Gruppo
A
- Gruppo
B
RISULTATI
E COMMENTI (commento
finale)
Gruppo
A
|
Svezia
- Svizzera 3 - 0 (1-0, 1-0, 1-0)
Reti: 12'31 Rundqvist (Johansson,
Thunstrom); 31'36 Enstrom (Ostberg,
Myren); 41'50 Johansson (Nevalainen).
Tiri: 34 -16 per la Svezia. In power play:
SWE 3'03, SUI 10'46
Arbitri: Wrazidlo (USA), Nakayama (JPN),
Rolstad (USA). Spettatori: 5222
|
Se la
Svezia fosse tutta qui, il risultato di
Torino 2006 potrebbe soltanto sognarselo,
ma anche nelle Olimpiadi italiane le
giallo blu cominciarono in sordina per poi
eliminare addirittura gli Stati Uniti in
semifinale! C'è da segnalare che
Peter Elander ha utilizzato tutte le
giocatrici a sua disposizione
risparmiando, forse, per le fasi
più calde del torneo i suoi
'gioielli' (Holst e ancor più Rooth
e Winberg), tuttavia, l'avere commesso
così tanti falli in una partita
scontata può essere un segnale
d'allarme.
Il risultato non è mai stato in
discussione perché il possesso del
disco ed il dominio territoriale erano
scandinavi, però, fatte le debite
proporzioni, la Svizzera m'è
piaciuta di più; peccato per
l'attacco spuntato delle rosso crociate
che raramente ha messo in ansia una Kim
Martin tornata in forma smagliante.
Altre sono le partite che diranno se la
Svizzera è davvero progredita; in
questo esordio si sono distinte la
Shelling, l'indistruttibile Lehmann,
Stefanie Marty e Nicole Bullo, rimane da
verificare l'impressione di una panca un
poco corta.
|
|
Canada
- Slovacchia 18 - 0 (7-0, 6-0,
5-0)
Reti: 01'39 Irwin (Vaillancourt,
Johnston); 03'06 Bonhomme (Hefford,
MacLeod); 05'38 Agosta (Ouellette,
Wickenheiser) s.n.; 08'21 MacLeod
(Bonhomme, Ouellette); 11'34 Agosta
(Kellar, Sostorics); 15'09 Kingsbury
(Piper, Apps); 16'20 Sostorics (Hefford,
Agosta); 23'42 Vaillancourt (Johnston);
27'21 Poulin s.n.; 30'19 Agosta (Hefford,
Ouellette); 32'00 Hefford (Wickenheiser)
i. n.; 32'44 Ouellette (Apps, Sostorics)
i.n.; 36'42 MacLeod (Poulin, Sostorics);
44'23 Hefford (Agosta, MacLeod); 44'37
Irwin (Vaillancourt, Ward); 46'54 Piper
(Wickenheiser); 51'03 Hefford (Ouellette,
Kellar); 52'52 Kingsbury (Botterill).
Tiri: 67-9 per il Canada. In power play:
CAN 7'20, SVK 8'00.
Arbitri: Tottman (GBR), Arazimova (CZE),
Meg (USA). Spettatori 16496.
|
A distanza
di quattro anni, il Canada ripete
l'esordio delle precedenti Olimpiadi.
Tutto richiama alla memoria quella partita
giocata contro l'Italia: lo strapotere di
Wickenheiser e compagne, la disperata
resistenza delle avversarie, troppo
inferiori per tecnica e velocità,
l'inutile affannarsi dei portieri (allora
Debora Montanari, oggi Zuzana Tomcikova),
l'impossibilità di arrivare dalle
parti della porta canadese per attaccanti
anche brave come Kapustova e Velickova (a
Torino, Leitner e Florian).
Italia e Slovacchia hanno avuto,
nell'hockey femminile, una storia
parallela, oggi, le rivali di un tempo,
sia pure cresciute e giunte a Vancouver
sulle ali di un entusiasmo ammirevole,
hanno toccato con mano la distanza che
ancora le separa dai vertici della
disciplina.
Difficile affrontare le canadesi.
Difficile per qualunque squadra
perché le ragazze di Melody
Davidson tengono sempre l'acceleratore
premuto; non importa se il match è
all'inizio o se sta per finire, non
importa se in superiorità o in
inferiorità numerica, non importa
il risultato: loro vanno a mille. Se poi
le fate giocare in casa, di fronte a oltre
sedicimila tifosi impazziti ...beh, allora
meglio scansarsi.
Miroslav Karafiot sapeva tutto questo e ha
cercato di catechizzare la sua squadra
imponendo una certa accortezza, ma
chiudersi in difesa non è una
soluzione, il Canada straripa, Tomcikova
si supera eppure i gol fioccano. Non
c'è nulla da raccontare: per vedere
il Canada impegnato bisognerà
attendere altri avversari, per capire i
progressi della Slovacchia pure. Guardate
il tabellino qui a fianco, c'è
tutto; posso soltanto aggiungere di avere
scoperto in Adolf Insam un ottimo
commentatore!
|
|
Svizzera
- Canada 1 - 10 (0-2, 1-3, 0-5)
Reti: 06'27 Apps (Kingsbury, Piper) s.n.;
14'25 Vaillancourt (Johnston); 22'19 Piper
(Wickenheiser); 28'08 Agosta (Ward,
Ouellette); 31'15 Agosta (Ouellette,
Hefford); 39'46 (SUI) Leimgruber (Lehmann,
Marty S.); 40'54 Hefford (Wickenheiser) i.
n.; 49'08 Ward; 49'27 Poulin; 50'43
Johnston (Vaillancourt, Kellar); 51'56
Wickenheiser (Piper, Apps).
Tiri: 62-12 per il Canada. In power play:
SUI 9'37, CAN 5'06.
Arbitri: Hertrich (GER), Majapuro (FIN),
Rolstad (USA). Spettatori 5413.
|
Se queste
note avessero un titolo, scriverei: -
Oscurate il commentatore! - Ho seguito il
match su Sky con fastidio: non è
possibile, a livello di Olimpiade, dare
voce a chi utilizza il mezzo televisivo
per esibire battute da avanspettacolo.
Luca Orrigoni, questo il nome del cronista
chiamato da Sky per farci vivere l'hockey
ai Giochi, ha probabilmente, come ex
giocatore, una buona conoscenza della
disciplina in campo maschile, ma, se cerca
di riciclarla tra le donne, esibisce
soltanto luoghi comuni a coprire la sua
ignoranza. Ignoranza, sì, nel senso
di ignorare quasi tutto sull'argomento:
niente sulle squadre, niente sulle
protagoniste, niente sull'ambiente. Lui,
Orrigoni, propone: apprezzamenti da macho,
battutacce all'indirizzo del coach
canadese Melody Davidson, insinuazioni
sulla Wickenheiser e sulla
femminilità delle atlete. Davvero
un'esibizione di cattivo gusto e un
pessimo servizio all'hockey delle
ragazze.
Le 'foglie d'acero' trovano una Svizzera
volitiva e decisa: Florence Shelling si
oppone con bravura ai tiri ripetuti delle
canadesi, Nicole Bullo e Stefanie Marty
inventano qualche contropiede, la gemella
di Stefanie, Julia, con Lehmann riescono
in qualche modo ad arginare il migliore
attacco del torneo quasi fino a
metà partita; il resto è
Canada.
Dopo il gol della Leimgruber, meritato, la
squadra guidata dalla Davidson, punta sul
vivo ha iniziato un incessante assedio e
la Shelling è capitolata cinque
volte in undici minuti prima di lasciare
il posto alla Slongo. Questi due pianeti
dell'hockey femminile rimangono lontani;
le rosso crociate hanno retto fino a
quando hanno avuto fiato e agonismo per
contrastare la supremazia fisica, poi
è stata la tecnica pura a
determinare il risultato.
|
|
Svezia
- Slovacchia 6 - 2 (3-2, 1-0, 2-0)
Reti: 06'01 (Swe) Winberg (Holmlov, Holst)
s.n.; 09'52 (Svk) Dzurnakova (Babonyova,
Herichova); 12'11 (Swe) Winberg (Eliasson,
Holmlov) s.n.; 13'29 (Svk) Cupkova
(Culikova, Kapustova); 16'07 (Swe)
Asserholt (Myren, Ostberg); 29'07 (Swe)
Winberg (Andersson); 46'08 (Swe) Holmlov
(Holst, Andersson) s.n.; 53'20 (Swe)
Winberg (Nordin).
Tiri: 48 -16 per la Svezia. In power play:
SWE 11'19, SVK 9'08
Arbitri: Hove (NOR), Arazimova (CZE),
Hishmeh (USA). Spettatori: 5223
|
Chi
l'avrebbe detto? La Slovacchia tiene in
ansia le svedesi per metà partita,
gioca un tempo quasi alla pari, cede a tre
superiorità numeriche ottenendo il
rispetto delle più forti avversarie
e mandando un chiaro messaggio alla
Svizzera.
Le individualità di spicco sono
state la Winberg, autrice di quattro gol,
da parte svedese e, sull'altro fronte, la
Tomcikova che ha salvato la porta 42 volte
su 48 tiri; ma, più del rendimento
stellare delle due protagoniste, ha
sorpreso la compattezza della formazione
di Karafiot nella quale Kapustova,
Dzurnakova, Cupkova e Kulikova hanno
saputo creare non pochi problemi alla
Grahn (sostituta della Martin tra i
pali).
Da parte svedese, oltre alla citata
Winberg, sono entrate in scena altre
vecchie conoscenze, come Holst, Holmlov e
Andersson, a conferma delle partenze lente
delle seconde di Torino 2006; ora, per
contrastare il Canada, servirà un
ulteriore passo in avanti. L'impressione
è però che, invece di
ridursi lo svantaggio delle due europee di
spicco (Svezia e Finlandia) nei confronti
delle nordamericane, ci sia stato un
avvicinamento delle altre rappresentative
del vecchio continente alle scandinave
senza che queste abbiano minimamente
intaccato la supremazia del pianeta
Canada-USA.
|
|
Canada
- Svezia 13 - 1 (5-0, 7-0, 1-1)
Reti: 06'58 Agosta (Piper, Ouellette);
09'16 Poulin (Agosta, Wickenheiser) s.n.;
13'00 Piper (Wickenheiser, Sostorics);
15'27 Vaillancourt (Johnson, Sostorics);
15'57 Bonhomme (Agosta); 21'06 Agosta
(Hefford); 25'14 Hefford (Ouellette,
Kellar); 25'36 Wickenheiser (Apps); 26'13
Apps (Irwin, Piper); 27'59 Agosta
(Ouellette) s.n.; 29'17 Piper
(Wickenheiser); 31'43 Irwin (Vaillancourt,
Ward) s.n.; 47'43 Apps (MacLeod,
Wickenheiser); 52'16 (SWE) Timglas
(Jordansson, Rooth) s.n.
Tiri: 52-13 per il Canada. In power play:
CAN 12'09, SWE 06'45.
Arbitri: Wrazidlo (USA), Majapuro (FIN),
Rolstad (USA). Spettatori 5483.
|
Il
commento
tocca
a Massimo Da Rin, ed è un commento
misurato, di persona competente, posso
dunque godermi la partita; peccato che,
oltre ai commentatori 'incubo', sia
assente anche la Svezia. Gli addetti ai
lavori l'avevano previsto dopo le
inconsistenti prestazioni delle svedesi
nei precedenti incontri, così la
speranza di vedere finalmente una partita
vera è durata appena cinque minuti;
quando il Canada s'è sciolto dalla
preoccupazione di affrontare una squadra a
volte ostica, ha dilagato.
Dal sesto al sedicesimo s'è giocato
ad una porta sola e Kim Martin ha dovuto
fare ricorso alla sua bravura per limitare
i danni; qui s'è vista
l'abilità della Wickenheiser nello
smarcare le compagne, ma è stata
soprattutto la coralità delle
azioni delle campionesse in carica ad
impressionare: questo Canada sembra
giocare in superiorità numerica
anche in 5 contro 5!
Al Canada bastano sette minuti della
ripresa per raddoppiare il vantaggio e,
quando Meghan Agosta mette a segno il
terzo gol personale, il decimo per la sua
squadra, lo scoramento sulla panchina
svedese è palpabile; a questo punto
Elander prova almeno a salvare l'amor
proprio della Martin e manda in pista Sara
Grahn, ma le padrone di casa non sono
ancora sazie e, in tre minuti, toccano
quota dodici. Qui il Canada si placa,
anche per evitare possibili incidenti
visto che le scandinave, furiose per la
batosta, diventano più fallose.
L'ultima frazione è di tutto
riposo. Entra Charline Labonte al posto
della inoperosa St-Pierre (4 tiri ricevuti
in 40'), fa 13 la Apps, la Svezia spinge
un po' di più e trova il gol della
bandiera con Timglas, poi tutti a casa con
Melody Davidson tranquilla e Peter Elander
a chiedersi dove sia finita la Svezia
arrembante del 2006.
|
|
Slovacchia
- Svizzera 2 - 5 (1-0, 0-1, 1-4)
Reti: 07'10 (SVK) Culikova (Cupkova);
35'39 (SUI) Marty S.; 40'19 (SVK) Culikova
(Kapustova, Cupkova); 50'36 (SUI) Marty S.
(Nussbaum); 51'18 (SUI) Benz (Meier,
Shelling); 56'28 (SUI) Lehmann
(Leimgruber) i.n.; 58'25 (SUI) Marty S.
(Hafliger, Benz).
Tiri: 45 - 33 per la Svizzera. In power
play: SVK 10'22, SUI 8'40
Arbitri: Sipila (FIN), Floeden (SWE),
Rumble (CAN). Spettatori: 5272
|
Grande
Slovacchia per due tempi, grande Svizzera
che ci crede fino in fondo nonostante
abbia dovuto sudare perché il
ranking venisse rispettato. Quando
Kapustova e compagne lasciano sul ghiaccio
l'ultimo refolo di fiato siamo già
a 50'36: Stefanie Marty ha appena messo a
segno il secondo gol rossocrociato
impattando la sua sfida personale con
Janka Culikova, Shelling e Tomcikova hanno
già dato saggio della loro bravura,
Kammerer e Karafiat hanno consumato la
loro riserva di consigli, rampogne e lodi.
A questo punto, dalla Thunderbird Arena,
esce il fantasma della Slovacchia, quel
fantasma che aveva negato il sogno
olimpico alla Germania e impaurito la
quinta potenza mondiale dell'hockey
femminile.
Quaranta secondi più tardi il match
s'incanala da parte Svizzera senza
più sussulti: Benz porta per la
prima volta in vantaggio i suoi colori,
Lehmann fa 4-2 in inferiorità e
Stefanie Marty chiude con il terzo gol
personale. Anche senza Canada e USA
l'hockey in rosa può essere
bello.
|
Hockey
home
home Vancouver
classifiche
Gruppo
B
|
Stati
Uniti - Cina (5-0, 3-0,
4-1)
Reti: 02'50 Ruggiero, 09'56 Stack (Chu);
14'22 Potter (Lamoureux M.); 17'40 Duggan
(Stack, Darwitz) s.n.; 18'01 Potter
(Knight, Lamoureux) M.; 21'18 Potter
(Engstrom, Chesson) s.n.; 23'46 Chesson
(Marvin, Chu); 39'39 Lamoureux J.
(Tatcher); 43'59 Duggan (Marvin, Potter);
50'43 Engstrom (Potter, Lamoureux M.);
54'43 Darwitz (Lamoureux M.); 57'39 (CHN)
Jin (Ma, Sun) s.n.; 59'21 Chu
(Darvitz).
Tiri: 61-7 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 10'10, CHN 6'48.
Arbitri: Sipila (FIN), Floeden (SWE),
Skovbakke (DEN). Spettatori
5278.
|
Difficile
pronunciarsi senza un metro di paragone
poiché il valore della Cina lo si
conoscerà soltanto nelle prossime
partite. Si potrebbe essere tentati da un
paragone con l'esordio delle canadesi, ma
Stati Uniti e Canada si assomigliano
soltanto nell'impressionante gioco che
sanno esprimere; entrambe stratosferiche
per qualsiasi avversaria, hanno
però caratteristiche umorali del
tutto differenti: sempre concentrate e
vogliose di mettere in mostra il migliore
hockey possibile le ragazze in maglia
bianco rossa, più ondivaghe, almeno
nelle partite scontate, quelle a stelle e
strisce.
Con queste premesse, la partita d'esordio
delle statunitensi ha detto soltanto che
la squadra è ottima (e lo si sapeva
già), che le nuove si sono
integrate bene (anche questa non è
una novità dopo tutte quelle
partite di preparazione giocate), che,
quando Mark Johnson chiede
un'accelerazione dalla panca, il cambio di
marcia è repentino ed efficace.
La Cina ha fatto del suo meglio, ha una
difesa ben organizzata e un buon portiere,
l'attacco lo si vedrà nei prossimi
impegni; un punto a favore delle asiatiche
è, più del gol segnato alla
McLaughlin (che aveva sostituito la
Schaus), l'entusiasmo con il quale hanno
festeggiato il loro primo centro a
Vancouver.
|
|
Finlandia
- Russia 5 - 1 (1-1, 2-0, 2-0)
Reti: 06'11 (RUS) Vafina (Burina) s.n.;
09'30 Sirvio (Saarinen, Valimaki) d.s.n.;
23'59 Voutilainen (Rantamaki); 37'36 Hovi
(Hirikoski); 42'25 Tikkinen (Tuominen,
Karvinen); 49'32 Tikkinen (Pelttari,
Karvinen) s..n.
Tiri: 34-14 per la Finlandia. In power
play: FIN 7'00, RUS 9'06.
Arbitri: Gage (CAN), Richardson (CAN),
Rumble (CAN). Spettatori 5275.
|
Russe
caricatissime. La certezza di dovere
ospitare i prossimi Giochi invernali ha,
finalmente, smosso le acque in patria
favorendo una ripresa del movimento che,
fino ad un paio di anni fa, nessuno
avrebbe sospettato. Così s'è
vista qualche novità e la squadra,
pur con un'età media piuttosto
alta, sembra ringiovanita nello
spirito.
Si deve alla nuova attitudine il
sorprendente vantaggio iniziale contro le
più forti finlandesi, così
come si deve alla scelleratezza di Olga
Permyakova (colpevole di un fallo inutile
mentre già la squadra giocava in
inferiorità) il recupero delle
avversarie. Fino a quel momento le russe
avevano giocato alla pari e, mettendocela
tutta, alla pari sono giunte al termine
del primo periodo. Poi solo più
Finlandia, persino con un po' di
cattiveria, ma con numeri di alta scuola
non concretizzati per un soffio.
L'incontro è stato comunque
piacevole: più tecniche le
vincitrici, caparbie le russe anche se
incapaci di manovrare in zona neutra. La
fallosità di entrambe le squadre
è stata ben controllata dal capo
arbitro, speriamo che sia sempre
così.
|
|
Russia
- Stati Uniti 0 - 13 (0-5, 0-7, 0-1)
Reti: 02'19 Lamourieux M. (Lamourieux
J., Stack); 05'48 Potter (Knight)i.n.;
09'54 Tatcher (Potter, Knight); 12'57
Cahow (Stack, Darwitz) s.n.; 15'56 Potter
(Knight) s.n.; 20'34 Ruggiero (Chu,
Darwitz) s.n.; 23'16 Stack (Lamoureux M,
Darwitz) s.n.; 26'01 Lamoureux J.
(Darwitz); 27'50 Darwitz (Cahow) s.n.;
31'00 Darwitz (Knight) i.n.; 31'46 Potter
(Tatcher, Bellamy); 32'32 Engstrom
(Chesson) s.n.; 41'05 Chesson (Stack)
s.n.
Tiri: 34-7 per gli Stati Uniti. In power
play: RUS 7'07, USA 6'04.
Arbitri: Hertrich (GER), Floeden (SWE),
Richardson (CAN). Spettatori
5365.
|
Gli Stati
Uniti, al femminile, fanno un solo boccone
della Russia (qui possono). Non c'è
partita perché le rgazze a stelle e
strisce sono davvero di un altro pianeta;
unico dubbio è che la Russia,
conoscendo l'abisso che separa la sua
nazionale 'rosa' da quella americana,
abbia giocato al risparmio riservando
enrgie e concentrazione per il ben
più importante match con la Cina.
Difficile da credere, visto che Gureiev
non ha mai messo in pista la quarta linea
di attacco, eppure l'impiego
dell'esordiente portiere Prugova, appena
sedicenne, ed i tempi di gioco delle
'veterane' lasciano spazio a questa
supposizione.
Per parte sua, Mark Johnson ha lasciato
che le sue ragazze si divertissero: non
è stato un tiro al bersaglio come
nella precedente gara contro la Cina (61
tiri contro le asiatiche e soltanto 34
oggi), s'è cercato l'amalgama che
questi 'quasi allenamenti' possono dare,
s'è privilegiato lo spettacolo con
azioni insistite, così abbiamo
potuto vedere che, accanto alle
protagoniste di sempre (Ruggiero, Potter,
Darwitz, Chu), sono cresciute giovani di
belle speranze come Stack, Knight e le
gemelle Lamoureux (Jocelyne e Monique).
Una curiosità: dei 13 gol messi a
segno dagli USA, soltanto 4 sono stati
segnati in parità numerica; ottimo
allora l'allenamento per i casi di
superiorità o
d'inferiorità.
Ora i preliminari sono finiti e i prossimi
incontri, presumibilmente più
equilibrati, divertiranno, oltre alle
giocatrici, anche l'appassionato pubblico
canadese che accorre in massa a tutte le
partite.
|
|
Finlandia
- Cina
2
- 1 (0-1, 2-0, 0-0)
Reti: 18'10 (CHN) Vang i.n.; 29'13
(FIB) Rantamaki (Pelttari, Lindstedt)
s.n.; 34'02 (FIN) Hovi.
Tiri: 43-5 per la Finlandia. In power
play: FIN 15'54, CHN 5'51.
Arbitri: Tottman (GBR), Nakayama (JPN),
Skovbakke (DEN). Spettatori
5317.
|
La
Finlandia, già non esaltante nel
precedente match contro le russe, trova un
ottimo portiere protetto da ragazze capaci
di tenere per tutti i 60' e, pur non
rischiando l'esclusione dalle semifinali,
mette in luce limiti insospettati.
Giocando così, con gli Stati Uniti
sarà dura.
La Cina inizia con un'accorta difesa che
costa anche molte penalità, ma,
prorio in inferiorità numerica (la
quarta del primo tempo senza che le
finlandesi abbiano saputo fare altro che
ammucchirsi nel terzo d'attacco) trova il
gol del vantaggio. Poi è Finlandia
a tutta pista, ma bisogna attendere
un'altra situazione di power play per
vedere il pareggio delle nordiche
confezionato dalla vecchia guardia
Pelttari e Rantamaki. Il vantaggio
è comunque nell'aria e arriva su
azione individuale della Hovi poco oltre
metà partita. Qui la Finlandia
s'illude di poter debordare, ma le cinesi
reggono bene fino alla fine e mettono, a
distanza, un po' di paura alle future
rivali della Russia.
|
|
Stati
Uniti - Finlandia 6 - 0 (4-0, 1-0,
1-0)
Reti: 08'08 Chu (Ruggiero); 10'47 Engstrom
(Lamoureux M.) s.n.; 11'29 Duggan
(Darwitz, Marvin); 18'03 Darwitz
(Engstrom, Chesson); 31'48 Knight
(Darwitz); 58'22 Tatcher (Lamoureux J.,
Ruggiero).
Tiri: 42-23 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 5'32, FIN 10'44.
Arbitri: Hove (NOR), Arazimova (CZE),
Richardson (CAN). Spettatori
5398.
|
Tutti a
chiedersi come risponderanno le
statunitensi alle trionfali marce del
Canada; la risposta, stringata, "Ci siamo
anche noi", vale soltanto per il primo
tempo, ma, come già detto, gli USA
non sono squadra che gioca spingendo a
tavoletta. Qui bisognerebbe anche capire
se Pekka Hamalainen sia riuscito,
nell'intervallo, a pretendere una maggiore
attenzione sotto porta alla propria
difesa, una difesa sempre fuori posto
nella prima frazione, oppure se sia stato
Johnson a calmare l'ardore agonistico
delle sue giocatrici o, ancora, se questi
Stati Uniti siano così cinici da
sfruttare le occasioni con il minimo
sforzo e poi rallentare per non scoprire
il proprio valore per intero.
Io ho la mia opinione: gli USA non valgono
il Canada attuale; la Finlandia, se non
muore dietro alle canadesi, prossime
avversarie, può fare suo il bronzo.
Bellissima squadra quella statunitense,
forse un po' troppo schematica e acerba,
senza passione; può essere un
vantaggio come dimostrano gli ultimi due
titoli mondiali vinti, però, quando
non tutto fila liscio, si può anche
sbroccare, come a Torino.
|
|
Cina
- Russia 1 - 2 (0-0, 1-2, 0-0)
Reti: 24'23 (RUS) Smolentseva (Kapustina,
Khomich); 36'02 (RUS) Sergina (Burina,
Permyakova) s.n.; 37'38 (CHN) Jin
(Sun).
Tiri: 39-22 per la Russia. In power play:
CHN 10'00, RUS 2'12.
Arbitri: Gage (CAN), Hishmeh (USA),
Majapuro (FIN). Spettatori
5391.
|
Nelle
prime due Olimpiadi al femminile, c'era un
portiere, Guo Hong, chiamato 'la Grande
Muraglia cinese', che fu determinante per
tenere ad alto livello la sua nazione; a
Vancouver la Cina ha scoperto una seconda
'Grande Muraglia', si chiama Yao Shi e
dopo avere messo una fifa terribile alla
Finlandia s'è ripetuta contro la
Russia: 120' giocati, 82 tiri scagliati
contro di lei, 4 gol subiti. Non male.
La Russia sa di non potersi permettere un
passo falso che la spedirebbe ad
incontrare la Svizzera e, verosimilmente,
a lottare per il 7/8 posto; così,
niente più esperimenti, in porta
torna Gashennikova, le più esperte
(Burina, Khomich, Smolenteva, Permyakova)
prendono in mano il gioco e, sia pure con
qualche fallo di troppo, conducono la
navicella in porto. Ora l'imperativo
è battere la Slovacchia per
conservare il piazzamento di Torino, ma in
prospettiva resta molto lavoro da fare,
soprattutto allargare la base,
perché una potenza hockeystica come
la Russia non si può permettere una
femminile improvvisata.
|
Hockey
home
home Vancouver
classifiche
Semifinali
1/4 posto
|
Stati
Uniti - Svezia 9 - 1 (2-0, 3-1,
4-0)
Reti: 07'14 Lamoureux M. (Potter, Knight);
08'23 Duggan (Cahow, Stack) s.n.; 23'22
Ruggiero (Lamoureux J.); 25'58 Cahow
(Thatcher); 29'34 (SWE) Winberg
(Jordansson) s.n.; 33'35 Thatcher
(Lamoureux J, Lawler); 45'59 Lamoureux M.
(Potter, Engstrom) s.n.; 47'15 Weland
(Lawler); 55'20 Stack (Chu, Engstrom);
57'19 Lamoureux M. (Knight) s.n..
Tiri: 46-12 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 4'06, SWE 5'20.
Arbitri: Gage (CAN), Nakayama (JPN),
Richardson (CAN). Spettatori
16021.
|
Gli Stati
Uniti, che qui a Vancouver ci avevano
abituati a gare interpretate senza
strafare, castigano brutalmente una Svezia
molto lontana dalla squadra di Torino
2006. Forse proprio l'Olimpiade torinese
ha suggerito alle ragazze di Mark Johnson
di far capire alla Svezia che il tempo
delle distrazioni era finito. Siamo
tornati indietro a quando tra USA, Canada
e le migliori europee non c'era storia.
Nemmeno Kim Martin, il portiere prodigio
degli anni passati, è riuscita ad
arginare le statunitensi; oggi la
prestazione della Martin è stata
pregevole fino a metà gara, poi,
costantemente sotto pressione, s'è
disunita ed ha consentito gol che in altri
momenti avrebbe parato.
Ottima, naturalmente, la gara degli Stati
Uniti che, per la prima volta hanno messo
in mostra le qualità di una squadra
leader mondiale lanciando una chiara sfida
alle canadesi. Il gol della Svezia
è arrivato in superiorità
numerica premiando l'atleta scandinava al
momento più rappresentativa,
Pernilla Winberg, ma si era già sul
4-0 per le americane che stavano mettendo
in mostra, oltre alla solida concretezza
di atlete come Potter ed Engstrom, le
qualità delle giovani (le due
Lamouraux, Lawler e Weland). Canada
avvisato: in testa al ranking 2009 ci sono
gli USA e per scalzare queste ragazze
bisognerà metterle sotto pressione
fin dal primo minuto.
|
|
Canada
- Finlandia 5 - 0 (2-0, 1-0, 2-0)
Reti: 05'22 Piper (Agosta, Hefford); 14'36
Irwin; 36'21 Agosta (Bonhomme, Hefford);
44'23 Irwin (Johnston, Vaillancourt);
58'57 Ouellette (Poulin).
Tiri: 50-11 per il Canada. In power play:
CAN 10'17, FIN 08'17.
Arbitri: Hertrich (GER), Skowbakke (DEN),
Rolstad (USA). Spettatori
16324.
|
Canada
meno stratosferico del solito, o Finlandia
in crescita? Le due ipotesi non si
elidono. In effetti le ragazze di Melody
Davidson, che ci avevano abituati a
partite sempre giocate al massimo, si sono
oggi limitate a fare l'indispensabile; non
sono mai state in difficoltà le
canadesi, ma qualche problema di
concentrazione l'hanno avuto soprattutto
nel secondo tempo quando la Finlandia, se
solo avesse qualche buona realizzatrice
oltre alla Rantamaki, ha avuto qualche
occasione per spaventare la Szabados.
La pressione del Canada è stata
meno costante, soprattutto le giocatrici
più esperte si sono viste poco, il
risultato l'hanno fatto la coriacea Irwin
(un po' troppo egoista, anche se efficace)
e una velocissima Meghan Agosta davvero
difficile da controllare per la lenta
difesa delle avversarie.
Contro gli USA servirà il migliore
Canada perché, giocando in casa, le
foglie d'acero avranno sulle spalle le
aspettative dell'intero Paese e, in
passato, questa pressione ha giocato a
sfavore; per quanto visto fin qui
Vickenheiser e compagne hanno la
possibilità di fare tris con l'oro
olimpico. La Finlandia si
arrampicherà sulle parate di Nora
Raty per confermarsi davanti alle svedesi
dopo la parentesi torinese.
|
Semifinali 5/8
posto
|
Svizzera
- Cina 6 - 0 (2-0, 2-0, 2-0)
Reti: 07'02 Lehmann (Marty S.); 07'53
Marty S.; 37'12 Nussbaum (Marty J.,
Lehmann); 39'44 Marty S. (Lehmann,
Leimgruber); 57'54 Marty S. (Lehmann,
Meier); 58'48 Marty S. (Leimgruber,
Benz).
Tiri: 49 - 21 per la Svizzera. In power
play: SUI 4'04, CHN 13'11
Arbitri: Wrazidlo (USA), Nakayama (JPN),
Skovbakke (DEN). Spettatori:
5454
|
Seconda
fase della competizione femminile. La
Svizzera si è trovata di fronte una
coriacea Cina nella sfida per accedere
alla finalina che assegnerà il
quinto posto (e se la vedrà con una
rinata Russia).
Cina che si era comportata ottimamente
nelle due ultime partite, grazie alla
parate della sua portiera, con le quotate
finlandesi e con la Russia, squadra forse
più alla loro portata.
Svizzera che arrivava invece dalla
vittoria per 5 a 2 con la Slovacchia e
quindi era assai motivata e tecnicamente
superiore alle asiatiche. Il risultato di
6 a 0 per le svizzere è frutto di
tre tempi giocati equilibratamente (2 a 0
tutti i parziali) con un scatenata
Stefanie Marty, vera match winner, autore
di quattro gol e un assist,. Sugli scudi
anche la capitana Kathrin Lehmann con un
gol e tre assist. Per la Cina forse pile
un po' scariche. Ora ci sono le due sfide
per i piazzamenti: la Svizzera favorita
sulla Russia per il quinto posto e
Slovacchia favorita per il settimo
rispetto alla Cina ma siamo sicuri che
saranno entrambe due partite molto
combattute. E una fra queste ultime due
ritornerà a casa senza neppure una
vittoria all'attivo.
|
|
Russia
- Slovacchia 4 - 2 (2-0, 1-1, 1-1)
Reti: 07'34 (RUS) Sotnikova (Lebedeva);
18'16 (RUS) Gavrilova (Sergina,
Smolentseva) s.n.; 23'24 (SVK) Pravlikova
(Velickova) s.n.; 33'45 (RUS) Terenteva
(Kapustina, Dyubanck) i.n.; 40'31 (SVK)
Kapustova (Velickova); 50'26 (RUS)
Gavrilova s.n..
Tiri: 43-19 per la Russia. In power play:
RUS 4'12, SVK 5'52.
Arbitri: Hove (NOR), Floeden (SWE), Rumble
(CAN). Spettatori 5488.
|
La
Slovacchia s'è accorta troppo tardi
di poter giocare alla pari con le
più quotate russe; quando Mr.
Karafiot, nell'intervallo tra primo e
secondo tempo, è riuscito a
tranquillizzare le sue ragazze, le
avversarie avevano già due reti di
vantaggio. La prima ad andare a segno, con
la Slovacchia troppo sulla difensiva,
è stata la terza linea russa con
Tatiana Sotnikova, poi ha raddoppiato
l'esperta Gavrilova in superiorità
(fuori la Rakova) e su questo 2-0 la
Russia ha costruito il suo accesso alla
finalina per il quinto posto.
Pravlikova, anche lei in
superiorità numerica, ha riacceso
le speranze su bel passaggio di Velickova,
ma, proprio mentre la Slovacchia provava a
premere per il pareggio, è arrivata
dalla Terenteva la punizione di un gol
segnato in inferiorità.
Botta e risposta anche nella frazione
finale con gol di Kapustova e il bis di
Gavrilova. La maggiore esperienza delle
ragazze di Gureiev s'è
concretizzata anche nel maggior numero di
assalti alla porta, come al solito ben
difesa, della Tomcikova. Risultato giusto,
ma Slovacchia bene in partita.
|
Hockey
home
home Vancouver
classifiche
Finale
7/8 posto
|
Cina
- Slovacchia 3 - 1 (0-1, 1-0, 2-0)
Reti: 10'37 (SVK) Pravlikova (Jurkova,
Velickova); 37'15 (CHN) Wang (Yu, Jang);
45'04 (CHN) Sun (Zhang S., Jin); 51'44
(CHN) Wang (Zhang B.).
Tiri: 32-21 per la Cina. In power play:
CHN 4'00, SVK 2'00.
Arbitri: Tottman (GBR), Hishmeh (USA),
Majapuro (FIN). Spettatori
5284.
|
Purtroppo
per la Slovacchia, Jana Kapustova è
in tribuna con un braccio al collo e ci
sarebbe voluta la sua potenza di tiro per
scardinare la difesa delle cinesi. Il
commento è a cose fatte
perché, dopo un primo tempo con la
Cina incapace di rendersi pericolosa e il
bel gol della Pravlikova, la finalina per
il settimo posto sembrava orientata in
favore delle europee. Invece questa Cina,
lenta a carburare, è cresciuta man
mano fino a diventare protagonista
indiscussa.
Raggiunto il pareggio con la capitana Wang
dopo un periodo di supremazia sterile, le
cinesi hanno messo in pista una migliore
preparazione fisica e qualche
individualità di spicco (Rui Sun);
è stata tuttavia la coralità
dell'impegno a dare sempre più
concretezza alla manovra delle asiatiche
che, passate in vantaggio, hanno finito
col legittimare il piazzamento.
In ballo c'era anche la sfida tra
Tomcikova e Shi, due ottimi portieri, ma
sicuramente la cinese è stata
più protetta dal suo pacchetto
difensivo e alle rivali è mancata
l'attaccante in grado di concretizzare il
lavoro di Velickova e Culikova. Vancouver
2010 è stata una bella esperienza
per entrambe le squadre, alle loro
federazioni il compito di sfruttare al
meglio questa partecipazione ai
Giochi.
|
Finale 5/6 posto
|
Svizzera
- Russia 2 - 1 rig. (0-1, 1-0, 0-0, 0-0,
1-0)
Reti: 09'05 (RUS) Burina (Sergina,
Permiakova) s.n.; 34'12 (SUI) Marty S.
(Nussbaum, Meier) s.n.; 70'00 (SUI) Marty
S. rig.
Tiri: 33 - 27 per la Russia. In power
play: SUI 13'05, RUS 7'54
Arbitri: Sipila (FIN), Arazimova (CZE),
Rumble (CAN). Spettatori: 5412
|
Ci sono
voluti i rigori per decidere chi meritasse
maggiormente il quinto posto. Le due
contendenti, Svizzera e Russia hanno
giocato alla pari per tutta la partita
affidando ai rigori la propria sorte. Un
risultato che accontenta la Svizzera,
oggettivamente ancora troppo lontana dal
3/4 posto (Svezia/Finlandia), ma
sicuramente una buona formazione che
è in crescita come tutto il
movimento dell'hockey svizzero (basti
pensare ai risultati della nazionale
maschile) e che migliora perciò di
due posti il piazzamento di Torino 2006.
Un po' di delusione per le russe che
ospiteranno la prossima Olimpiade e
dovranno sicuramente migliorare molto il
loro rendimento dovendo giocare di fronte
ad un pubblico amico. Per loro risultato
identico a Torino 2006, quinto posto
sfumato di un soffio ai rigori come
quattro anni fa contro la Germania (che
vinse per una rete proprio ai rigori).
Venendo alla partita vera e propria si
può dire di un certo equilibrio con
una leggera predominanza russa sui tiri. A
metà primo tempo durante il primo
power play passa la Russia grazie
all'esperta Burina. Il pareggio arriva
soltanto a metà del secondo tempo:
dopo una lunga serie di penalità
(ben tre) è la solita Stefanie
Marty a 34.12 che segna riporta in partita
le sue compagne. Terzo tempo con diverse
penalità dall'una e dall'altra
parte, ma nessuna delle due contendenti
riesce a portarsi in vantaggio forse
più per la paura di scoprirsi che
per altro. L'occasione più ghiotta
arriva però alla Svizzera durante
il tempo supplementare: a tre minuti
scarsi dalla fine della gara
penalità alla Sergina e spazi che
si aprono, ma le svizzere non riescono a
sfruttare il vantaggio. Si va ai rigori
dove entra in ballo anche la fortuna:
Sbaglia Lehmann, segnano Sosina e Bullo,
Shelling para su Gavrilova, segna Stefanie
Marty, sempre Shelling su Deulina, poi il
rigore decisivo, ancora di Stefanie Marty,
vero valore aggiunto, che regala alla
Svizzera un meritato quinto posto.
|
Finale 3/4 posto
|
Finlandia
- Svezia 3 - 2 (0-0, 2-1, 0-1, 1-0)
O.T.
Reti:24'24 (FIN) Pelttari; 32'24 (SWE)
Rooth (Jordansson, Eliasson) s.n.; 36'02
(FIN) Karvinen (Valimaki); 45'09 (SWE)
Rundqvist (Andersson, Holmlov) s..n; 62'33
(FIN) Rantamaki (Tuominen, Hirikoski).
Tiri: 24-18 per la Finlandia. In power
play: FIN 8'43, SWE 9'18.
Arbitri: Hertrich (GER), Nakayama (JPN),
Skovbakke (DEN). Spettatori
16398.
|
Era dal
2002 che la Svezia non scendeva dal podio
delle Olimpiadi: un bronzo a Salt Lake
City e l'inaspettato argento a Torino; la
Finlandia, per parte sua, solo a Nagano
era salita sul terzo gradino del podio. A
Vancouver i pronostici si sono ribaltati e
anche con un po' di fortuna le finniche
hanno saputo riconquistarsi il bronzo.
Primo tempo di studio e assai equilibrato.
Secondo decisamente più
spumeggiante: passa quasi subito a
condurre a Finlandia con Pelttari ma otto
minuti dopo è un powerplay svedese
a garantire il meritato pareggio. Passano
soltanto quattro minuti e, appena
terminata una penalità a suo
sfavore, è proprio la Finlandia a
riportarsi in vantaggio.
Il secondo tempo rispecchia bene i valori
espressi in campo: Finlandia che domina,
anche ai tiri, il periodo e Svezia che
agisce di rimessa. L'ultimo periodo inizia
invece sulla falsariga del secondo con la
Svezia che centra il pareggio sfruttando
una superiorità numerica, poi l'ago
della bilancia si sposta a favore delle
svedesi che premono sull'acceleratore
scagliando bene nove tiri all'indirizzo
della portiera Nora Raty che si dimostra
determinante per la vittoria finale. I
tempi regolamentari si chiudono
così sul due pari nonostante due
ghiotte occasioni di poter giocare un
powerplay per la Finlandia non sfruttate a
dovere (di cui una negli ultimi minuti di
gioco).
Ci vuole un episodio, tanto sfortunato per
la Svezia quanto fortuito per la Finlandia
a garantire il bronzo per quest'ultima.
Durante il tempo supplementare, la
capitana della Svezia Erika Holst, in fase
difensiva, devia involontariamente il
disco alle spalle della propria portiera
colta in controtempo.
Finisce così l'avventura delle due
squadre nordiche: con una Finlandia in
festa per una medaglia che da spazio ad
una prospettiva più rosea per
l'hockey femminile nel paese dei laghi e
con l'amarezza per la Svezia che non
è riuscita a ripetere i risultati
delle ultime due olimpiadi; amarezza che
fa il paio con l'esclusione, a sorpresa
nei quarti di finale, della nazionale
maschile delle tre corone.
|
Finale 1/2 posto
|
Canada
- Stati Uniti 2 - 0 (2-0, 0-0,
0-0)
Reti: 13'55 (CAN) Poulin (Botterill);
16'50 (CAN) Poulin (Agosta).
Tiri: 29-28 per il Canada. In power play:
CAN 8'18, USA 8'02.
Arbitri: Hove (NOR), Richardson (CAN),
Rolstad (USA). Spettatori
16805.
|
Il Canada
conferma l'oro olimpico per la terza volta
consecutiva; alle statunitensi non sono
bastate la carica agonistica e la voglia
di rivincita per fare il bis di Nagano
1998. Come sovente succede, per vedere una
bella partita non bisogna contare sulla
finalissima: troppo condizionate dalle
aspettative le ragazze guidate da Melody
Davidson, troppo nervose quelle di Mark
Johnson.
L'avvio sembra favorevole alle canadesi
che possono contare anche su due
superiorità numeriche, ma il gioco
è meno fluido del solito e gli USA
se la cavano abbastanza tranquillamente.
Tocca poi alle padrone di casa occupare la
panca dei puniti e le statunitensi hanno
addirittura una cinquantina di secondi in
5 contro 3; qui si comincia a capire
perché la Davidson abbia preferito
Shannon Szabados alle più esperte
Labonte e St-Pierre, ma, appena tornata la
parità in pista, il Canada mette
sul piatto una delle sue micidiali
progressioni e passa in vantaggio con un
gran tiro della giovane Marie-Philip
Poulin servita dalla Botterill. Gli USA
accusano il colpo, non sfruttano una
penalità toccata alla Hefford,
reggono quando è la Zaugg a
lasciare la pista, però soccombono
una seconda volta all'efficacia della
Poulin, questa volta servita da Meghan
Agosta. Ci si aspetta un Canada scatenato
sull'onda dell'entiusiasmo, ma questa sera
le canadesi badano al sodo e si limitano a
proteggere al meglio il loro portiere.
Gli Stati Uniti danno tutto nel periodo
centrale spinte in avanti da una furibonda
Ruggiero che patisce l'allontanarsi del
sogno olimpico; il Canada replica con
brevi periodi di supremazia nel terzo di
difesa delle rivali, ma sono le
statunitensi, secondo logica, a premere
con maggiore insistenza, con Potter e
Lamoureux, ed a mettere in risalto le doti
della Szabados, sempre tranquilla e ben
posizionata tra i pali eppure capace di
scatti felini quando l'insistenza delle
avversarie lo richiede; la saggezza
tattica delle padrone di casa la si nota
anche nell'atteggiamento guardingo di
Heyley Wickenheiser, quasi mai in
avanscoperta, e nelle attente ripartenze
di Ouellette e Vaillancourt protette da
Sosterics e Kellar. Così il Canada
supera altri due minuti in doppia
inferiorità (sono fuori quasi
contemporaneamente Hefford e Kellar
entrambe per ritardo nel gioco - disco
scagliato in tribuna), e si avvia al
trionfo.
Trionfo non più messo in dubbio
nell'ultima frazione di gioco
perché le americane rinunciano man
mano e, a farsi pericolose, sono ora
Agosta, Piper e Johnston. Non succede
più nulla, un po' perché
Vetter para tutto e un po' perché
il Canada preferisce rinunciare al
forceking in area avversaria.
Olimpiade firmata da Poulin; Ruggiero la
migliore in campo statunitense, alla
Szabados la palma della più brava
nella serata. Oro meritato per il Canada
che dovrebbe tornare in testa al ranking;
l'impressione è che stia finendo un
ciclo, ma le risorse sono così
tante dall'una e dall'altra parte da non
lasciare spazio a nessuna altra nazione.
|
Hockey
home
home Vancouver
classifiche
DUE
COMMENTI ALLE OLIMPIADI DELLE HOCKEYSTE
(Non sappiamo quanto i commenti siano diversi, ma
tant'è...)
(Sam) A guardare il
podio di queste Olimpiadi, sia dell'hockey
femminile, che di quello maschile, si legittima il
fatto che il Canada sia considerata la terra
dell'hockey per eccellenza. Entrambe le medaglie
d'oro sono andata alla nazionale dalla foglia
d'acero seguita in entrambi i casi dai vicini e
dalle vicine di casa americani e da una
sorprendente Finlandia, a cui manca soltanto
l'acuto della medaglia più prestigiosa.
Se nel torneo maschile il Canada ha faticato
perdendo anche una gara con gli Stati Uniti prima
di arrivare alla medaglia, nel torneo femminile
tutto, o quasi, era già scritto. Canada
superiore agli altri team in tutti i fondamentali
con soltanto l'incognita Stati Uniti a mettere un
pò d'apprensione.
Andando con ordine e guardando dal basso la
classifica, all'ottavo posto troviamo la Slovacchia
che non è riuscita a vincere una sola
partita e aveva nel torneo di qualificazione
eliminato agevolmente l'Italia, oltre ad un'altra
serie di candidate. Settima la Cina che ha
dimostrato di poter giocare alla pari con tutti i
team escluse le nordamericane. A salire la Russia
che si è espressa sui livelli di Torino e
che dovrà lavorare molto in questi quattro
anni per poter disputare con qualche ambizione in
più le prossime Olimpiadi che disputeranno
in casa. Un passo avanti l'ha compiuto invece la
Svizzera (dal settimo al quinto posto), a
dimostrazione che anche in un piccolo paese si
possono avere ottimi risultati (anche in campo
maschile) e da cui l'Italia dovrebbe prendere
esempio.
Entriamo in zona medaglie e troviamo al quarto
posto la sfortunata Svezia che, dopo l'argento
italiano, sperava sicuramente in qualcosa in
più: in realtà in semifinale sono
state troppo forti le americane e nella finalina,
un po' la sfortuna, un po' il non riuscire a
chiudere la partita al momento giusto, hanno
concesso alla Finlandia un meritato bronzo. La
Finlandia ha vinto le partite che erano da vincere,
è uscita nettamente sconfitta contro le
prime due della classe, ma ha dimostrato di essere
squadra e di riuscire a riprendersi una medaglia
che mancava da Nagano.
La finale è quella già scritta:
Canada - USA. Un risultato stretto (2 a 0 per le
canadesi) e una partita non troppo spettacolare
vista la grande posta in palio. L'hockey femminile
olimpico è tutto racchiuso in questa sfida:
ancora troppo grande il divario con gli altri team,
ma siamo sicuri che nel giro di pochi anni anche
altre nazionali riusciranno a mettere in
difficoltà queste "mostricciattole" sacre
dell'hockey che intanto si godono il terzo oro
consecutivo. Infatti, chi pensava nei tempi andati
di poter strappare una medaglia olimpica al Dream
Team americano di pallacanestro o all'Unione
Sovietica di hockey?
(Isobel) Tu digiti
su Google "Olimpiadi Vancouver medaglie hockey" e
ti compare al primo posto: "Classifica finale
maschile - Canada Oro, Stati Uniti Argento,
Finlandia Bronzo - Classifica finale femminile -
Canada Oro, Stati Uniti Argento, Finlandia Bronzo"
e ti senti autorizzato a pensare che non ci si
può proprio fidare di Internet. Invece
è tutto vero.
Il torneo maschile noi lo ignoriamo (è
soltanto una piccola rivalsa nei confronti di quei
siti maschilisti che snobbano apertamente l'hockey
delle donne), ma la supremazia delle nazioni giunte
a medaglia in quello femminile la conosceva persino
Alchamadyk, la gatta delle 'Giarrettiere rosa'.
Dunque, Canada al terzo successo consecutivo; sulla
finale Canada - Stati Uniti non si poteva
scommettere (la quota era 0), la vittoria delle
foglie d'acero l'ho data per certa da quando
(2006)il sito HOCKEYCANADA
ha reso noto il programma che avrebbe accompagnato
le ragazze a Vancouver. La forza della squadra USA
era una variabile di non poco conto, ma soltanto il
peso delle aspettative di un intero Paese poteva
fermare Wickenheiser e compagne ed ha rischiato di
farlo. L'oro canadese è giovane e si chiama
Shannon Szabados, Meghan Agosta e Marie-Philip
Poulin; l'argento statunitense brilla con Monique
Lamoureux, però a reggere il passo sono
state ancora Ruggiero, Potter, Vetter e Chu.
Un abisso più indietro ci sono le solite
Finlandia e Svezia che a Torino avevano sperato di
essere in scia e a Vancouver sono tornate ad anni
luce dalle due nazioni guida; le finlandesi hanno
la consolazione del bronzo e per loro tornare
davanti alle cugine sarebbe un ottimo segno, ma la
festa è poca cosa se batti chi marcia come i
gamberi e grazie alle prestazioni del portiere
Noora Raty. Elander, il coach svedese che aveva
promesso sfracelli, s'è trovato con una Kim
Martin appena sufficiente ed una squadra da
ricostruire, sembra che sarà licenziato e
siamo curiosi di vedere chi dovrà rilanciare
le tre corone.
Un altro abisso e siamo quasi in gruppo. La
Svizzera è arrivata al quinto posto non per
una crescita collettiva, ma grazie all'apporto
delle sue 'estere' (Stefanie Marty e Florence
Shelling su tutte); la Russia, sesta, più
che confermare Torino, ha finalmente scoperto
l'hockey delle ragazze e c'è da credere che
per il 2014 (Olimpiade in casa) saprà fare
meglio; Cina a sorpresa dicono tutti, è
vero, ma solo se impareranno a pattinare le cinesi
andranno più avanti; ultima la Slovacchia,
per queste ragazze è stato bello arrivare
fin lì e non avere sfigurato contro Russia e
Cina perché il bacino di utenza è
come il nostro e non vai lontano se devi mandare in
nazionale una ragazza su quattro.
In prospettiva, Canada e Stati Uniti resteranno
irraggiungibili per almeno altre due Olimpiadi e
Finlandia e Svezia per una; dal resto del gruppo
(Italia compresa) potrà emergere soltanto
chi triplicherà il numero di praticanti e
manderà le sue ragazze a misurarsi in
qualche College o Università del Nord,
America o Europa non importa, ma via dal
paesello.
Hockey
home
home Vancouver
classifiche
|