      
COMMENTI
Gruppo
A
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Svezia
- Russia 3 - 1 (0-0, 2-1, 1-0)
Reti: 23'26 (S) Jansson (Lindberg,
Winberg) s.n.; 25'14 (S) Timglas (Rooth,
O'Konor) s.n.; 39'21 (R) Trefilova; 40'32
(S) Rooth (Andersson) s.n.
Tiri: 30 -21 per la Svezia. In power play:
SWE 7'48, RUS 11'43
Arbitri: Normand (CAN), Kiefer GER),
Piacentini (USA). Spettatori:
6500
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Subito
una partita chiave: da verificare, oltre
alle novità d'una Russia che
s'è nascosta dopo le gare di
qualificazione, anche il grado di forma
delle svedesi, sovente proposte come
alternativa al dominio delle due grandi
(Canada e Stati Uniti). Il gioco delle
ragazze russe appare piuttosto macchinoso,
per contro le svedesi non vanno al di
là di un dominio territoriale
sterile e vincono il confronto
approfittando per tre volte della
superiorità numerica.
Chi si aspettava una Russia in risalita,
dopo il pessimo mondiale 2005, ha soltanto
potuto registrare i limiti di
velocità delle atlete di punta ed
il difficile inserimento delle nuove. Chi
voleva valutare le chances della
Svezia, dovrà attendere che gli
automatismi producano gioco e non solo
azioni velleitarie destinate a perdersi
contro difese attente e
combattive.
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Canada
- Italia 16 - 0 (5-0, 4-0, 7-0)
Reti: 01'36 Ouellette (Hefford, MacLeod);
01'52 Ouellette (Hefford, Botterill);
04'04 Wickenheiser (Piper); 06'53
Ouellette (Botterill, Campbell); 11'34
Pounder (Kellar); 20'25 Vaillancourt
(Piper); 22'32 MacLeod (Campbell, Apps);
38'45 Wickenheiser (Piper, Apps); 39'56
Wickenheiser (Piper, Apps); 41'35 Apps
(Piper, Wickenheiser); 47'31 Botterill
(Ouellette, MacLeod); 48'41 Hefford
(Ouellette, Botterill) s.n.; 49'42
Pounder; 52'19 Goyette; 56'15 Apps (Piper,
Wickenheiser) s.n.; 57'37 Weatherston
(Agosta, Vaillancourt).
Tiri: 66-5 per il Canada. In power play:
CAN 4'18, ITA 6'31.
Arbitri: Howard (USA), Mattila (FIN),
Robben (NED). Spettatori 8400.
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I
timori sono tanti: che le nostre patiscano
questo esordio "impossibile", che il
divario ridia fiato a chi non voleva le
ragazze alle Olimpiadi, che gli oltre 8000
tifosi presenti sulle tribune, e digiuni
di hockey femminile, si aspettino un
confronto alla pari. In quattro minuti il
Canada rende tangibili tutti questi
incubi, poi le azzurre, abbarbicate
attorno ad una splendida Montanari,
lasciano da parte ansie e frustrazione per
reggere il confronto alla meno peggio.
Sedici sono le posizioni di differenza
nella graduatoria mondiale tra le due
contendenti, sedici saranno al termine i
gol di scarto; chi non conosceva il Canada
ha potuto ammirarne la splendida
organizzazione di gioco, chi non conosceva
nemmeno l'esistenza d'una squadra di
hockey femminile in Italia ha apprezzato
il carattere delle nostre 20
rappresentanti. I commenti e le
annotazioni su questo confronto (oltre
60.000 praticanti in Canada, nemmeno 200
qui da noi) si sono sprecati, anche le
critiche, ma il pubblico ha capito che,
più del risultato e delle
giustificate paure, ierano in gioco la
visibilità del movimento,
l'opportunità di affermare che per
le qualificazioni a Vancouver 2010 ci
saremo anche noi.
Gli appunti di cronaca sono, per forza di
cose, ridotti al minimo: detto della
buriana iniziale, si può parlare di
onorevole difesa fino al termine del
secondo tempo, poi verrà a mancare
anche la condizione fisica e questo spiega
i 7 gol dell'ultima frazione senza
colpevolizzare la Frasnelli che, entrata a
freddo, s'è trovata sovente
scoperta di fronte all'impazzare delle
canadesi. Da rilevare le difficoltà
difensive dovute ad un'abissale differenza
di velocità di pattinaggio ed
esecuzione dei gesti tecnici,
l'impossibilità di arrivare al
tiro, la scarsa propensione a contrastare
un gioco manovrato; sull'altro piatto
della bilancia ci sono la grinta e
l'indomita volontà delle nostre
"giarrettiere rosa", non è poco per
l'hockey italico.
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Russia
- Canada 0 - 12 (0-7, 0-2, 0-3)
Reti: 04'53 Sunohara (Ouellette, Goyette);
06'52 Agosta (Kingsbury, Weatherstone);
10'00 Piper (Apps) i.n.; 15'14 Goyette
(Campbell); 16'18 Piper (Wickenheiser);
17'48 Wickenheiser i.n.; 19'20 Agosta
(Vaillancourt); 27'19 Weatherstone
(Ouellette, Vaillancourt); 33'27 Agosta
s.n.; 41'16 Piper (Wickenheiser); 47'47
Vaillancourt (Hefford, Botterill); 52'33
MacLeod (Wickenheiser).
Tiri: 43-17 per il Canada. In power play:
RUS 8'55, CAN 12'17
Arbitri: Hirvonen (FIN), Floden (SWE),
Hove (NOR). Spettatori: 2400.
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Gara
chiusa già nella prima frazione. La
decisione di Kalintsiev, a 16'25, di
togliere l'insostituibile portiere Irina
Gashennikova è stata un'evidente
resa incondizionata paragonabile al "getto
della spugna" nel pugilato.
Il Canada non ha fatto sconti evidenziando
la lentezza d'una squadra ricca di talenti
al tramonto che fatica a contenere le
sfuriate di Wickenheiser e compagne. Le
russe hanno fatto di tutto per rendere
almeno agonisticamente accettabile il loro
impegno, ma le sporadiche occasioni in
attacco sono state brillantemente bloccate
dalla difesa canadese e da Charline
Labonté. Inutile cercare delle
protagoniste individuali in questo Canada:
la formazione è in grado di dare
spettacolo con tutte le linee schierate in
pista, gioca un hockey da manuale,
richiama simpatie e pubblico; chi volesse
prenotare un posto per la finale di
lunedì 20 lo faccia subito
perché sarà uno spettacolo
indimenticabile.
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Svezia
- Italia 11 - 0 (3-0, 5-0, 3-0)
Reti: 07'09 Sjolander (Winberg) s.n.;
15'45 Sjolander (Lindberg, Asserholt)
s.n.; 18'15 Andersson (Holst); 20'59
Jansson (Eliasson); 25'05 Holst (Rooth)
i.n.; 31'45 Edstrand (Sjolander); 32'37
Rooth (Holst); 34'16 Andersson
(Nevalainen); 49'31 Sjiolander
(Nevalainen, Asserholt); 50'55 Rooth
(Andersson); 58'08 Endstrand (Rooth,
Andersson).
Tiri: 52-4 per la Svezia. In power play:
SWE 12'52, ITA 11'32.
Arbitri: Ivicicova (CZE), Hove (NOR),
Suban (FIN). Spettatori: 2200.
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Dopo le
"maestre" canadesi, il programma assegna
alle nostre un'altra contesa impossibile;
unico precedente tra le due squadre il
14-0 subito a novembre nel torneo
preolimpico. L'Italia, che ha già
pagato la parcella del noviziato, si
presenta in pista con la convinzione di
poter limitare i danni e disputa un
pregevole primo tempo: Debby Montanari si
supera, ma è cresciuta tutta la
squadra e la Svezia passa soltanto al
settimo e al quindicesimo in
superiorità numerica. Il primo
cenno di affanno arriva allo scadere, i
dubbi riguardano le nuove linee messe in
pista dal coach: possibile che dopo mesi
di preparazione siano necessari altri
esperimenti per trovare l'amalgama?
Quando Jansson colpisce a freddo in
apertura di ripresa si capisce che le
scandinave hanno l'intenzione di fare da
rullo compressore, le nostre resistono
ancora un po', accennano a capitolare a
25'05, quando subiscono esperienza e
classe di Erika Holst e Maria Rooth pur
giocando in cinque contro contro quattro,
crollano a metà gara perché
l'opposizione al ritmo imposto dalle
giallo-blù spreme energie fisiche e
mentali.
Nella terza frazione, realisticamente, si
pensa di più a difendere, la Svezia
va ancora in doppia cifra, ma si ferma a
undici; la paura è che per arginare
le "tre corone" si sia speso troppo in
vista del prossimo incontro.
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Italia
- Russia 1-5 (1-1, 0-1, 0-3)
Reti: 08'02 (I) Florian (Leitner,
Bettarini) d.s.n.; 11'17 (R) Gladisheva
s.n.; 25'51 (R) Trefilova (Pashkevich)
s.n.; 44'31 (R) Gavrilova (Khomich) s.n.;
44'53 (R) Gavrilova (Sotnikova); 53'04 (R)
Trefilova (Shelchkova) s.n.
Tiri: 40-13 per la Russia. In power play:
ITA 11'11, RUS 16'21.
Arbitri: Walter (GER), Boniface (FRA) ,
Kiefer (GER). Spettatori: 2100.
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Due
tempi alla pari con le russe
inorgogliscono, ma mettono in pista
interrogativi destinati a rimanere senza
risposta. Le azzurre avrebbero potuto fare
risultato con la squadra più
riposata e senza le troppe inutili
penalità subite? E' normale
chiedere ad una sola linea di giocare, sia
in inferiorità, sia in
superiorità per finire con gli
occhi sbarrati per il debito d'ossigeno?
Perché, proprio nella giornata in
cui conta di più il gioco di
squadra, saltano agli occhi le
individualità?
Chi ha visto la Russia sa che il suo punto
debole è la macchinosa lentezza
delle sue giocatrici più
rappresentative e, per mettere in
difficoltà le nostre avversarie, si
dovrebbe dunque far viaggiare il disco;
qui c'è il primo appunto
all'Italia: stanche o no, le nostre
giocano individualmente. Ci vogliono
sempre Maria Leitner o Sabina Florian per
portare il disco in zona d'attacco e, per
di più, Maria e Sabina devono
partire da dietro la porta perché,
se appena appena le avversarie pressano,
non siamo in grado di uscire dal terzo
difensivo. Le penalità stupide sono
figlie degli arbitraggi all'italiana:
nessun arbitro della nostra serie A
applica il regolamento internazionale
delle gare femminili, ecco spiegati i
ripetuti falli di trattenuta del bastone
da parte di Wally Kaser, le cariche dei
nostri difensori ed i bastoni alti. Peggio
ancora, quando i nostri arbitri applicano
quelle regole sono tacciati di
autoritarismo da dirigenti e stampa (mea
culpa) che chiedono a gran voce se sia
ancora hockey quello così
regolamentato. Logiche dunque le
conseguenze in campo internazionale e,
certamente, non per colpa di giocatrici
abituate a quei gesti nella pratica di
tutti i giorni.
Mi fermo qui per non rubare altro spazio
allo storico gol olimpico di Sabina "Cin
cin" Florian (brave anche Leitner e
Bettarini che l'hanno propiziato), un gol
che ci ha liberati dall'ansia ed ha reso
possibili altri entusiasmi. Le rivali sono
subito tornate sotto, ma hanno penato due
tempi ed hanno arrotondato il punteggio
solo quando l'Italia non ha più
avuto gambe. Rimando a fine Olimpiadi
un'analisi più approfondita, per la
gara odierna tanto di cappello alle nostre
tre star (anche se Debby ha sulla
coscienza il quarto gol e Sabina e Maria
dovrebbero passare di più), un
omaggio particolare a Linda De Rocco e
Diana Da Rugna, combattenti di razza
contro gli "armadi" che le sovrastavano;
da parte russa Khomich, Paschkievich e la
giovane Gavrilova quelle che mi sono
piaciute di più.
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Canada
- Svezia 8-1 (2-0, 5-1, 1-0)
Reti: 04:36 (C) Apps; 12:28 (C)
Wickenheiser (Pounder); 23'53 Apps s.n.;
30'58 (C) Apps (Wickenheiser, Piper);
34'02 Goyette (Piper, Campbell) s.n.;
36'12 (S) Lindberg (Jansson, Winberg)
s.n.; 37'25 (C) Weatherston (Kingsbury),
38'53 (C) Hefford s.n.; 46'02 (C) Goyette
(Piper, Wickenheiser) s.n.
Tiri: 47-8 per il Canada. In power play:
CAN 10'12, SWE 11'48.
Arbitri: Hirvonen (FIN), Mattila (FIN),
Piacentini (USA). Spettatori:
6850.
|
Che il
Canada potesse strapazzare l'Italia e la
Russia lo si sapeva prima di giocare, che
potesse tenere in soggezione anche la
Svezia, medaglia di bronzo a Salt Lake
City, era forse un sogno di Melody
Davidson che, nell'ultima amichevole
preolimpica, aveva visto una Svezia molto
più caparbia. Lo squadrone canadese
incanta ben al di là dei risultati
sonanti: le foglie d'acero sono state fin
qui padrone assolute della pista, il loro
gioco ha trascinato all'entusiasmo il
pubblico torinese che continua ad
accorrere numeroso al richiamo del
migliore hockey mai visto. Se la forma
resta questa non ci sarà scampo per
nessuno. Che squadra!
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Hockey
home
home Olimpidadi
risultati e classifiche
Gruppo
B
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Finlandia
- Germania 3 - 0 (2-0, 0-0, 1-0)
Reti: 08'15 Pellttari (Tuominen); 17'02
Pellttari d.s.n.; 43'13 Palvila i.n.
Tiri: 27-24 per la Finlandia. In power
play: FIN 4'33, GER 4'00.
Arbitri: Ustinova (RUS), Boniface (FRA);
Quagliato (CZE). Spettatori
3200.
|
Le
tedesche mettono subito in mostra le loro
ambizioni: il risultato le condanna, ma la
caparbietà della squadra di Kathan
impedisce alle fortissime finlandesi di
dilagare come successo altre volte.
Germania brava anche in attacco tanto che
alla fine i tiri delle avversarie saranno
di poco superiori. Alla Finlandia non
rimane che esibire un'ottima Maija
Hassinen e la tranquillità di chi
si sente superiore.
|
|
Stati
Uniti - Svizzera 6 - 0 (1-0, 1-0,
4-0)
Reti: 02'38 King (Potter), 32'27
Dunn-Luoma d.i.n.; 47'53 Wendell
(Ruggiero, Potter); 50'33 Darwitz
(Parsons); 52'40 Wendell (Potter); 58'50
Potter (Ruggiero).
Tiri: 56-9 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 10'59, SUI 13'02.
Arbitri: Ivicicova (CZE), Konstantinova
(RUS), Robichaud (CAN). Spettatori
2900.
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Nei
giorni in cui Jenny Potter sfreccia negli
angoli a tutta velocità, diventa
difficile controllarla anche per difensori
esperti come Ramona Fuhrer o giovani
promesse come Nicole Bullo e Julia Marty,
e questa era una di quelle giornate. La
Svizzera incassa subito un gol, poi
resiste bene, peccato che subisca il
raddoppio addirittura in doppia
superiorità numerica; negli ultimi
dieci minuti gli Stati Uniti fanno il tiro
al bersaglio e arrotondano il
punteggio.
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Germania
- Stati Uniti 0 - 5 (0-2, 0-2,
0-1)
Reti: 04'33 Potter (King) s.n.; 17'13 King
(Chu, Potter) s.n.; 21'11 Parsons (Rasor,
Stephens); 29'57 Darwitz (Parsons, King);
50'54 Parsons (Ruggiero).
Tiri: 60-10 per gli Stati Uniti. In power
play: GER 10'40, USA 15'33.
Arbitri: Hirvonen (FIN), Floden (SWE),
Hove (NOR). Spettatori: 7800.
|
Jennifer
Harss, classe '87, mette in mostra il suo
valore per arginare la valanga
statunitense. Gli USA sfruttano due
superiorità numeriche per prendere
il largo e non permettono mai alla
Germania di rendersi troppo pericolosa, il
resto lo fanno Katie King e Sarah Parsons,
due americanine in piena forma.
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|
Finlandia
- Svizzera 4 - 0 (1-0, 0-0, 3-0)
Reti: 14'10 Tuominen (Pellttari) s.n.;
45'21 Rantamaki; 51'58 Saarinen (Hoikkola,
Tallus); 52'50 Pehkonen (Rantamaki).
Tiri: 41-18 per la Finlandia. In power
play: FIN 12'01, SUI 12'38.
Arbitri: Walter (GER), Floden (SWE),
Zitkova (CZE). Spettatori:
4300.
|
Finlandia
subito in avanti e Svizzera coperta a
proteggere la gabbia della
Elsmore-Sautter; per tre quarti di gara
l'accorta tattica delle rossocrociate
tiene in scacco la terza potenza mondiale
(in vantaggio solo in superiorità
numerica con il duo Tuominen-Pellttari),
poi Karoliina Rantamaki fa valere la sua
classe e permette alle favorite l'allungo
decisivo.
|
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Svizzera
- Germania 1 - 2 (0-0, 1-2, 0-0)
Reti: 23'16 (G) Lanzl (Becker); 29'00 (S)
Schumacher (Marty Ju) s.n.; 29'36 (G)
Lanzl (Ritter) s.n.
Tiri: 31-22 per la Germania. In power
play: SUI 14'00, GER 11'52.
Arbitri: Howard (USA), Konstantinova
(RUS), Robben (NED). Spettatori:
2000.
|
La
Svizzera ci crede e sulle ali
dell'entusiasmo prova a mettere in
difficoltà le tedesche.
L'impressione è che le due squadre
si equivalgano, ma la migliore
organizzazione e l'equilibrio delle linee
messe in pista da Peter Kathan permettono
alla Germania di controllare il match.
Alla fine il nervosismo costa alla
rossocrociata Kathrin Lehmann la prima
penalità per cattiva condotta del
torneo. Doppietta di Andrea Lenzl, una
diciottenne di belle speranze implacabile
nonostante la bravura di Patricia
Elsmore-Sautter.
|
|
Stati
Uniti - Finlandia 7 - 3 (1-2, 1-1,
5-0)
Reti: 00'13 (F) Pehkonen (Rantamaki);
08'08 (S) Parsons (Wendell, Potter) s.n.;
11'26 (F) Laaksonen (Tuominen) s.n.; 32'01
(F) Kovalainen (Saarinen) d.s.n.; 38'54
(S) Parsons (Chu); 41'28 (S) King; 50'16
(S) Ruggiero; 51'01 (S) Darwitz (Wall)
s.n.; 52'18 (S) Wendell (Parsons,
Ruggiero); 55'36 (S) Ruggiero (Darwitz,
Stephens).
Tiri: 38-22 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 13'24, FIN 18'17.
Arbitri: Normand (CAN), Quagliato (CZE),
Robichaud (CAN). Spettatori:
7700.
|
Finlandia
per nulla rassegnata e capace di tenere
testa per due tempi; gli Stati Uniti
stentano ad imporre il loro gioco e nella
frazione centrale, innervositi
dall'opposizione, collezionano
penalità che impediscono alle
ragazze di esprimere il loro gioco
migliore.
Le finlandesi hanno basato la loro
resistenza sull'immediato vantaggio
realizzato da Mari Pehkonen dopo appena 13
secondi di gioco (il gol più veloce
dell'Olimpiade) e si sono addirittura
trovate a condurre per 3-1 quando se n'era
già andata metà gara. Il
pareggio di Katie King in apertura di
ultima frazione ha permesso alle favorite
di riorganizzarsi e trovare, trascinate da
Angela Ruggiero, quel successo che, almeno
sulla carta, era dato per scontato.
|
Hockey
home
home Olimpidadi
risultati e classifiche
Semifinali
1/4 posto
|
Stati
Uniti - Svezia 2 - 3 rig. (1-0, 1-2, 0-0,
0-0, 0-1)
Reti: 11'55 (SU) King Kr. (Potter, Chu)
s.n.; 21'04 (SU) Stephens (Wall, Darwitz)
s.n.; 26'17 (S) Rooth (O'Konor); 29'49 (S)
Rooth (Holst) i.n..
Tiri: 39-18 per gli Stati Uniti. In power
play: USA 19'07, SWE 10'10.
Arbitri: Tottman (GBR), Mattila (FIN),
Suban (FIN). Spettatori: 5654.
|
Se un
allibratore mi avesse concesso di puntare
i risparmi di una vita sulla finale
Canada-Stati Uniti, lo avrei fatto anche
ad una quota bassissima. Invece no. Per
mia fortuna nessun bookmaker s'è
permesso questa follia e così,
benché sia la Svezia ad approdare
alla meritata finale per la prima volta
nella storia dell'hockey femminile,
nessuno si arricchisce.
Due i monumenti da costruire in patria:
uno a Maria Rooth, l'altro
all'impareggiabile Kim Martin, ma, come
sempre succede nelle competizioni a
squadre, tutte le gialloblù hanno
fatto il loro dovere e la sapiente
direzione di Peter Elander dalla panchina
ha fatto il resto. Sull'opposta sponda,
Ben Smith, il coach che ha preteso
il pensionamento di Cammy Granato,
pagherà cara la sua scelta:
nessuno, che non sia presuntuoso, si
priverebbe di una leader come Cammy
a pochi mesi dall'Olimpiade, lui
sì, ed è giusto che ora
giochi per il bronzo.
Agli USA, tecnicamente superiori, è
mancato il cuore. Krissy Wendell e Angela
Ruggiero, le due star che avrebbero
dovuto trascinare la squadra all'ennesima
sfida con il Canada, sono naufragate
più nella capacità di
proporsi come trascinatrici che nel gioco.
Le americane hanno avuto molte occasioni
per scappare, soprattutto per il mare di
penalità che le rivali subivano nel
tentativo di arginarle, quando però
Maria Rooth ha accorciato le distanze e
quando, tre minuti più tardi, ha
realizzato in coppia con la capitana,
Erika Holst, la beffa del gol in
inferiorità numerica, alle favorite
è mancato l'impulso che solo il
carisma della Granato avrebbe fornito.
Da quel momento la Svezia non ha
più sbagliato nulla e Pernilla
Winberg, ai rigori, ha acchiappato al volo
il sogno della finale olimpica
|
|
Canada
- Finlandia 6 - 0 (2-0, 2-0, 2-0)
Reti: 17'33 Weatherston (Sostorics) s.n.;
19'15 Apps (Kingsbury, Goyette) s.n.;
34'59 Wickenheiser (Apps) s.n.; 36'26
Ouellette (Sunohara) s.n.; 47'49 Piper
(Wickenheiser, Apps); 54'47 Piper
(Wickenheiser, Apps) s. n..
Tiri: 40-17 per il Canada. In power play:
CAN 9'31, FIN 11'35.
Arbitri: Howard (USA), Piacentini (USA),
Quagliato (CZE). Spettatori:
7306.
|
Il
rullo compressore passa sulla Finlandia
con la regolarità delle scadenze
tributarie per i comuni mortali. Chi, dopo
la sorpresa del pomeriggio, aveva sognato
una finale tutta europea, non s'era
probabilmente documentato su questo Canada
capace di soffocare qualsiasi preda con
atteggiamenti agonistici e tattiche
adeguate.
Contro le ragazze di Finlandia il
metronomo delle "foglie d'acero"
s'è espresso in tre tempi che
potrebbero sembrare monotoni se non
fossero così altamente
spettacolari. Prese le misure alle
avversarie, le canadesi hanno colpito in
superiorità numerica con la vivace
Katie Weatherston e la monumentale Gillian
Apps, poi hanno continuato a dare
spettacolo con il loro hockey manovrato,
bello a vedersi, preciso, didattico. Il
resto è venuto da solo con la linea
Piper, Wickenheiser, Apps; un vero trio
delle meraviglie che risalta meno del
dovuto soltanto perché, in squadra,
le meraviglie sono 20.
|
Semifinali 5/8
posto
|
Russia
- Svizzera 6 - 2 (1-1, 4-1, 1-0)
Reti: 02'03 (R) Trefilova; 10'52 (S)
Rochat; 25'14 (R) Burina (Mishina,
Barykina); 26'19 (R) Mishina
(Smolentseva); 30'00 (R) Mishina
(Byalkovskaya) s.n.; 31'55 (S) Lehmann
(Cattaneo, Bullo); 39'18 (R) Mishina
(Smolentseva); 52'17 (R) Kapustina
(Shelckova) s.n..
Tiri: 36-18 per la Russia. In power play:
RUS 8'52, SUI 13'30.
Arbitri: Ivicicova (CZE), Boniface (FRA),
Floden (SWE). Spettatori: 2800.
|
Gli
avvoltoi pronti a gettarsi sui resti della
Russia, in crisi di movimento, ma non di
talenti, staranno ancora chiedendosi come
abbia fatto l'Italia a reggere il
confronto, ma la risposta è
semplice: era una buona Italia quella
dell'altro giorno e non una brutta la
Russia. Se ne sono accorte le svizzerotte
che, entrate in pista per dimostrare di
valere più della loro classifica
mondiale (sono none, contro la sesta
piazza delle avversarie odierne), hanno
subito più del dovuto il gioco
statico delle ragazze dell'Est.
Subito in vantaggio con Trefilova, la
Russia ha avuto un solo momento di
sbandamento quando, subito dopo avere
incassato il pareggio di Rochat,
s'è trovata per quasi un minuto e
mezzo in doppia inferiorità
numerica per il solito cambio mal fatto e
per una penalità toccata alla
Smolina. Lì s'è in pratica
decisa la partita; la Russia, uscita
indenne, ha cominciato a macinare gioco
costruendo i presupposti per quei cinque
minuti di fuoco della ripresa nei quali la
Mishina ha affondato le speranze della
Svizzera. Ora tra russe e tedesche torna
in palio quel quinto posto mondiale appena
raggiunto dalla Germania, mentre, per
salvare la spedizione, le svizzere hanno
l'obbligo di battere l'Italia e, a volte,
il pronostico non basta.
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Germania
- Italia 5 - 2 (3-2, 0-0, 2-0)
Reti: 00'27 (G) Becker (Lanzl M.);
05'32 (G) Seiler (Tamas) s.n.; 06'18 (I)
Leitner; 06'59 (I) Leitner (Kaser,
Bazzanella); 07'47 (G) Holmes (Soesilo);
42'50 (G) Becker (Ritter); 55'35 (G)
Ritter (Becker, Lanzl M.).
Tiri: 30-13 per la Germania. In power
play: GER 8'27, ITA 16'02.
Arbitri: Ustinova (RUS), Hove (NOR),
Zitkova (CZE). Spettatori:
2750.
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Il
meglio ed il peggio delle nostre, tutto in
una partita che, più ancora di
Italia-Russia, tappa la bocca a chi
prevedeva soltanto batoste per le italiche
"Giarrettiere rosa". Di fronte alla
Germania, quinta potenza mondiale,
Bazzanella e compagne ci mettono il giusto
ardore e restano in partita fino a cinque
minuti dalla fine. Vincono le tedesche,
secondo logica e pronostico, ma per due
terzi di gara l'Italia resta incollata e
pericolosa riuscendo ad impensierire la
Mannshaft guidata dalla stupenda
Christina Oswald.
L'inizio è da tragedia: sono
passati pochi secondi quando,
inspiegabilmente, la nostra prima linea
sta a guardare il fraseggio delle
avversarie aprendo un ampio corridoio
centrale verso la porta di Debora
Montanari; il gol di Maritta Becker ci
mette in ginocchio, subentra l'affanno e,
alla prima inferiorità numerica
(è fuori Bazzanella per
trattenuta), la Germania raddoppia con
Seiler. Buon per noi che l'illusione di
poter dominare fa passare in secondo piano
la prudenza, ne approfitta la Leitner per
accorciare e distanze e, sulle ali
dell'entusiasmo, la nostra "Regina degli
Elfi" raddoppia in buona combinazione con
Wally Kaser ed Evelyn Bazzanella.
L'entusiasmo questa volta è delle
nostre e Holmes le punisce subito
infilando, senza essere contrastata, tra
palo e portiere. Sono passati meno di otto
minuti e la partita ha già regalato
agli spettatori il prezzo del
biglietto.
Il meglio delle azzurre lo si vede adesso:
più attente in copertura, con la
coppia di giovanissime Bettarini-Sparer a
recitare da protagoniste, sempre
pericolose in avanti, soprattutto con la
linea targata "Eagles". Purtroppo non
è la giornata giusta per "Cin cin"
Florian, nostra punta di diamante, ed i
maggiori pericoli per Stephanie
Wartosch-Kuerten sono sempre originati da
Maria Michaela Leitner. A metà
ripresa si procura una ghiotta occasione
Silvia Carignano che, inserita per
vivacizzare la prima linea, svolge
benissimo il suo compito, poi ci prova
ancora Leitner e per tutto il secondo
tempo si gioca alla pari (4-5 le
occasioni) con Montanari che fa buona
guardia.
Il temuto terzo drittel potrebbe in
realtà schiuderci la finalina delle
battute perché la Germania
s'innervosisce e prende penalità a
catena (giocheremo circa otto minuti in
più di superiorità
numerica), ma qui torna a manifestarsi
l'incubo del nostro power play, e
questo "napoleonico" autolesionismo
è una scelta tattica che ci
portiamo dietro dai mondiali di Lecco '03.
Da tre anni esibiamo un power play
ridicolo perché giocato dietro la
porta avversaria e senza inserimenti, da
tre anni le attaccanti ignorano i nostri
difensori schierati sulla blu, da tre anni
le squadre avversarie, appena scoprono di
non doversi preoccupare dei tiri dalla
distanza, giocano senza "scatola" marcando
le tre dell'attacco e sfruttando il quarto
giocatore di movimento per liberare o
iniziare pericolosi contropiede.
Così, approfittando anche della
minore brillantezza della linea "veneta"
(Da Rugna, Toffano, Viel) e di un
"infortunio" di Debby che gira in porta
con la pinza un tiro dalla distanza, la
Germania legittima il suo successo.
Peccato. Peccato soprattutto per non avere
avuto, almeno nelle due partite
"giocabili", tutte le azzurre al meglio
nello stesso tempo. Avremo questa
chance contro la
Svizzera?
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Hockey
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risultati e classifiche
Finale
7/8 posto
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Svizzera
- Italia 11 - 0 (4-0, 6-0, 1-0)
Reti:
04'33 Diaz; 09'54 Diaz (Mosimann) s.n.;
16'06 Marty Ju. (Diaz) s.n.; 16'41 Lehmann
(Marty S.); 22'36 Ruhnke (Rochat); 26'51
Marty Ju (Ruhnke); 31'09 Meier (Ruhnke);
32'48 Lehmann (Mosimann); 33'16 Ruhnke
(Rochat); 35'37 Marty S (Lahmann); 56'08
Marty S (Lehmann).
Tiri: 53-29 per la Svizzera. In power
play: SUI 06'38, ITA 14'32.
Arbitri: Normand (CAN), Konstantinova
(RUS), Mattila (FIN). Spettatori:
2500.
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Una
partita che non si vorrebbe commentare, o
che si commenta da sé: l'Italia
sbaglia tutto ciò che si può
sbagliare a partire dall'approccio, la
Svizzera fila via sul velluto e non ha
nemmeno bisogno di premere
sull'acceleratore. La vittoria delle
elvetiche era nei pronostici, alle nostre
si chiedeva una prova d'orgoglio per
lasciare sull'Olimpiade il segno di un
carattere capace di nascondere i limiti
tecnici; così era stato nelle
partite precedenti e l'avventura meritava
un altro epilogo. Nell'amichevole
disputata a Torre Pellice, appena prima
dei Giochi, s'era già visto che la
capacità di manovra delle
rossocrociate era in grado di metterci in
difficoltà; bisognava bloccare le
loro fonti di gioco (la stupenda Manuela
Diaz ed i difensori Priska Mosimann, Julia
Marty e Nicole Bullo), fare viaggiare il
disco e non concedersi distrazioni
difensive, abbiamo fatto il contrario
senza che dalla panchina venisse un solo
cenno per rovesciare l'andamento.
Diaz, a segno dopo quattro minuti su
errore difensivo, replica successivamente
in superiorità numerica, poi Julia
Marty fulmina Montanari dalla distanza e
35'' più tardi Lehmann, sola a due
passi dalla porta, mette dentro il
più facile dei gol. Noi replichiamo
con azioni individuali che Florence
Shelling non ha difficoltà a
parare.
Nella ripresa entra Frasnelli a guardia
della porta, le nostre non ci sono e la
Svizzera scappa (quattro gol in quattro
minuti). In tribuna si commenta: "Ma
qualcuno ha detto alle ragazze che non
stanno giocando contro il Canada"? Per
fortuna la marea s'arresta quando il
punteggio arriva alla doppia cifra.
Ultima frazione con la paura del ridicolo,
ma Luana Frasnelli trova l'orgoglio per
opporsi e disputare il suo migliore
parziale limitando i danni. In avanti
riusciamo persino a proporre un paio di
manovre e, in superiorità numerica,
Kaser, Florian e Leitner riescono
nell'unica azione della nostra partita
meritevole di successo. Troppo poco per
non essere sconcertati e
delusi.
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Finale 5/6 posto
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Germania
- Russia 1 - 0 rig. (0-0, 0-0, 0-0, 0-0,
1-0)
Reti:
70'00 Becker (rig.)
Tiri: 25-21 per la Germania. In power
play: GER 11'02, RUS 04'00.
Arbitri: Howard (USA), Piacentini (USA);
Robben (NED). Spettatori: 2570.
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La
vittoria ai rigori serve soltanto a
stabilire una graduatoria, non a dirimere
questioni di supremazia. Così
è stato per Germania e Russia,
vicinissime nella graduatoria mondiale e,
se possibile, ancora più vicine
dopo questa finalina per il quinto posto
all'Olimpiade.
Le due squadre hanno messo in mostra
più i limiti che non i pregi dei
rispettivi movimenti: le russe mancano di
rapidità nella manovra e questo
azzera, sia la sicurezza nel pattinaggio,
sia l'innato senso della posizione che
contraddistingue le atlete di questa
scuola; le tedesche fanno una grande
confusione a scapito della tecnica
individuale che, almeno per quanto
riguarda la prima linea (Ritter, Oswald,
Lenzl M., Lenzl A., Becker), permetterebbe
loro d'insinuarsi nel dialogo di vertice
europeo.
La partita, nonostante l'assenza di gol,
non è stata noiosa perché
l'occasione per passare in vantaggio
l'hanno avuta entrambe le contendenti; a
negare il vantaggio all'una o all'altra
squadra sono state Irina Gashennikova e
Jennifer Harss, due portieri che, pur con
caratteristiche diverse, sanno dare
sicurezza alle compagne con un rendimento
costante.
Una squadra meno esperta di quella russa,
soprattutto con Pashkievich, Khomich e
Burina, avrebbe ceduto nei molti minuti
d'inferiorità numerica. Una
Germania appena più manovriera e
incisiva non si sarebbe lasciata scappare
l'occasione di vincere nei tre tempi
regolamentari.
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Finale 3/4 posto
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Finlandia
- Stati Uniti 0 - 4 (0-3, 0-1, 0-0)
Reti: 02'32 Stephens (Chu, Darwitz)
s.n.; 08'09 King Ka. (Resor); 11'05 King
Ka. (Potter); 21'44 King Ka. (Chu, King
Kr).
Tiri: 20-14 per gli Stati Uniti. In power
play: FIN 15'47, USA 07'58.
Arbitri: Tottman (GBR), Kiefer (GER),
Robichaud (CAN). Spettatori:
5150
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La
delusione e la rabbia per l'esclusione
dalla finale per il titolo olimpico
è palpabile nelle file
statunitensi. La stessa delusione è
nell'animo degli spettatori perché
l'inopinata sconfitta degli USA contro la
Svezia li ha privati di due partite
godibili in cambio di altre, magari
spettacolari, ma più scontate se
non nel punteggio (vedi la sorpresa di
USA-Svezia), almeno nell'andamento
dell'incontro.
Le ragazze degli Stati Uniti entrano in
pista col dente avvelenato (lottare per il
terzo posto non era certo nei preventivi
di Ben Smith) e "uccidono" la finalina in
poco più di dieci minuti. Katie
King sembra un folletto dei boschi e le
finlandesi trovano le contromisure quando
ormai è tardi. Ciò che
stupisce lo spettatore occasionale
è il volume di gioco espresso in
questa sarabanda iniziale dagli USA, gli
addetti ai lavori vedono invece, in questo
furore agonistico, il limite d'una squadra
incapace di condurre la gara dall'alto
d'una superiorità innegabile eppure
mai evidente tanto è vero che la
Finlandia, passata la buriana e corretto
l'errore di non credere in Maija Hassinen,
fa un'onesta partita alla pari.
Già nel torneo preolimpico di
novembre s'era capito che agli Stati Uniti
mancavano la continuità e la
sicurezza delle grandi squadre; che in tre
mesi Ben Smith ed i suoi aiutanti non
siano riusciti a cambiare nulla, ha del
sorprendente.
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Finale 1/2 posto
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Svezia
- Canada 1 - 4 (0-2, 0-2, 1-0)
Reti:
03'15 (C) Apps (Wickenheiser); 12'13 (C)
Ouellette (Hefford, Botterill); 28'58 (C)
Piper (Wickenheiser, Pounder); 30'27 (C)
Hefford (Botterill, Vaillancourt); 45'24
(S) Anderssen (Holst, Rooth) s.n..
Tiri: 26-8 per il Canada. In power play:
SWE 08'41, CAN 05'56.
Arbitri: Hirvonen (FIN), Quagliato (CZE),
Suban (FIN). Spettatori: 6664.
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A Torre
Pellice hanno visto in anticipo la finale
dell'Olimpiade spendendo un sesto e
divertendosi di più. Ma chi
l'avrebbe detto il 3 febbraio che
l'iperbolico Canada di questo periodo non
avrebbe incrociato le stecche con le
statunitensi, le rivali di sempre?
La finale anomala non ha posto problemi
alle canadesi, anzi, mi permetto
addirittura di avanzare un'ipotesi
"politica" perché, a mio parere,
gli spettatori sono stati privati di una
parte dello spettacolo a cui avevano
diritto. L'inizio è quello solito:
gran Canada, grande Wickenheiser che
distribuisce gioco, controlla, difende. La
linea Piper, Apps, Wickenheiser è
ispirata e per Kim Martin è
superlavoro. Gillian Apps s'inventa il
primo vantaggio portandosi a spasso il
difensore svedese dietro la porta per poi
arrivare davanti alla Martin e,
nascondendo a meraviglia il disco, segnare
con un appoggio da giocatrice di curling.
Poco dopo tocca al trio Ouellette,
Hefford, Botterill strappare l'applauso.
La Svezia arranca contenta dell'argento
già conquistato, ma fatica ad
entrare in partita.
Stessa situazione nella ripresa: le
canadesi fanno le sornione, non spingono
al massimo, ma quando lo fanno segnano.
Dopo il quarto gol c'è un time
out del Canada che non si capisce ed
è qui che inserisco la mia ipotesi
"politica": "La medaglia è in
tasca", devono avere detto i grandi capi,
"per il bene dell'Olimpiade, di Vancouver
e del movimento femminile, non
esageriamo". Altrimenti che bisogno aveva
Melody Davidson di quel time out?
Il resto della gara diventa accademia,
il Canada gioca senza più
accelerazioni, la Svezia ci mette un po'
più di pepe e, in
superiorità, trova con Gunilla
Andersson (assist di Holst e Rooth, come
dire: le "tre corone" delle
gialloblù) il gol della
bandiera.
Finisce con la festa e la felicità
di tutti, con Danielle Goyette che sembra
uno sbandieratore fiorentino, con
l'immensa Hayley Wickenheiser col bimbo in
braccio, con Weatherston, Botterill,
Agosta e MacLeod che si portano in giro
una bandiera double face
Canada-Italia, con le lacrime delle
più emotive e lo scrosciante
applauso di chi ha scoperto l'hockey
femminile.
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