dubita della volontà delle lettoni, ma si tratta soltanto del loro solito inizio guardingo, infatti, punta sul vivo dal gol della Ostergaard in apertura di ripresa, la Lettonia fa subito capire che i tre punti saranno suoi con un uno-due pugilistico confezionato dalla stratosferica Koka e concretizzato dalla Petersone.
Nella terza frazione di gioco la 'macchina da gol' lettone dilaga: Koka imbecca divinamente Geca-Miljone, poi Jakobsen si segnala accorciando le distanze, ma la Danimarca è ormai in apnea e le successive tre marcature della più bella linea d'attacco dei mondiali sono da apprezzare per il loro contenuto spettacolare, per le classifiche dei goleador e dei plus/minus (graduatoria che tiene conto di chi sta in campo quando una squadra realizza o subisce un gol), ma non cambiano nulla all'economia del match.

Italia - Olanda 6 - 2 (2-1, 3-0, 1-1)
Reti: 04'21 (ITA) Florian (Fiorese, De Rocco) s.n.; 05'43 (NED) Tagelaar (Wielenga) i.n.; 13'16 (ITA) De Rocco (Sparer) s.n.; 22'44 (ITA) Dalprà i.n.; 31'13 (ITA) Zandegiacomo (De Rocco) s.n.; 34'32 (ITA) De la Forest) s.n.; 46'47 (NED) Martens (Ernst); 57'25 (ITA) Ballardini Eli. (De Rocco).
Tiri: ITA 45; NED 29.
In power play: ITA 19'52; NED 11'45.
Arbitri: Ugajn (JAP), Hansen (NOR), Leet (EST).

Le nostre possono essere quarte e confermare il risultato ottenuto lo scorso anno a Vierumaki in Finlandia, oppure ultime e precipitare nel dramma di una retrocessione capace d'infliggere un colpo mortale all'intero movimento.
Il primo segnale positivo viene dalla presenza nel parterre della dottoressa Francesca Franchi: un regalo del medico di questa nazionale alle sue ragazze. Qui, a seguire le azzurre è stato il dott. Silvio Boer che si è prestato a sostituire la Franchi per dei problemi di salute di quest'ultima, ma l'affetto che lega la dottoressa alla squadra l'ha portata al Cotta Morandini anche come semplice spettatrice e lo spogliatoio ha apprezzato il gesto.
L'inizio è disastroso: olandesi arrembanti, azzurre in grossa difficoltà per il nervosismo figlio della paura di fallire l'ultima chance. Ci pensa però Sabina Florian che, imbeccata da De Rocco e Fiorese, s'icunea nella difesa arancione e fa partire un missile imprendibile per la van Leeuwen. Siamo, poco oltre il quarto minuto, già alla terza superiorità numerica; poco dopo, nuovamente in superiorità, il panico e la confusione regalano alla Wielenga un disco dietro porta e Tegelaar mette a segno il pareggio. Torniamo a sperperare anche in cinque contro tre, poi Sparer e De Rocco ci riportano in vantaggio, ma la squadra sembra in catalessi. Per fortuna abbiamo di fronte queste olandesone fallosissime perché delle avversarie appena un po' più tecniche avrebbe rischiato di metterci KO.
La ripresa si apre con una penalità alla nostra capitana. Mentre Linda è in panca puniti e tutti stiamo con il fiato sospeso, Eleonora Dalprà pesca dal suo repertorio la magia risolutrice: la ventenne trentina, mai doma, ruba un disco in attacco, resiste alla carica di un difensore, si beve con una finta un'avversaria che sta recuperando e, mentre già sale l'applauso, sull'uscita del portiere si accentra per depositare in rete sbilanciatissima. Gol stupendo. L'Italia si rinfranca, le linee messe in pista da Liberatore funzionano, Zandegiacomo e De la Forest (due delle nostre punte di diamante) ci portano sul 5-1, Mazzocchi para, l'Olanda è sul rapido per la III divisione.
Nel terzo tempo succede poco: Liberatore, con il risultato praticamente al sicuro, non vuole rischiare e chiama le nostre ad un'attenta vigilanza che Martens infrange dopo sette minuti, ma la paura è passata e le azzurre tengono in pugno il match; l'unica cosa da evitare sono le cariche delle furibonde Schipper, Keijzer e de Graaf che potrebbero fare male (ne sanno qualcosa Florian e Dalprà, le nostre più irruenti ed esposte). Ora noi giochiamo con quattro linee in attacco e, dopo il gol di Elisa Ballardini che fissa il punteggio sul 6-2, c'è spazio anche per l'esordio di Franziska Meraner tra i pali. L'ultima sciocchezza del torneo è di Michelle Hansen che, al 60', prova ad aggredire l'arbitro beccandosi 10' di cattiva condotta che l'escludono dalla sfilata finale.
Niente graduatorie di merito per le azzurre, tutte hanno fatto il possibile per dimostrare che questa accettabile classifica poteva essere migliore senza gli scossoni della vigilia e quel disgraziato inizio; vincere la seconda divisione non si poteva, onore a Koka e compagne.

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