HOCKEY SU GHIACCIO FEMMINILE

Speciale CANADA - SVEZIA (Torre Pellice 3 febb.)

 Le giarrettiere rosa/The Pink Garters

 

 

 

 

 

 

 

 


UNA SETTIMANA CON LE MIGLIORI AL MONDO

Torre Pellice, febbraio 2006
(by Isobel) Le incontri per strada e non puoi fare a meno di simpatizzare con loro: sono le hockeiste del Canada, la crème mondiale di uno sport che in Val Pellice ha molti sostenitori. Il paese addobbato a festa con il tradizionale bianco-rosso delle "foglie d'acero" invita a non passare sotto silenzio questa presenza; la disponibilità dello staff e la genuinità delle ragazze fanno il resto: per Canada femminile e Torre Pellice è amore a prima vista.
Molti gli spettatori alle sedute di allenamento, tutti entusiasti degli schemi, della grinta, della voglia di divertirsi che le 21 selezionate esibiscono; poi, fuori dalla pista, queste atlete eccezionali ed i loro accompagnatori sanno essere donne e uomini normali, sanno gestire le relazioni con adorabile semplicità, sanno comunicare.
Prima della gara, patrocinata dai Comuni della vallata, c'è il passaggio della fiaccola e le canadesi sono là, a fare festa anche loro, in mezzo alla gente. A Sami Jo Small chiedo il perché della sua retrocessione a terzo portiere, lei così brava...: "Bah, bisognerebbe chiederlo ai responsabili, forse sono troppo vecchia!" E sorride. Ventinove anni, di Winnipeg , ha esordito ventunenne con uno shutout contro le rivali di questa sera (7-0), ha vinto tutto, gioca con le professioniste del Toronto Aeros. "Io sono contenta di essere qui", aggiunge, e si unisce alle altre mentre Cherie Piper chiede se arriva il tedoforo, Katie Weatherston (sulla destra) ha in mano un tricolore e Hayley Wickenheiser nasconde la noia dell'attesa sotto un berrettone di lana blù.

 

 

 

 

 

 

 

 


Canada - Svezia 2 - 0 (1-0, 1-0, 0-0)
Canada
: Labonté (St-Pierre da 31'01); Macleod, Kellar, Sostorics, Ferrari, Pounder; Agosta, Piper, Weatherston, Apps, Ouellette, Goyette, Hefford, Botterill, Wickenheiser, Vaillancourt, Kingsbury, Sunohara, Campbell; (coach: Melody Davidson).
Svezia: Martin, (Andersson C. n.e.) ; Asserholt, Elfsberg, Eliasson, Andersson G., Lindberg; Nevalainen, Rooth, Holst, Vikman, Lindqvist, Timglass, Winberg, Edstrand, Lundberg, O'Konnor, Jansson, Sjolander, Rundqvist; (coach: Peter Elander).
Arbitri: Scanacapra, Chiodo e Virgillito della CNAHG. Penalità: 14' Canada, 16' Svezia. Tiri in porta 38-14 per il Canada. Spettatori: 2135.
Reti
: 03'23 (C) Hefford (Botterill); 25'20 Apps (Wickenheiser) s.n.
All'amichevole tra Canada e Svezia, terza a Salt Lake City e quarta potenza dell'hockey "rosa", assistono 2100 persone entusiaste; indimenticabili la tecnica di gioco, la velocità d'esecuzione, il ritmo impresso dalle canadesi ad una gara che, non dimentichiamolo, è un semplice allenamento ad otto giorni dal più importante appuntamento sportivo dell'anno: i Giochi olimpici invernali di Torino 2006.
Il Canada pressa da far paura fin dall'inizio, ogni disco sembra la chiave del paradiso tanto è difeso, inseguito, rubato alle avversarie, nascosto alla vista, spedito a gran velocità da un angolo all'altro della patinoire e al terzo minuto è già gol. Squadre meno toste della Svezia rischierebbero il tracollo, e subito facciamo gli scongiuri pensando a quel maledetto esordio olimpico che oppone le nostre "giarrettiere rosa" proprio a questi satanassi. Kim Martin tiene a galla le scandinave nei momenti peggiori e Charline Labonté, inoperosa, può essere ammirata soltanto per la sua avvenenza.
Anche nella ripresa le nordamericane si divertono come scolarette che si passano al volo il berretto di un compagno preso di mira; Hayley Wickenheiser recita a soggetto ed è un bel vedere, poi, quando le "tre corone" ci provano, tocca all'arcigna difesa togliere brillantezza ai loro diamanti giallo-blù. Una penalità alla capitana Holst porta al raddoppio: Hayley si porta a spasso la difesa e lascia alla Apps, Gillian, da posizione impossibile, gira con prontezza là "dove la mamma tiene il barattolo della marmellata" (così diceva Jim Corsi anni addietro) e sorprende Kim Martin. Esce Labonté, entra un'altra Kim, la regale St-Pierre; se sognate per vostra figlia un futuro da portiere di hockey, chiamatela Kim! La Svezia cresce un poco, quel tanto che basta per dare suspence alla partita e gli applausi scrosciano ogni volta che una protagonista, sia essa di maglia bianca o giallo, inventa qualcosa d'insolito; eh sì, abbiamo un pubblico competente!
Nulla di nuovo nell'ultima frazione: Elander raccomanda alle sue ragazze un pizzico di cattiveria in più, ma, quando le svedesi diventano troppo rudi, ci pensa Colleen Sostorics ad ammorbidirle. Il punteggio non cambia più e la gente di qui ringrazia Canada e Svezia per la più bella propaganda che l'hockey femminile potesse sperare. Purtroppo però anche le cose belle finiscono.

Nel dopo-partita c'è la premiazione con enormi medaglie d'oro (ma è cioccolato Caffarel, industria guida della vallata - nella foto il sindaco di Torre Pellice premia Vicky Sunohara), poi l'intervista d'unatelevisione canadese a Caroline Ouellette dal gioco sontuoso, la caccia all'autografo dei giovani valpellicesi e la festa al Gilly Hotel che chiude l'intensa giornata. Katie Weatherston, che ha l'incarico di fare da portavoce per l'équipe bianco-rossa, sorprende tutti sfoggiando un italiano ammiravole (Katie ha la mamma originaria della Campania) e consegna a Claudio Bertalot, portiere in gioventù, una maglia dedicata del Canada; Bertalot risponde consegnando alle atlete delle due squadre il libro "Le giarrettiere rosa/The pink garters", storia dell'hockey femminile italiano con cenni sulle otto protagoniste di Torino 2006. Si scambiano doni anche le due contendenti della serata ed il rappresentante svedese si complimenta con le avversarie per la loro vittoria, poi aggiunge: "Siete ancora le più forti, ma noi ci proveremo sempre e mi auguro che arriverà il giorno in cui riusciremo finalmente a battervi".
Un modo adeguato per chiudere questa cronistoria è rendere omaggio ad una delle migliori giocatrici di sempre, Danielle Goyette. Lei ha compiuto 40 anni proprio a Torre Pellice, il 30 gennaio (è nata a St-Nazaire, in Quebec, nel 1966), ha vinto una medaglia d'oro e una d'argento alle Olimpiadi, sette d'oro e una d'argento ai Mondiali. è in testa nella classifica a punti dei Giochi (2 edizioni, 11 gol segnati e 8 assist) davanti a Cammi Granato e Hayley Wickenheiser, è seconda in quella di tutti i tempi per i Campionati mondiali (8 giocati, 31 reti e 26 assist), gioca nel Calgary Oval X-Treme (lega professionistica dell'Ovest). L'attaccante canadese avverte però che il professionismo delle donne non è remunerativo come quello maschile: lei gioca e lavora, l'unico vantaggio le viene dal lavorare 24 ore settimanali ed essere pagata per 48, cioè per il tempo che dedica all'hockey tra allenamenti e partite. Danielle sta finendo di cenare mentre parliamo e attacca un budino al cioccolato con buona lena rivelando che non è sempre facile convivere con le compagne di squadra più giovani: "Ad una certa età succede che si ha più voglia di stare da soli e loro non lo capiscono, farebbero sempre festa". Le chiedo se vuole un altro budino, rifiuta: "Sono un'atleta in attività", mi dice e strizza l'occhio aggiungendo che le piacerebbe giocare ancora almeno un anno e "No, ai Giochi di Vancouver non ci penso". Eppure in pista è stata ancora una volta stupenda! Merci Danielle et bonne chance pour tes troisièmes Jeux.


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