HOCKEY SU GHIACCIO FEMMINILE

Olimpiadi Invernali 2010

 Le giarrettiere rosa/The Pink Garters

Gruppo A - Gruppo B

RISULTATI E COMMENTI (commento finale)

Gruppo A

Svezia - Svizzera 3 - 0 (1-0, 1-0, 1-0)
Reti: 12'31 Rundqvist (Johansson, Thunstrom); 31'36 Enstrom (Ostberg, Myren); 41'50 Johansson (Nevalainen).
Tiri: 34 -16 per la Svezia. In power play: SWE 3'03, SUI 10'46
Arbitri: Wrazidlo (USA), Nakayama (JPN), Rolstad (USA). Spettatori: 5222

Se la Svezia fosse tutta qui, il risultato di Torino 2006 potrebbe soltanto sognarselo, ma anche nelle Olimpiadi italiane le giallo blu cominciarono in sordina per poi eliminare addirittura gli Stati Uniti in semifinale! C'è da segnalare che Peter Elander ha utilizzato tutte le giocatrici a sua disposizione risparmiando, forse, per le fasi più calde del torneo i suoi 'gioielli' (Holst e ancor più Rooth e Winberg), tuttavia, l'avere commesso così tanti falli in una partita scontata può essere un segnale d'allarme.
Il risultato non è mai stato in discussione perché il possesso del disco ed il dominio territoriale erano scandinavi, però, fatte le debite proporzioni, la Svizzera m'è piaciuta di più; peccato per l'attacco spuntato delle rosso crociate che raramente ha messo in ansia una Kim Martin tornata in forma smagliante.
Altre sono le partite che diranno se la Svizzera è davvero progredita; in questo esordio si sono distinte la Shelling, l'indistruttibile Lehmann, Stefanie Marty e Nicole Bullo, rimane da verificare l'impressione di una panca un poco corta.

Canada - Slovacchia 18 - 0 (7-0, 6-0, 5-0)
Reti: 01'39 Irwin (Vaillancourt, Johnston); 03'06 Bonhomme (Hefford, MacLeod); 05'38 Agosta (Ouellette, Wickenheiser) s.n.; 08'21 MacLeod (Bonhomme, Ouellette); 11'34 Agosta (Kellar, Sostorics); 15'09 Kingsbury (Piper, Apps); 16'20 Sostorics (Hefford, Agosta); 23'42 Vaillancourt (Johnston); 27'21 Poulin s.n.; 30'19 Agosta (Hefford, Ouellette); 32'00 Hefford (Wickenheiser) i. n.; 32'44 Ouellette (Apps, Sostorics) i.n.; 36'42 MacLeod (Poulin, Sostorics); 44'23 Hefford (Agosta, MacLeod); 44'37 Irwin (Vaillancourt, Ward); 46'54 Piper (Wickenheiser); 51'03 Hefford (Ouellette, Kellar); 52'52 Kingsbury (Botterill).
Tiri: 67-9 per il Canada. In power play: CAN 7'20, SVK 8'00.
Arbitri: Tottman (GBR), Arazimova (CZE), Meg (USA). Spettatori 16496.

A distanza di quattro anni, il Canada ripete l'esordio delle precedenti Olimpiadi. Tutto richiama alla memoria quella partita giocata contro l'Italia: lo strapotere di Wickenheiser e compagne, la disperata resistenza delle avversarie, troppo inferiori per tecnica e velocità, l'inutile affannarsi dei portieri (allora Debora Montanari, oggi Zuzana Tomcikova), l'impossibilità di arrivare dalle parti della porta canadese per attaccanti anche brave come Kapustova e Velickova (a Torino, Leitner e Florian).
Italia e Slovacchia hanno avuto, nell'hockey femminile, una storia parallela, oggi, le rivali di un tempo, sia pure cresciute e giunte a Vancouver sulle ali di un entusiasmo ammirevole, hanno toccato con mano la distanza che ancora le separa dai vertici della disciplina.
Difficile affrontare le canadesi. Difficile per qualunque squadra perché le ragazze di Melody Davidson tengono sempre l'acceleratore premuto; non importa se il match è all'inizio o se sta per finire, non importa se in superiorità o in inferiorità numerica, non importa il risultato: loro vanno a mille. Se poi le fate giocare in casa, di fronte a oltre sedicimila tifosi impazziti ...beh, allora meglio scansarsi.
Miroslav Karafiot sapeva tutto questo e ha cercato di catechizzare la sua squadra imponendo una certa accortezza, ma chiudersi in difesa non è una soluzione, il Canada straripa, Tomcikova si supera eppure i gol fioccano. Non c'è nulla da raccontare: per vedere il Canada impegnato bisognerà attendere altri avversari, per capire i progressi della Slovacchia pure. Guardate il tabellino qui a fianco, c'è tutto; posso soltanto aggiungere di avere scoperto in Adolf Insam un ottimo commentatore!

Svizzera - Canada 1 - 10 (0-2, 1-3, 0-5)
Reti: 06'27 Apps (Kingsbury, Piper) s.n.; 14'25 Vaillancourt (Johnston); 22'19 Piper (Wickenheiser); 28'08 Agosta (Ward, Ouellette); 31'15 Agosta (Ouellette, Hefford); 39'46 (SUI) Leimgruber (Lehmann, Marty S.); 40'54 Hefford (Wickenheiser) i. n.; 49'08 Ward; 49'27 Poulin; 50'43 Johnston (Vaillancourt, Kellar); 51'56 Wickenheiser (Piper, Apps).
Tiri: 62-12 per il Canada. In power play: SUI 9'37, CAN 5'06.
Arbitri: Hertrich (GER), Majapuro (FIN), Rolstad (USA). Spettatori 5413.

Se queste note avessero un titolo, scriverei: - Oscurate il commentatore! - Ho seguito il match su Sky con fastidio: non è possibile, a livello di Olimpiade, dare voce a chi utilizza il mezzo televisivo per esibire battute da avanspettacolo. Luca Orrigoni, questo il nome del cronista chiamato da Sky per farci vivere l'hockey ai Giochi, ha probabilmente, come ex giocatore, una buona conoscenza della disciplina in campo maschile, ma, se cerca di riciclarla tra le donne, esibisce soltanto luoghi comuni a coprire la sua ignoranza. Ignoranza, sì, nel senso di ignorare quasi tutto sull'argomento: niente sulle squadre, niente sulle protagoniste, niente sull'ambiente. Lui, Orrigoni, propone: apprezzamenti da macho, battutacce all'indirizzo del coach canadese Melody Davidson, insinuazioni sulla Wickenheiser e sulla femminilità delle atlete. Davvero un'esibizione di cattivo gusto e un pessimo servizio all'hockey delle ragazze.
Le 'foglie d'acero' trovano una Svizzera volitiva e decisa: Florence Shelling si oppone con bravura ai tiri ripetuti delle canadesi, Nicole Bullo e Stefanie Marty inventano qualche contropiede, la gemella di Stefanie, Julia, con Lehmann riescono in qualche modo ad arginare il migliore attacco del torneo quasi fino a metà partita; il resto è Canada.
Dopo il gol della Leimgruber, meritato, la squadra guidata dalla Davidson, punta sul vivo ha iniziato un incessante assedio e la Shelling è capitolata cinque volte in undici minuti prima di lasciare il posto alla Slongo. Questi due pianeti dell'hockey femminile rimangono lontani; le rosso crociate hanno retto fino a quando hanno avuto fiato e agonismo per contrastare la supremazia fisica, poi è stata la tecnica pura a determinare il risultato.

Svezia - Slovacchia 6 - 2 (3-2, 1-0, 2-0)
Reti: 06'01 (Swe) Winberg (Holmlov, Holst) s.n.; 09'52 (Svk) Dzurnakova (Babonyova, Herichova); 12'11 (Swe) Winberg (Eliasson, Holmlov) s.n.; 13'29 (Svk) Cupkova (Culikova, Kapustova); 16'07 (Swe) Asserholt (Myren, Ostberg); 29'07 (Swe) Winberg (Andersson); 46'08 (Swe) Holmlov (Holst, Andersson) s.n.; 53'20 (Swe) Winberg (Nordin).
Tiri: 48 -16 per la Svezia. In power play: SWE 11'19, SVK 9'08
Arbitri: Hove (NOR), Arazimova (CZE), Hishmeh (USA). Spettatori: 5223

Chi l'avrebbe detto? La Slovacchia tiene in ansia le svedesi per metà partita, gioca un tempo quasi alla pari, cede a tre superiorità numeriche ottenendo il rispetto delle più forti avversarie e mandando un chiaro messaggio alla Svizzera.
Le individualità di spicco sono state la Winberg, autrice di quattro gol, da parte svedese e, sull'altro fronte, la Tomcikova che ha salvato la porta 42 volte su 48 tiri; ma, più del rendimento stellare delle due protagoniste, ha sorpreso la compattezza della formazione di Karafiot nella quale Kapustova, Dzurnakova, Cupkova e Kulikova hanno saputo creare non pochi problemi alla Grahn (sostituta della Martin tra i pali).
Da parte svedese, oltre alla citata Winberg, sono entrate in scena altre vecchie conoscenze, come Holst, Holmlov e Andersson, a conferma delle partenze lente delle seconde di Torino 2006; ora, per contrastare il Canada, servirà un ulteriore passo in avanti. L'impressione è però che, invece di ridursi lo svantaggio delle due europee di spicco (Svezia e Finlandia) nei confronti delle nordamericane, ci sia stato un avvicinamento delle altre rappresentative del vecchio continente alle scandinave senza che queste abbiano minimamente intaccato la supremazia del pianeta Canada-USA.

Canada - Svezia 13 - 1 (5-0, 7-0, 1-1)
Reti: 06'58 Agosta (Piper, Ouellette); 09'16 Poulin (Agosta, Wickenheiser) s.n.; 13'00 Piper (Wickenheiser, Sostorics); 15'27 Vaillancourt (Johnson, Sostorics); 15'57 Bonhomme (Agosta); 21'06 Agosta (Hefford); 25'14 Hefford (Ouellette, Kellar); 25'36 Wickenheiser (Apps); 26'13 Apps (Irwin, Piper); 27'59 Agosta (Ouellette) s.n.; 29'17 Piper (Wickenheiser); 31'43 Irwin (Vaillancourt, Ward) s.n.; 47'43 Apps (MacLeod, Wickenheiser); 52'16 (SWE) Timglas (Jordansson, Rooth) s.n.
Tiri: 52-13 per il Canada. In power play: CAN 12'09, SWE 06'45.
Arbitri: Wrazidlo (USA), Majapuro (FIN), Rolstad (USA). Spettatori 5483.

Il commento tocca a Massimo Da Rin, ed è un commento misurato, di persona competente, posso dunque godermi la partita; peccato che, oltre ai commentatori 'incubo', sia assente anche la Svezia. Gli addetti ai lavori l'avevano previsto dopo le inconsistenti prestazioni delle svedesi nei precedenti incontri, così la speranza di vedere finalmente una partita vera è durata appena cinque minuti; quando il Canada s'è sciolto dalla preoccupazione di affrontare una squadra a volte ostica, ha dilagato.
Dal sesto al sedicesimo s'è giocato ad una porta sola e Kim Martin ha dovuto fare ricorso alla sua bravura per limitare i danni; qui s'è vista l'abilità della Wickenheiser nello smarcare le compagne, ma è stata soprattutto la coralità delle azioni delle campionesse in carica ad impressionare: questo Canada sembra giocare in superiorità numerica anche in 5 contro 5!
Al Canada bastano sette minuti della ripresa per raddoppiare il vantaggio e, quando Meghan Agosta mette a segno il terzo gol personale, il decimo per la sua squadra, lo scoramento sulla panchina svedese è palpabile; a questo punto Elander prova almeno a salvare l'amor proprio della Martin e manda in pista Sara Grahn, ma le padrone di casa non sono ancora sazie e, in tre minuti, toccano quota dodici. Qui il Canada si placa, anche per evitare possibili incidenti visto che le scandinave, furiose per la batosta, diventano più fallose.
L'ultima frazione è di tutto riposo. Entra Charline Labonte al posto della inoperosa St-Pierre (4 tiri ricevuti in 40'), fa 13 la Apps, la Svezia spinge un po' di più e trova il gol della bandiera con Timglas, poi tutti a casa con Melody Davidson tranquilla e Peter Elander a chiedersi dove sia finita la Svezia arrembante del 2006.

Slovacchia - Svizzera 2 - 5 (1-0, 0-1, 1-4)
Reti: 07'10 (SVK) Culikova (Cupkova); 35'39 (SUI) Marty S.; 40'19 (SVK) Culikova (Kapustova, Cupkova); 50'36 (SUI) Marty S. (Nussbaum); 51'18 (SUI) Benz (Meier, Shelling); 56'28 (SUI) Lehmann (Leimgruber) i.n.; 58'25 (SUI) Marty S. (Hafliger, Benz).
Tiri: 45 - 33 per la Svizzera. In power play: SVK 10'22, SUI 8'40
Arbitri: Sipila (FIN), Floeden (SWE), Rumble (CAN). Spettatori: 5272

Grande Slovacchia per due tempi, grande Svizzera che ci crede fino in fondo nonostante abbia dovuto sudare perché il ranking venisse rispettato. Quando Kapustova e compagne lasciano sul ghiaccio l'ultimo refolo di fiato siamo già a 50'36: Stefanie Marty ha appena messo a segno il secondo gol rossocrociato impattando la sua sfida personale con Janka Culikova, Shelling e Tomcikova hanno già dato saggio della loro bravura, Kammerer e Karafiat hanno consumato la loro riserva di consigli, rampogne e lodi. A questo punto, dalla Thunderbird Arena, esce il fantasma della Slovacchia, quel fantasma che aveva negato il sogno olimpico alla Germania e impaurito la quinta potenza mondiale dell'hockey femminile.
Quaranta secondi più tardi il match s'incanala da parte Svizzera senza più sussulti: Benz porta per la prima volta in vantaggio i suoi colori, Lehmann fa 4-2 in inferiorità e Stefanie Marty chiude con il terzo gol personale. Anche senza Canada e USA l'hockey in rosa può essere bello.


Hockey home home Vancouver classifiche
Gruppo B

Stati Uniti - Cina (5-0, 3-0, 4-1)
Reti: 02'50 Ruggiero, 09'56 Stack (Chu); 14'22 Potter (Lamoureux M.); 17'40 Duggan (Stack, Darwitz) s.n.; 18'01 Potter (Knight, Lamoureux) M.; 21'18 Potter (Engstrom, Chesson) s.n.; 23'46 Chesson (Marvin, Chu); 39'39 Lamoureux J. (Tatcher); 43'59 Duggan (Marvin, Potter); 50'43 Engstrom (Potter, Lamoureux M.); 54'43 Darwitz (Lamoureux M.); 57'39 (CHN) Jin (Ma, Sun) s.n.; 59'21 Chu (Darvitz).
Tiri: 61-7 per gli Stati Uniti. In power play: USA 10'10, CHN 6'48.
Arbitri: Sipila (FIN), Floeden (SWE), Skovbakke (DEN). Spettatori 5278.

Difficile pronunciarsi senza un metro di paragone poiché il valore della Cina lo si conoscerà soltanto nelle prossime partite. Si potrebbe essere tentati da un paragone con l'esordio delle canadesi, ma Stati Uniti e Canada si assomigliano soltanto nell'impressionante gioco che sanno esprimere; entrambe stratosferiche per qualsiasi avversaria, hanno però caratteristiche umorali del tutto differenti: sempre concentrate e vogliose di mettere in mostra il migliore hockey possibile le ragazze in maglia bianco rossa, più ondivaghe, almeno nelle partite scontate, quelle a stelle e strisce.
Con queste premesse, la partita d'esordio delle statunitensi ha detto soltanto che la squadra è ottima (e lo si sapeva già), che le nuove si sono integrate bene (anche questa non è una novità dopo tutte quelle partite di preparazione giocate), che, quando Mark Johnson chiede un'accelerazione dalla panca, il cambio di marcia è repentino ed efficace.
La Cina ha fatto del suo meglio, ha una difesa ben organizzata e un buon portiere, l'attacco lo si vedrà nei prossimi impegni; un punto a favore delle asiatiche è, più del gol segnato alla McLaughlin (che aveva sostituito la Schaus), l'entusiasmo con il quale hanno festeggiato il loro primo centro a Vancouver.

Finlandia - Russia 5 - 1 (1-1, 2-0, 2-0)
Reti: 06'11 (RUS) Vafina (Burina) s.n.; 09'30 Sirvio (Saarinen, Valimaki) d.s.n.; 23'59 Voutilainen (Rantamaki); 37'36 Hovi (Hirikoski); 42'25 Tikkinen (Tuominen, Karvinen); 49'32 Tikkinen (Pelttari, Karvinen) s..n.
Tiri: 34-14 per la Finlandia. In power play: FIN 7'00, RUS 9'06.
Arbitri: Gage (CAN), Richardson (CAN), Rumble (CAN). Spettatori 5275.

Russe caricatissime. La certezza di dovere ospitare i prossimi Giochi invernali ha, finalmente, smosso le acque in patria favorendo una ripresa del movimento che, fino ad un paio di anni fa, nessuno avrebbe sospettato. Così s'è vista qualche novità e la squadra, pur con un'età media piuttosto alta, sembra ringiovanita nello spirito.
Si deve alla nuova attitudine il sorprendente vantaggio iniziale contro le più forti finlandesi, così come si deve alla scelleratezza di Olga Permyakova (colpevole di un fallo inutile mentre già la squadra giocava in inferiorità) il recupero delle avversarie. Fino a quel momento le russe avevano giocato alla pari e, mettendocela tutta, alla pari sono giunte al termine del primo periodo. Poi solo più Finlandia, persino con un po' di cattiveria, ma con numeri di alta scuola non concretizzati per un soffio.
L'incontro è stato comunque piacevole: più tecniche le vincitrici, caparbie le russe anche se incapaci di manovrare in zona neutra. La fallosità di entrambe le squadre è stata ben controllata dal capo arbitro, speriamo che sia sempre così.

Russia - Stati Uniti 0 - 13 (0-5, 0-7, 0-1)
Reti: 02'19 Lamourieux M. (Lamourieux J., Stack); 05'48 Potter (Knight)i.n.; 09'54 Tatcher (Potter, Knight); 12'57 Cahow (Stack, Darwitz) s.n.; 15'56 Potter (Knight) s.n.; 20'34 Ruggiero (Chu, Darwitz) s.n.; 23'16 Stack (Lamoureux M, Darwitz) s.n.; 26'01 Lamoureux J. (Darwitz); 27'50 Darwitz (Cahow) s.n.; 31'00 Darwitz (Knight) i.n.; 31'46 Potter (Tatcher, Bellamy); 32'32 Engstrom (Chesson) s.n.; 41'05 Chesson (Stack) s.n.
Tiri: 34-7 per gli Stati Uniti. In power play: RUS 7'07, USA 6'04.
Arbitri: Hertrich (GER), Floeden (SWE), Richardson (CAN). Spettatori 5365.

Gli Stati Uniti, al femminile, fanno un solo boccone della Russia (qui possono). Non c'è partita perché le rgazze a stelle e strisce sono davvero di un altro pianeta; unico dubbio è che la Russia, conoscendo l'abisso che separa la sua nazionale 'rosa' da quella americana, abbia giocato al risparmio riservando enrgie e concentrazione per il ben più importante match con la Cina. Difficile da credere, visto che Gureiev non ha mai messo in pista la quarta linea di attacco, eppure l'impiego dell'esordiente portiere Prugova, appena sedicenne, ed i tempi di gioco delle 'veterane' lasciano spazio a questa supposizione.
Per parte sua, Mark Johnson ha lasciato che le sue ragazze si divertissero: non è stato un tiro al bersaglio come nella precedente gara contro la Cina (61 tiri contro le asiatiche e soltanto 34 oggi), s'è cercato l'amalgama che questi 'quasi allenamenti' possono dare, s'è privilegiato lo spettacolo con azioni insistite, così abbiamo potuto vedere che, accanto alle protagoniste di sempre (Ruggiero, Potter, Darwitz, Chu), sono cresciute giovani di belle speranze come Stack, Knight e le gemelle Lamoureux (Jocelyne e Monique). Una curiosità: dei 13 gol messi a segno dagli USA, soltanto 4 sono stati segnati in parità numerica; ottimo allora l'allenamento per i casi di superiorità o d'inferiorità.
Ora i preliminari sono finiti e i prossimi incontri, presumibilmente più equilibrati, divertiranno, oltre alle giocatrici, anche l'appassionato pubblico canadese che accorre in massa a tutte le partite.

Finlandia - Cina 2 - 1 (0-1, 2-0, 0-0)
Reti: 18'10 (CHN) Vang i.n.; 29'13 (FIB) Rantamaki (Pelttari, Lindstedt) s.n.; 34'02 (FIN) Hovi.
Tiri: 43-5 per la Finlandia. In power play: FIN 15'54, CHN 5'51.
Arbitri: Tottman (GBR), Nakayama (JPN), Skovbakke (DEN). Spettatori 5317.

La Finlandia, già non esaltante nel precedente match contro le russe, trova un ottimo portiere protetto da ragazze capaci di tenere per tutti i 60' e, pur non rischiando l'esclusione dalle semifinali, mette in luce limiti insospettati. Giocando così, con gli Stati Uniti sarà dura.
La Cina inizia con un'accorta difesa che costa anche molte penalità, ma, prorio in inferiorità numerica (la quarta del primo tempo senza che le finlandesi abbiano saputo fare altro che ammucchirsi nel terzo d'attacco) trova il gol del vantaggio. Poi è Finlandia a tutta pista, ma bisogna attendere un'altra situazione di power play per vedere il pareggio delle nordiche confezionato dalla vecchia guardia Pelttari e Rantamaki. Il vantaggio è comunque nell'aria e arriva su azione individuale della Hovi poco oltre metà partita. Qui la Finlandia s'illude di poter debordare, ma le cinesi reggono bene fino alla fine e mettono, a distanza, un po' di paura alle future rivali della Russia.

Stati Uniti - Finlandia 6 - 0 (4-0, 1-0, 1-0)
Reti: 08'08 Chu (Ruggiero); 10'47 Engstrom (Lamoureux M.) s.n.; 11'29 Duggan (Darwitz, Marvin); 18'03 Darwitz (Engstrom, Chesson); 31'48 Knight (Darwitz); 58'22 Tatcher (Lamoureux J., Ruggiero).
Tiri: 42-23 per gli Stati Uniti. In power play: USA 5'32, FIN 10'44.
Arbitri: Hove (NOR), Arazimova (CZE), Richardson (CAN). Spettatori 5398.

Tutti a chiedersi come risponderanno le statunitensi alle trionfali marce del Canada; la risposta, stringata, "Ci siamo anche noi", vale soltanto per il primo tempo, ma, come già detto, gli USA non sono squadra che gioca spingendo a tavoletta. Qui bisognerebbe anche capire se Pekka Hamalainen sia riuscito, nell'intervallo, a pretendere una maggiore attenzione sotto porta alla propria difesa, una difesa sempre fuori posto nella prima frazione, oppure se sia stato Johnson a calmare l'ardore agonistico delle sue giocatrici o, ancora, se questi Stati Uniti siano così cinici da sfruttare le occasioni con il minimo sforzo e poi rallentare per non scoprire il proprio valore per intero.
Io ho la mia opinione: gli USA non valgono il Canada attuale; la Finlandia, se non muore dietro alle canadesi, prossime avversarie, può fare suo il bronzo. Bellissima squadra quella statunitense, forse un po' troppo schematica e acerba, senza passione; può essere un vantaggio come dimostrano gli ultimi due titoli mondiali vinti, però, quando non tutto fila liscio, si può anche sbroccare, come a Torino.

Cina - Russia 1 - 2 (0-0, 1-2, 0-0)
Reti: 24'23 (RUS) Smolentseva (Kapustina, Khomich); 36'02 (RUS) Sergina (Burina, Permyakova) s.n.; 37'38 (CHN) Jin (Sun).
Tiri: 39-22 per la Russia. In power play: CHN 10'00, RUS 2'12.
Arbitri: Gage (CAN), Hishmeh (USA), Majapuro (FIN). Spettatori 5391.

Nelle prime due Olimpiadi al femminile, c'era un portiere, Guo Hong, chiamato 'la Grande Muraglia cinese', che fu determinante per tenere ad alto livello la sua nazione; a Vancouver la Cina ha scoperto una seconda 'Grande Muraglia', si chiama Yao Shi e dopo avere messo una fifa terribile alla Finlandia s'è ripetuta contro la Russia: 120' giocati, 82 tiri scagliati contro di lei, 4 gol subiti. Non male.
La Russia sa di non potersi permettere un passo falso che la spedirebbe ad incontrare la Svizzera e, verosimilmente, a lottare per il 7/8 posto; così, niente più esperimenti, in porta torna Gashennikova, le più esperte (Burina, Khomich, Smolenteva, Permyakova) prendono in mano il gioco e, sia pure con qualche fallo di troppo, conducono la navicella in porto. Ora l'imperativo è battere la Slovacchia per conservare il piazzamento di Torino, ma in prospettiva resta molto lavoro da fare, soprattutto allargare la base, perché una potenza hockeystica come la Russia non si può permettere una femminile improvvisata.

Hockey home home Vancouver classifiche

Semifinali 1/4 posto

Stati Uniti - Svezia 9 - 1 (2-0, 3-1, 4-0)
Reti: 07'14 Lamoureux M. (Potter, Knight); 08'23 Duggan (Cahow, Stack) s.n.; 23'22 Ruggiero (Lamoureux J.); 25'58 Cahow (Thatcher); 29'34 (SWE) Winberg (Jordansson) s.n.; 33'35 Thatcher (Lamoureux J, Lawler); 45'59 Lamoureux M. (Potter, Engstrom) s.n.; 47'15 Weland (Lawler); 55'20 Stack (Chu, Engstrom); 57'19 Lamoureux M. (Knight) s.n..
Tiri: 46-12 per gli Stati Uniti. In power play: USA 4'06, SWE 5'20.
Arbitri: Gage (CAN), Nakayama (JPN), Richardson (CAN). Spettatori 16021.

Gli Stati Uniti, che qui a Vancouver ci avevano abituati a gare interpretate senza strafare, castigano brutalmente una Svezia molto lontana dalla squadra di Torino 2006. Forse proprio l'Olimpiade torinese ha suggerito alle ragazze di Mark Johnson di far capire alla Svezia che il tempo delle distrazioni era finito. Siamo tornati indietro a quando tra USA, Canada e le migliori europee non c'era storia. Nemmeno Kim Martin, il portiere prodigio degli anni passati, è riuscita ad arginare le statunitensi; oggi la prestazione della Martin è stata pregevole fino a metà gara, poi, costantemente sotto pressione, s'è disunita ed ha consentito gol che in altri momenti avrebbe parato.
Ottima, naturalmente, la gara degli Stati Uniti che, per la prima volta hanno messo in mostra le qualità di una squadra leader mondiale lanciando una chiara sfida alle canadesi. Il gol della Svezia è arrivato in superiorità numerica premiando l'atleta scandinava al momento più rappresentativa, Pernilla Winberg, ma si era già sul 4-0 per le americane che stavano mettendo in mostra, oltre alla solida concretezza di atlete come Potter ed Engstrom, le qualità delle giovani (le due Lamouraux, Lawler e Weland). Canada avvisato: in testa al ranking 2009 ci sono gli USA e per scalzare queste ragazze bisognerà metterle sotto pressione fin dal primo minuto.

Canada - Finlandia 5 - 0 (2-0, 1-0, 2-0)
Reti: 05'22 Piper (Agosta, Hefford); 14'36 Irwin; 36'21 Agosta (Bonhomme, Hefford); 44'23 Irwin (Johnston, Vaillancourt); 58'57 Ouellette (Poulin).
Tiri: 50-11 per il Canada. In power play: CAN 10'17, FIN 08'17.
Arbitri: Hertrich (GER), Skowbakke (DEN), Rolstad (USA). Spettatori 16324.

Canada meno stratosferico del solito, o Finlandia in crescita? Le due ipotesi non si elidono. In effetti le ragazze di Melody Davidson, che ci avevano abituati a partite sempre giocate al massimo, si sono oggi limitate a fare l'indispensabile; non sono mai state in difficoltà le canadesi, ma qualche problema di concentrazione l'hanno avuto soprattutto nel secondo tempo quando la Finlandia, se solo avesse qualche buona realizzatrice oltre alla Rantamaki, ha avuto qualche occasione per spaventare la Szabados.
La pressione del Canada è stata meno costante, soprattutto le giocatrici più esperte si sono viste poco, il risultato l'hanno fatto la coriacea Irwin (un po' troppo egoista, anche se efficace) e una velocissima Meghan Agosta davvero difficile da controllare per la lenta difesa delle avversarie.
Contro gli USA servirà il migliore Canada perché, giocando in casa, le foglie d'acero avranno sulle spalle le aspettative dell'intero Paese e, in passato, questa pressione ha giocato a sfavore; per quanto visto fin qui Vickenheiser e compagne hanno la possibilità di fare tris con l'oro olimpico. La Finlandia si arrampicherà sulle parate di Nora Raty per confermarsi davanti alle svedesi dopo la parentesi torinese.


Semifinali 5/8 posto

Svizzera - Cina 6 - 0 (2-0, 2-0, 2-0)
Reti: 07'02 Lehmann (Marty S.); 07'53 Marty S.; 37'12 Nussbaum (Marty J., Lehmann); 39'44 Marty S. (Lehmann, Leimgruber); 57'54 Marty S. (Lehmann, Meier); 58'48 Marty S. (Leimgruber, Benz).
Tiri: 49 - 21 per la Svizzera. In power play: SUI 4'04, CHN 13'11
Arbitri: Wrazidlo (USA), Nakayama (JPN), Skovbakke (DEN). Spettatori: 5454

Seconda fase della competizione femminile. La Svizzera si è trovata di fronte una coriacea Cina nella sfida per accedere alla finalina che assegnerà il quinto posto (e se la vedrà con una rinata Russia).
Cina che si era comportata ottimamente nelle due ultime partite, grazie alla parate della sua portiera, con le quotate finlandesi e con la Russia, squadra forse più alla loro portata.
Svizzera che arrivava invece dalla vittoria per 5 a 2 con la Slovacchia e quindi era assai motivata e tecnicamente superiore alle asiatiche. Il risultato di 6 a 0 per le svizzere è frutto di tre tempi giocati equilibratamente (2 a 0 tutti i parziali) con un scatenata Stefanie Marty, vera match winner, autore di quattro gol e un assist,. Sugli scudi anche la capitana Kathrin Lehmann con un gol e tre assist. Per la Cina forse pile un po' scariche. Ora ci sono le due sfide per i piazzamenti: la Svizzera favorita sulla Russia per il quinto posto e Slovacchia favorita per il settimo rispetto alla Cina ma siamo sicuri che saranno entrambe due partite molto combattute. E una fra queste ultime due ritornerà a casa senza neppure una vittoria all'attivo.

Russia - Slovacchia 4 - 2 (2-0, 1-1, 1-1)
Reti: 07'34 (RUS) Sotnikova (Lebedeva); 18'16 (RUS) Gavrilova (Sergina, Smolentseva) s.n.; 23'24 (SVK) Pravlikova (Velickova) s.n.; 33'45 (RUS) Terenteva (Kapustina, Dyubanck) i.n.; 40'31 (SVK) Kapustova (Velickova); 50'26 (RUS) Gavrilova s.n..
Tiri: 43-19 per la Russia. In power play: RUS 4'12, SVK 5'52.
Arbitri: Hove (NOR), Floeden (SWE), Rumble (CAN). Spettatori 5488.

La Slovacchia s'è accorta troppo tardi di poter giocare alla pari con le più quotate russe; quando Mr. Karafiot, nell'intervallo tra primo e secondo tempo, è riuscito a tranquillizzare le sue ragazze, le avversarie avevano già due reti di vantaggio. La prima ad andare a segno, con la Slovacchia troppo sulla difensiva, è stata la terza linea russa con Tatiana Sotnikova, poi ha raddoppiato l'esperta Gavrilova in superiorità (fuori la Rakova) e su questo 2-0 la Russia ha costruito il suo accesso alla finalina per il quinto posto.
Pravlikova, anche lei in superiorità numerica, ha riacceso le speranze su bel passaggio di Velickova, ma, proprio mentre la Slovacchia provava a premere per il pareggio, è arrivata dalla Terenteva la punizione di un gol segnato in inferiorità.
Botta e risposta anche nella frazione finale con gol di Kapustova e il bis di Gavrilova. La maggiore esperienza delle ragazze di Gureiev s'è concretizzata anche nel maggior numero di assalti alla porta, come al solito ben difesa, della Tomcikova. Risultato giusto, ma Slovacchia bene in partita.


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Finale 7/8 posto

Cina - Slovacchia 3 - 1 (0-1, 1-0, 2-0)
Reti: 10'37 (SVK) Pravlikova (Jurkova, Velickova); 37'15 (CHN) Wang (Yu, Jang); 45'04 (CHN) Sun (Zhang S., Jin); 51'44 (CHN) Wang (Zhang B.).
Tiri: 32-21 per la Cina. In power play: CHN 4'00, SVK 2'00.
Arbitri: Tottman (GBR), Hishmeh (USA), Majapuro (FIN). Spettatori 5284.

Purtroppo per la Slovacchia, Jana Kapustova è in tribuna con un braccio al collo e ci sarebbe voluta la sua potenza di tiro per scardinare la difesa delle cinesi. Il commento è a cose fatte perché, dopo un primo tempo con la Cina incapace di rendersi pericolosa e il bel gol della Pravlikova, la finalina per il settimo posto sembrava orientata in favore delle europee. Invece questa Cina, lenta a carburare, è cresciuta man mano fino a diventare protagonista indiscussa.
Raggiunto il pareggio con la capitana Wang dopo un periodo di supremazia sterile, le cinesi hanno messo in pista una migliore preparazione fisica e qualche individualità di spicco (Rui Sun); è stata tuttavia la coralità dell'impegno a dare sempre più concretezza alla manovra delle asiatiche che, passate in vantaggio, hanno finito col legittimare il piazzamento.
In ballo c'era anche la sfida tra Tomcikova e Shi, due ottimi portieri, ma sicuramente la cinese è stata più protetta dal suo pacchetto difensivo e alle rivali è mancata l'attaccante in grado di concretizzare il lavoro di Velickova e Culikova. Vancouver 2010 è stata una bella esperienza per entrambe le squadre, alle loro federazioni il compito di sfruttare al meglio questa partecipazione ai Giochi.


Finale 5/6 posto

Svizzera - Russia 2 - 1 rig. (0-1, 1-0, 0-0, 0-0, 1-0)
Reti: 09'05 (RUS) Burina (Sergina, Permiakova) s.n.; 34'12 (SUI) Marty S. (Nussbaum, Meier) s.n.; 70'00 (SUI) Marty S. rig.
Tiri: 33 - 27 per la Russia. In power play: SUI 13'05, RUS 7'54
Arbitri: Sipila (FIN), Arazimova (CZE), Rumble (CAN). Spettatori: 5412

Ci sono voluti i rigori per decidere chi meritasse maggiormente il quinto posto. Le due contendenti, Svizzera e Russia hanno giocato alla pari per tutta la partita affidando ai rigori la propria sorte. Un risultato che accontenta la Svizzera, oggettivamente ancora troppo lontana dal 3/4 posto (Svezia/Finlandia), ma sicuramente una buona formazione che è in crescita come tutto il movimento dell'hockey svizzero (basti pensare ai risultati della nazionale maschile) e che migliora perciò di due posti il piazzamento di Torino 2006. Un po' di delusione per le russe che ospiteranno la prossima Olimpiade e dovranno sicuramente migliorare molto il loro rendimento dovendo giocare di fronte ad un pubblico amico. Per loro risultato identico a Torino 2006, quinto posto sfumato di un soffio ai rigori come quattro anni fa contro la Germania (che vinse per una rete proprio ai rigori).
Venendo alla partita vera e propria si può dire di un certo equilibrio con una leggera predominanza russa sui tiri. A metà primo tempo durante il primo power play passa la Russia grazie all'esperta Burina. Il pareggio arriva soltanto a metà del secondo tempo: dopo una lunga serie di penalità (ben tre) è la solita Stefanie Marty a 34.12 che segna riporta in partita le sue compagne. Terzo tempo con diverse penalità dall'una e dall'altra parte, ma nessuna delle due contendenti riesce a portarsi in vantaggio forse più per la paura di scoprirsi che per altro. L'occasione più ghiotta arriva però alla Svizzera durante il tempo supplementare: a tre minuti scarsi dalla fine della gara penalità alla Sergina e spazi che si aprono, ma le svizzere non riescono a sfruttare il vantaggio. Si va ai rigori dove entra in ballo anche la fortuna: Sbaglia Lehmann, segnano Sosina e Bullo, Shelling para su Gavrilova, segna Stefanie Marty, sempre Shelling su Deulina, poi il rigore decisivo, ancora di Stefanie Marty, vero valore aggiunto, che regala alla Svizzera un meritato quinto posto.


Finale 3/4 posto

Finlandia - Svezia 3 - 2 (0-0, 2-1, 0-1, 1-0) O.T.
Reti:24'24 (FIN) Pelttari; 32'24 (SWE) Rooth (Jordansson, Eliasson) s.n.; 36'02 (FIN) Karvinen (Valimaki); 45'09 (SWE) Rundqvist (Andersson, Holmlov) s..n; 62'33 (FIN) Rantamaki (Tuominen, Hirikoski).
Tiri: 24-18 per la Finlandia. In power play: FIN 8'43, SWE 9'18.
Arbitri: Hertrich (GER), Nakayama (JPN), Skovbakke (DEN). Spettatori 16398.

Era dal 2002 che la Svezia non scendeva dal podio delle Olimpiadi: un bronzo a Salt Lake City e l'inaspettato argento a Torino; la Finlandia, per parte sua, solo a Nagano era salita sul terzo gradino del podio. A Vancouver i pronostici si sono ribaltati e anche con un po' di fortuna le finniche hanno saputo riconquistarsi il bronzo.
Primo tempo di studio e assai equilibrato. Secondo decisamente più spumeggiante: passa quasi subito a condurre a Finlandia con Pelttari ma otto minuti dopo è un powerplay svedese a garantire il meritato pareggio. Passano soltanto quattro minuti e, appena terminata una penalità a suo sfavore, è proprio la Finlandia a riportarsi in vantaggio.
Il secondo tempo rispecchia bene i valori espressi in campo: Finlandia che domina, anche ai tiri, il periodo e Svezia che agisce di rimessa. L'ultimo periodo inizia invece sulla falsariga del secondo con la Svezia che centra il pareggio sfruttando una superiorità numerica, poi l'ago della bilancia si sposta a favore delle svedesi che premono sull'acceleratore scagliando bene nove tiri all'indirizzo della portiera Nora Raty che si dimostra determinante per la vittoria finale. I tempi regolamentari si chiudono così sul due pari nonostante due ghiotte occasioni di poter giocare un powerplay per la Finlandia non sfruttate a dovere (di cui una negli ultimi minuti di gioco).
Ci vuole un episodio, tanto sfortunato per la Svezia quanto fortuito per la Finlandia a garantire il bronzo per quest'ultima. Durante il tempo supplementare, la capitana della Svezia Erika Holst, in fase difensiva, devia involontariamente il disco alle spalle della propria portiera colta in controtempo.
Finisce così l'avventura delle due squadre nordiche: con una Finlandia in festa per una medaglia che da spazio ad una prospettiva più rosea per l'hockey femminile nel paese dei laghi e con l'amarezza per la Svezia che non è riuscita a ripetere i risultati delle ultime due olimpiadi; amarezza che fa il paio con l'esclusione, a sorpresa nei quarti di finale, della nazionale maschile delle tre corone.


Finale 1/2 posto

Canada - Stati Uniti 2 - 0 (2-0, 0-0, 0-0)
Reti: 13'55 (CAN) Poulin (Botterill); 16'50 (CAN) Poulin (Agosta).
Tiri: 29-28 per il Canada. In power play: CAN 8'18, USA 8'02.
Arbitri: Hove (NOR), Richardson (CAN), Rolstad (USA). Spettatori 16805.

Il Canada conferma l'oro olimpico per la terza volta consecutiva; alle statunitensi non sono bastate la carica agonistica e la voglia di rivincita per fare il bis di Nagano 1998. Come sovente succede, per vedere una bella partita non bisogna contare sulla finalissima: troppo condizionate dalle aspettative le ragazze guidate da Melody Davidson, troppo nervose quelle di Mark Johnson.
L'avvio sembra favorevole alle canadesi che possono contare anche su due superiorità numeriche, ma il gioco è meno fluido del solito e gli USA se la cavano abbastanza tranquillamente. Tocca poi alle padrone di casa occupare la panca dei puniti e le statunitensi hanno addirittura una cinquantina di secondi in 5 contro 3; qui si comincia a capire perché la Davidson abbia preferito Shannon Szabados alle più esperte Labonte e St-Pierre, ma, appena tornata la parità in pista, il Canada mette sul piatto una delle sue micidiali progressioni e passa in vantaggio con un gran tiro della giovane Marie-Philip Poulin servita dalla Botterill. Gli USA accusano il colpo, non sfruttano una penalità toccata alla Hefford, reggono quando è la Zaugg a lasciare la pista, però soccombono una seconda volta all'efficacia della Poulin, questa volta servita da Meghan Agosta. Ci si aspetta un Canada scatenato sull'onda dell'entiusiasmo, ma questa sera le canadesi badano al sodo e si limitano a proteggere al meglio il loro portiere.
Gli Stati Uniti danno tutto nel periodo centrale spinte in avanti da una furibonda Ruggiero che patisce l'allontanarsi del sogno olimpico; il Canada replica con brevi periodi di supremazia nel terzo di difesa delle rivali, ma sono le statunitensi, secondo logica, a premere con maggiore insistenza, con Potter e Lamoureux, ed a mettere in risalto le doti della Szabados, sempre tranquilla e ben posizionata tra i pali eppure capace di scatti felini quando l'insistenza delle avversarie lo richiede; la saggezza tattica delle padrone di casa la si nota anche nell'atteggiamento guardingo di Heyley Wickenheiser, quasi mai in avanscoperta, e nelle attente ripartenze di Ouellette e Vaillancourt protette da Sosterics e Kellar. Così il Canada supera altri due minuti in doppia inferiorità (sono fuori quasi contemporaneamente Hefford e Kellar entrambe per ritardo nel gioco - disco scagliato in tribuna), e si avvia al trionfo.
Trionfo non più messo in dubbio nell'ultima frazione di gioco perché le americane rinunciano man mano e, a farsi pericolose, sono ora Agosta, Piper e Johnston. Non succede più nulla, un po' perché Vetter para tutto e un po' perché il Canada preferisce rinunciare al forceking in area avversaria.
Olimpiade firmata da Poulin; Ruggiero la migliore in campo statunitense, alla Szabados la palma della più brava nella serata. Oro meritato per il Canada che dovrebbe tornare in testa al ranking; l'impressione è che stia finendo un ciclo, ma le risorse sono così tante dall'una e dall'altra parte da non lasciare spazio a nessuna altra nazione.


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DUE COMMENTI ALLE OLIMPIADI DELLE HOCKEYSTE
(Non sappiamo quanto i commenti siano diversi, ma tant'è...)

(Sam) A guardare il podio di queste Olimpiadi, sia dell'hockey femminile, che di quello maschile, si legittima il fatto che il Canada sia considerata la terra dell'hockey per eccellenza. Entrambe le medaglie d'oro sono andata alla nazionale dalla foglia d'acero seguita in entrambi i casi dai vicini e dalle vicine di casa americani e da una sorprendente Finlandia, a cui manca soltanto l'acuto della medaglia più prestigiosa.
Se nel torneo maschile il Canada ha faticato perdendo anche una gara con gli Stati Uniti prima di arrivare alla medaglia, nel torneo femminile tutto, o quasi, era già scritto. Canada superiore agli altri team in tutti i fondamentali con soltanto l'incognita Stati Uniti a mettere un pò d'apprensione.
Andando con ordine e guardando dal basso la classifica, all'ottavo posto troviamo la Slovacchia che non è riuscita a vincere una sola partita e aveva nel torneo di qualificazione eliminato agevolmente l'Italia, oltre ad un'altra serie di candidate. Settima la Cina che ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti i team escluse le nordamericane. A salire la Russia che si è espressa sui livelli di Torino e che dovrà lavorare molto in questi quattro anni per poter disputare con qualche ambizione in più le prossime Olimpiadi che disputeranno in casa. Un passo avanti l'ha compiuto invece la Svizzera (dal settimo al quinto posto), a dimostrazione che anche in un piccolo paese si possono avere ottimi risultati (anche in campo maschile) e da cui l'Italia dovrebbe prendere esempio.
Entriamo in zona medaglie e troviamo al quarto posto la sfortunata Svezia che, dopo l'argento italiano, sperava sicuramente in qualcosa in più: in realtà in semifinale sono state troppo forti le americane e nella finalina, un po' la sfortuna, un po' il non riuscire a chiudere la partita al momento giusto, hanno concesso alla Finlandia un meritato bronzo. La Finlandia ha vinto le partite che erano da vincere, è uscita nettamente sconfitta contro le prime due della classe, ma ha dimostrato di essere squadra e di riuscire a riprendersi una medaglia che mancava da Nagano.
La finale è quella già scritta: Canada - USA. Un risultato stretto (2 a 0 per le canadesi) e una partita non troppo spettacolare vista la grande posta in palio. L'hockey femminile olimpico è tutto racchiuso in questa sfida: ancora troppo grande il divario con gli altri team, ma siamo sicuri che nel giro di pochi anni anche altre nazionali riusciranno a mettere in difficoltà queste "mostricciattole" sacre dell'hockey che intanto si godono il terzo oro consecutivo. Infatti, chi pensava nei tempi andati di poter strappare una medaglia olimpica al Dream Team americano di pallacanestro o all'Unione Sovietica di hockey?

(Isobel) Tu digiti su Google "Olimpiadi Vancouver medaglie hockey" e ti compare al primo posto: "Classifica finale maschile - Canada Oro, Stati Uniti Argento, Finlandia Bronzo - Classifica finale femminile - Canada Oro, Stati Uniti Argento, Finlandia Bronzo" e ti senti autorizzato a pensare che non ci si può proprio fidare di Internet. Invece è tutto vero.
Il torneo maschile noi lo ignoriamo (è soltanto una piccola rivalsa nei confronti di quei siti maschilisti che snobbano apertamente l'hockey delle donne), ma la supremazia delle nazioni giunte a medaglia in quello femminile la conosceva persino Alchamadyk, la gatta delle 'Giarrettiere rosa'.
Dunque, Canada al terzo successo consecutivo; sulla finale Canada - Stati Uniti non si poteva scommettere (la quota era 0), la vittoria delle foglie d'acero l'ho data per certa da quando (2006)il sito
HOCKEYCANADA ha reso noto il programma che avrebbe accompagnato le ragazze a Vancouver. La forza della squadra USA era una variabile di non poco conto, ma soltanto il peso delle aspettative di un intero Paese poteva fermare Wickenheiser e compagne ed ha rischiato di farlo. L'oro canadese è giovane e si chiama Shannon Szabados, Meghan Agosta e Marie-Philip Poulin; l'argento statunitense brilla con Monique Lamoureux, però a reggere il passo sono state ancora Ruggiero, Potter, Vetter e Chu.
Un abisso più indietro ci sono le solite Finlandia e Svezia che a Torino avevano sperato di essere in scia e a Vancouver sono tornate ad anni luce dalle due nazioni guida; le finlandesi hanno la consolazione del bronzo e per loro tornare davanti alle cugine sarebbe un ottimo segno, ma la festa è poca cosa se batti chi marcia come i gamberi e grazie alle prestazioni del portiere Noora Raty. Elander, il coach svedese che aveva promesso sfracelli, s'è trovato con una Kim Martin appena sufficiente ed una squadra da ricostruire, sembra che sarà licenziato e siamo curiosi di vedere chi dovrà rilanciare le tre corone.
Un altro abisso e siamo quasi in gruppo. La Svizzera è arrivata al quinto posto non per una crescita collettiva, ma grazie all'apporto delle sue 'estere' (Stefanie Marty e Florence Shelling su tutte); la Russia, sesta, più che confermare Torino, ha finalmente scoperto l'hockey delle ragazze e c'è da credere che per il 2014 (Olimpiade in casa) saprà fare meglio; Cina a sorpresa dicono tutti, è vero, ma solo se impareranno a pattinare le cinesi andranno più avanti; ultima la Slovacchia, per queste ragazze è stato bello arrivare fin lì e non avere sfigurato contro Russia e Cina perché il bacino di utenza è come il nostro e non vai lontano se devi mandare in nazionale una ragazza su quattro.
In prospettiva, Canada e Stati Uniti resteranno irraggiungibili per almeno altre due Olimpiadi e Finlandia e Svezia per una; dal resto del gruppo (Italia compresa) potrà emergere soltanto chi triplicherà il numero di praticanti e manderà le sue ragazze a misurarsi in qualche College o Università del Nord, America o Europa non importa, ma via dal paesello.

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byisobel@yahoo.it