HOCKEY SU GHIACCIO FEMMINILE

Torneo preolimpico di Torino

 Le giarrettiere rosa/The Pink Garters
2006 Pre-Olympic Test Tournament - Turin/Italy (07.11.2005 - 12.11.2005)

RISULTATI E (torneo principale - torneo di qualificazione - finali) - PRESENTAZIONE

lun. 7

Stati Uniti - Finlandia
1 - 0 (1-0, 0-0, 0-0)

Stati Uniti: Vogt, Dreyer (n.e.), Brodt, Kennedy, Ruggiero, Resor, Cahow, Engstrom, Hagerman, Wall, Wendell, Insalaco, Potter, Chu, Stephens, Kauth, King Ka, King Kr, Darwitz, Dunn-Luoma, Keady.
Finlandia: Hassinen, Räty ( n.e.), Sirviö, Kovalainen, Kuoppala, Mertanen, Laaksonen, Pelttari, Tuominen Sa, Pehkonen, Rantamäki, Saarinen, Hoikkala, Fisk, Similä, Riipi, Parviainen, Tuominen St.
Arbitri: Schreiber (GER), Bednarova (CZE), Stanley (GBR).
Reti: 15'50 (USA) Darwitz (Resor). Tiri: 26-13. Penalità: 12-10. Spettatori: 1372.

Il Palasport o PalaIsozaki, chiamatelo come volete, impressiona: è di una bellezza glaciale appropriata all'avvenimento che ospita. Anche Stati Uniti e Finlandia, le due squadre che per prime provano il ghiaccio dell'impianto olimpico, sono appropriate, per classifica e carisma, nel mondo dell'hockey femminile.
L'inizio è tutto "stelle e strisce"; le ragazze finlandesi difendono bene, ma la paura di scoprirsi le porta a giocare soltanto di rimessa e rare sono le loro incursioni in zona di attacco. Maija Hassinen, l'estremo difensore finnico, si distingue subito per il piazzamento e la prontezza di riflessi. Nemmeno le prime penalità mutano l'assetto della gara, poi, al 12', mentre è in panca puniti Sari Fisk, esperta e brava, un'iniziativa di Krissy Wendell entusiasma, ma l'attaccante trova l'opposizione di due difensori porprio un attimo prima della conclusione.
Il pubblico, scarso, è come diradato dall'ampiezza dello stadio e dalle scarse informazioni che ha sulle protagoniste. Non conoscere gli attori principali toglie un po' di gusto allo spettacolo ed i media dovrebbero assumersene la responsabilità.
Hassinen si oppone ancora alla Wendell, la più intraprendente delle americane, ma, dieci secondi più tardi, il guizzo decisivo riesce a Natalie Darwitz ed è il gol che deciderà la partita.
Nel secondo tempo le finlandesi escono dal guscio e provano a recuperare e il gioco si fa più equilibrato, però l'incontro è sempre gestito dalle statunitensi. Nell'ultima frazione sale in cattedra Angela Ruggiero, la migliore al mondo in difesa; gli USA giocano come il gatto con il topo, ma non passano, Hassinen si supera in più occasioni ed il primo match del torneo termina con il minimo scarto.
Formidabile l'organizzazione messa in mostra dalle vincitrici: cambi volanti, power play e schemi sono da professioniste, è mancato un po' il "fuoco" agonistico, ma succede in questi incontri interlocutori.
Le migliori: Angela Ruggiero per gli Stati Uniti e Maija Hassinen per la Finlandia.

lun. 7

Canada - Svezia
3 - 1 (1-1, 1-0, 1-0)

Canada: Labonte, Small (n.e.), Pounder, Ferrari, Sostorics, Bonhomme, MacLeod, Ouellette, Piper, Apps, Wickenheiser, Hefford, Botterill, Bechard, Weatherston, Vaillancourt, Kingsbury, Campbell, Sunohara, Goyette.
Svezia: Martin, Anderson C.(n.e.), Holmlöv, Elfsberg, Lundberg, Eliasson, Malmström, Lindberg, Berggren, Rooth, Holst, Svensson, Winberg, Jansson, Rundqvist, Nevalainen, O'Konor, Sjölander, Andersson E., Lorsell, Johansson.
Arbitri: Sipila (FIN), Mogilnikova (KAZ), Tschorner (ITA).
Reti: 13'05 (SWE) Sjolander (Rooth) s.n.; 14'03 (CAN) Ouellette (MacLeod, Wickenheiser); 26'53 (CAN) Sunohara (Sostorics, Goyette); 49'20 (CAN) Kingsbury (Apps). Tiri: 57-14. Penalità: 12-16. Spettatori: 2121.

L'incontro serale tra "foglie d'acero" canadesi e "tre corone" svedesi ha un'altra cornice di pubblico e forse è sufficiente questo per dare maggiore verve alla contesa. In pista anche un po' d'Italia: la giudice di linea Helga Tschorner, bolzanina.
Il Canada sembra straripante, la Svezia "tosta". Bello scontro. Nel pomeriggio s'era visto viaggiare il disco, ora viaggiano ad alta velocità disco e giocatrici; non c'è un agonismo esasperato, quello che esalta le battaglie hockeistiche, ma le gialle di Svezia ci mettono un po' di pepe bistrattando le attaccanti avversarie. Curiosamente, almeno per due tempi, sono le canadesi a prendere più penalità e non per errori arbitrali: succede che le "marcantonie" scandinave giocano al limite del regolamento e le avversarie finiscono col farsi sorprendere in piccole vendette che l'ottima Sipila, capo arbitro finlandese, vede puntualmente.
Proprio in superiorità numerica la Svezia trova un vantaggio insperato grazie a Therese Sjolander che fulmina l'estremo canadese nell'angolino alto alla sinistra del portiere. Non passa nemmeno un minuto che il Canada, preso per mano da Wickenheiser, pareggia; stupenda Hayley , volitiva come una debuttante, che attacca e difende senza concedersi pause. C'è penalità contro le svedesi, Labonte esce a precipizio per lasciare spazio ad una giocatrice di movimento e, senza che le avversarie riescano a toccare il disco, Wickenheiser passa a Carla MacLeod il cui tiro è deviato in rete da Caroline Ouellette.
Le canadesi giocano un hockey che fa spettacolo e potrebbero chiudere il match se non ci fosse l'ottima Kim Martin a chiudere la saracinesca in più di un'occasione. Nella ripresa il vantaggio delle nordamericane viene su combinazione Goyette, Sostorics, Sunohara, poi tante occasioni sciupate d'un soffio. La Svezia tiene per due terzi di gara, ma nel terzo tempo crolla fisicamente; il Canada segna ancora con Gina Kingsbury e chiude con un parziale di 25-2 nei tiri in porta. Grande squadra.
Le migliori: Hayley Wickenheiser per il Canada e Kim Martin per la Svezia.

mar. 8

Finlandia - Canada
1 - 3 (0-1, 1-2, 0-0)

Finlandia: Hassinen,Räty (n.e.), Sirviö, Kovalainen, Kuoppala, Mertanen, Laaksonen, Pelttari, Kiipeli, Tuominen Sa, Pehkonen, Rantamäki, Saarinen, Hoikkala, Tallus, Fisk, Riipi, Parviainen, Similä, Tuominen St.
Canada: Small, St-Pierre (n.e.), Sostorics, Bonhomme, MacLeod, Ouellette, Pounder, Kellar, Campbell, Sunohara, Goyette Piper, Apps, Wickenheiser, Hefford, Botterill, Antal, Agosta, Vaillancourt, Kingsbury,.
Arbitri: Bezshaposhnikova (RUS), Boniface (FRA), Skovbakke (DEN).
Reti: 17'08 (CAN) Vaillancourt (MacLeod); 24'27 (FIN) Riipi (Rantamaki); 31'20 (CAN) Piper (Wickenheiser); 39'04 (CAN) Hefford (Ouellette). Tiri: 11-33. Penalità: 12-14. Spettatori: 5986.

La giornata si apre con una magnifica cornice di pubblico: il Palasport Olimpico è invaso dalle scolaresche e la vivacità dei ragazzi regala l'atmosfera giusta per godersi le "invenzioni" delle canadesi e l'ordinata opposizione delle finniche.
Il gol tarda ad arrivare, ma il Canada gioca lo stesso hockey della sera precedente fatto da ragnatele di passaggi e improvvise accelerazioni che mettono in mostra un ottimo controllo del disco ed un pattinaggio da favola. A rompere l'equilibrio è Sarah Vaillancourt dopo 17'08 di gioco; Hassinen continua a parare bene, ma la Finlandia si affaccia solo occasionalmente nel terzo difensivo delle avversarie. Ciononostante, un disco giocato con troppa sufficienza dalle canadesi sulla blu permette a Rantamaki d'inserirsi e porgere a Riipi per il momentaneo pareggio della Finlandia.
A metà gara le canadesi tornano in vantaggio con l'attivissima Cherie Piper, poi resta soltanto da annotare qualche preziosismo delle ragazze dirette da Melody Davidson: si segnalano Gillian Apps, Meghan Agosta e Jayna Hefford. Prorio quest'ultima porta a tre le reti del Canada con un affondo centrale e tiro improvviso mentre il difensore finlandese copriva la visuale al suo portiere.
Si continua a dire che il divario tra Nord America ed Europa si assottiglia, sarà anche vero, perché, almeno numericamente, i risultati sono cambiati, ma, per quanto visto fin qui in pista e senza nulla togliere alle brave scandinave (l'Europa che conta), la differenza è ancora lampante.
Ler migliori: Emma Laaksonen per la Finlandia e Meghan Agosta per il Canada.

mar. 8

Italia - Francia
1 - 3 (1-1, 0-1, 0-1)

Italia: Traversa, Frasnelli (n.e.), De Nardin, De Rocco, Bettarini, Sparer, Fiorese, Angeloni, Dolce, Friz, Caldart, Florian, Viel, Leitner, Bazzanella, Kaser, De La Forest, Carignano, Da Rugna, Toffano, Negrisolo, Bissardella.
Francia: Leenders, Lombard (n.e.), Favarin, Marin, Philippon, Duval, Bouetz, Boehrer, Canteux, Larche, Iszraelewicz, Bidaud, Bouche, Roy, Sawyerr, Ravillard, Locatelli, Allemoz, Fuster, Goutalier, Rangeon.
Arbitri: Wrazidlo (USA), Bednarova (CZE), Slivkova (SVK).
Reti: 02'03 (ITA) Caldart (Florian) s.n.; 19'18 (FRA) Iszraelewicz d.s.n.; 20'35 (FRA) Iszraelewicz i.n.; 51'06 (FRA) Favarin (Iszraelewicz) s.n.. Tiri: 29-17. Penalità: 16-22. Spettatori: 3070.

Risultato bugiardo. La Francia non ruba nulla, ma l'Italia ha molto da recriminare e nel gioco ha sovente sovrastato le avversarie. L'incontro, che le azzurre (in maglia slavata) meritavano almeno di pareggiare, è stato deciso da episodi nei quali l'esperienza internazionale di giocatrici come Deborah Israelewicz, Noelle Roy e Anne Cecile Favarin ha contato il triplo.
Vediamo la gara. L'Italia va subito in gol con Heidi Caldart assistita da Sabina Florian, poi controlla la prevedibile reazione delle francesi e va vicina al raddoppio in un paio di occasioni con Sissi Carignano al 10' e Maria Michaela Leitner un paio di minuti più tardi. Il pareggio francese arriva, in doppia superiorità numerica (sono fuori Viel e De Nardin) a meno di un minuto dal termine quando Chiara Traversa, che fino a quel momento si era ben comportata, commette un'ingenuità: la nostra goalie para un tiro in mischia, poi... controlla dov'è finito il disco e Israelewicz, come un falco, ne approfitta. Il risultato rispecchia l'andamento, le due squadre si sono equivalse e nessuno recrimina.
Il patatrak arriva in apertura di ripresa: Linda De Rocco, che mai commette errori così vistosi, regala un disco sulla blu mentre siamo in superiorità numerica (è fuori la grenobloise Jessica Sawyerr), ne approfitta ancora Israelewicz tirando subito e il disco, lemme lemme, s'infila tra i gambali della Traversa. Le nostre impiegano cinque minuti a riprendersi, ma la Francia non ne approfitta e la riscossa sembra a portata di mano quando la linea giovane (Da Rugna, Carignano, De La Forest) suona la carica. E' soprattutto Carignano a distinguersi nel frangente con iniziative che garantiscono del suo pieno recupero sul piano della volontà e dell'impegno, davvero brava; De La Forest collabora da par suo e Da Rugna si batte come una leonessa, unico neo della feltrina è di giocare a testa bassa e non vedere così le compagne smarcate.
In apnea le francesi ci vanno quando l'armata bolzanina spinge sull'acceleratore: innumerevoli sono le iniziative del trio Leitner, Florian, Kaser con la partecipazione di Katharina Sparer, nostro migliore difensore nella serata, e di una rinfrancata, dopo un inizio un po' balbettante, Valentina Bettarini. Sparer e Bettarini sono velocissime nei recuperi, Leitner esalta il pubblico (3.000 i presenti) con la sua pattinata da manuale, "Cin cin" Florian prova il tiro da tutte le posizioni, Kaser lavora negli angoli recuperando dischi preziosi, ma Orane Leenders è brava a dire sempre di no ben aiutata da Favarin e Bouetz. Il risultato non cambia e gli alleggerimenti di Roy e Ravillard non bastano a giustificare il fatto di andare al secondo riposo sotto di un gol (14-5 a nostro favore i tiri in porta).
Stessa falsariga nei venti minuti finali. Italia arrembante senza trovare varchi, poi, a 51'06 le francesi allungano a con una stupenda combinazione Israelewicz-Favarin (sempre loro), è fuori Manuela Friz, costretta al fallo per salvare una situazione di massimo rischio, e Traversa incassa senza colpe. Comincia a mancare la necessaria lucidità e Leenders non molla, finisce 1-3, ma le ragazze italiane si meritano l'applauso del pubblico. Nella replica si vedrà.
Alcune note per concludere: è rispuntato, maledizione, il powder puff (piumino da cipria usato al posto del power play in superiorità numerica), pesano l'incompleto recupero di Nadia De Nardin, ferma da inizio stagione, e le assenze di Federica Zandegiacomo e Debora Montanari (in lacrime per l'infortunio al ginocchio che la terrà lontana dalle piste per un mese). Un po' giù Sabrina Viel e un po' lenta nei recuperi Micky Angeloni, chi va incoraggiata è la torinese Chiara Traversa: a sedici anni non è facile giocare, davanti al proprio pubblico, la seconda partita da titolare del ruolo.
Le migliori: Katharina Sparer per l'Italia e Deborah Iszraelewicz per la Francia.

mer. 9

Svezia - Stati Uniti
0 - 3 (0-1. 0-2, 0-0)

Svezia: Martin, Anderson C.(n.e.), Holmlöv, Elfsberg, Berggren, Eliasson, Lundberg, Lindberg, Malmström, Svensson, Andersson G., Rooth, Holst, Winberg, Jansson, Rundqvist, Nevalainen, O'Konor, Sjölander, Andersson E., Lorsell, Johansson.
Stati Uniti: Gunn, Vogt, (n.e.), Ruggiero, Wall, Brodt, Engstrom, Kennedy, Resor, Cahow, Hagerman, Wendell, Stephens, Darwitz, Potter, Chu, King Ka, Kauth, King Kr, Insalaco, Dunn-Luoma, Keady.
Arbitri: Reddy (CAN), Boniface (FRA), Skovbakke (DEN).
Reti: 15'15 (USA) Stephens (Ruggiero, Wendell) s.n.; 28'33 (USA) Ruggiero (Wendell) s.n.; 32'13 (USA) Stephens (Wendell, Darwitz) s.n.. Tiri: 14-27. Penalità: 12-12. Spettatori: 4367.

Chiasso assordante: le scolaresche rendono un ottimo servizio a Torino Esposizioni esaltando le contendenti e mettendo così in secondo piano alcune magagne (ghiaccio da granita al limon, punti di ristoro con prezzi stellari e cibo da dimenticare dopo il primo morso). In pista, il copione è lo stesso del confronto tra Svezia e Canada: svedesine/one almeno arcigne e avversarie che, ribellandosi, finiscono sulla panca dei puniti.
A 3'50 Jennifer Potter supera "saracinesca" Martin, ma il palo nega il vantaggio agli Stati Uniti che giocano in inferiorità numerica. Due minuti più tardi, con Wall fuori per ostruzione, s'infortuna Julie Chu; peccato perché l'attaccante era stata tra le più ispirate già nel primo match. Le americane giocano a memoria e dominano nonostante le frequenti penalità, ma si perdono vicino alla gabbia della Svezia. Qualche scintilla tra Sjiolander e Stephens è il preludio alla prima marcatura: questa volta in panca puniti c'è Bergreeen e gli USA, con una perfetta manovra Wendell, Ruggiero, Stephens, riescono a mettere fuori causa Kim Martin.
Wendell impazza, il suo codino biondo pare avere un riflettore dedicato tanto è visibile sulla pista. Le svedesi controllano come possono, però il folletto statunitense le punisce ad ogni power play e così, con Lundberg in panca puniti, Krissy dà a Ruggiero il disco del 2-0 e, quattro minuti più tardi (è fuori ancora Bergreen), una splendida azione Darwitz-Wendell mette Kelly Stephens in condizione di fissare il risultato finale.
L'ultima frazione non ha più nulla da dire, le squadre si sono acquetate e solo l'eccessivo agonismo di Daniela Rundqvuist provoca qualche sommovimento. In tribuna c'è Heyley Wickenheiser che, riconosciuta, distribuisce sorrisi e strette di mano a fans giovani e meno giovani. Gran personaggio.
Le migliori: Maria Rooth per la Svezia e Kristen Wendell per gli Stati Uniti.

mer. 9

Francia - Italia
6 - 3 (2-1, 2-2, 2-0)

Francia: Leenders, Lombard (n.e.), Favarin, Marin, Philippon, Duval, Bouetz, Boehrer, Canteux, Larche, Iszraelewicz, Bidaud, Bouche, Roy, Sawyerr, Ravillard, Locatelli, Allemoz, Fuster, Goutalier, Rangeon.
Italia: Frasnelli, Traversa (n.e.), Bettarini, Sparer, De Rocco, Friz, Fiorese, Angeloni, De Nardin, Dolce, Leitner, Bazzanella, Kaser, Caldart, Florian, Bissardella, Viel, Toffano, Negrisolo, Da Rugna, Carignano, De La Forest.
Arbitri: Sipila (FIN), Mogilnikova (KAZ), Stanley (GBR).
Reti: 06'05 (FRA) Bidaud (Allemoz, Iszraelewicz) s.n.; 06'42 (FRA) Sawyerr (Philippon, Rangeon); 16'35 (ITA) Florian (Caldart); 21'59 (FRA) Fuster; 22'46 (FRA) Bouche (Marin); 29'43 (ITA) Leitner (Sparer); 32'02 (ITA) Leitner (Sparer, Bettarini) d.s.n.; 42'56 (FRA) Iszraelewicz (Bidaud) s..n.; 54'57 (FRA) Roy (Bidaud) p.v.. Tiri: 14-16. Penalità: 30-20. Spettatori: 1246.

Là dove volano le rondini nella cattiva stagione, io ci manderei a svernare "Napoleone" Sparer. Lui sarà un ottimo allenatore, saprà anche governare l'invincibile armata delle Eagles Bolzano, ma non ha, e mi ripeto, il minimo senso delle opportunità, non sa cambiare il corso delle partite, non esce dai suoi preconcetti nemmeno di fronte all'evidenza.
Il bis con la Francia comincia da qui, comincia dal confinamento in panchina della linea Da Rugna, Carignano, De La Forest, linea che era piaciuta nell'altra gara. Comincia dall'insulso giro di difensori senza un accenno a salvaguerdare Bettarini dalla colpa di essere giovane e non sapere cosa fare se pressata. Comincia dalla presunzione di sfiancare le francesi giocando a una linea e mezza per due terzi di gara.
Ah, certo, Leitner-Florian-Kaser, con Sparer (figlia) dietro, mettono soggezione, forse però l'esperienza di Fiorese o De Nardin avrebbe dato maggiore peso ai power play (ammesso che sia previsto dai manuali tecnici che i difensori ricevano il disco durante le fasi di superiorità numerica), forse la linea "giovane" avrebbe permesso a tutte di rifiatare, comprese le agordine che non ho mai visto così in affanno, e Toffano? Che ci faceva Silvia Toffano, il nostro "Jolly" che sa difendere e distribuire gioco, ad ammuffire in panchina? Bah!
Sia lode alla Francia, ma senza esagerare, perché con Iszraelewicz meno ispirata è toccato alle grenobloise (Bidaud, Sawyerr, Bouetz più le ex Favarin e Roy) togliere le castagne dal fuoco. Le transalpine hanno giocato a corrente alternata: fiammate miste a lunghi periodi di pausa durante i quali poteva succedere di tutto; in realtà non succedeva nulla perché Leenders, attenta, dava garanzie e l'Italia, con Maria Michaela Leitner guardata a vista, non trovava sbocchi.
I primi due gol, in 37 secondi, sono da KO, poi tutte lavorano come pazze e Sabina Florian, con l'assist di Heidi Caldart, riaccende il lumicino; peccato che in apertura di ripresa, questa volta in 47 secondi, la Francia salga a quattro! E' brava la linea "Eagles" a ricucire, bravissima la "Regina degli Elfi" a smarcarsi per farci tornare sotto, ma così non può durare: dalla panchina giungono soltanto segnali di sfiducia per 2/3 di squadra e, quando comincia a mancare la benzina anche alle big, non resta che attendere la fine; Bidaud sfugge ad Angeloni e dà a Iszraelewicz il disco per un facile 5-3, Sparer toglie Frasnelli a sei minuti dal termine e incassa, da Roy, il 6-3 a porta vuota. Amen.
Allora: l'Italia hockeistica è divisa in due da una netta linea di demarcazione che comprende il territorio bagnato dal corso dell'Adige fino a Mezzocorona (con qualche concessione all'Isarco) e il resto della nazione, le giocatrici possono essere preparate e dotate, solo ben preparate o carne da macello, le partite si vincono se Leitner e Florian segnano abbastanza, altrimenti si perdono, in pista scende chi ha giocato l'EWHL possibilmente con il Bolzano. Potrei persino sottoscrivere se tutte queste condizioni fossero le caratteristiche tecniche di una macchina, non per delle ragazze con pensieri, emozioni, sentimenti, paure, rabbie e ingenuità.
Le migliori: Françoise Bidaud per la Francia e Sabina Florian per l'Italia.

giov. 10

Canada - Stati Uniti
5 - 0 (2-0, 2-0, 1-0)

Canada: St-Pierre, Small (n.e.), Kellar, Ferrari, MacLeod, Bredin, Sostorics, Bonhomme, Weatherston, Apps, Wickenheiser, Antal, Agosta, Kingsbury, Ouellette, Hefford, Bechard, Campbell, Sunohara, Goyette, Vaillancourt.
Stati Uniti: Dreyer, Gunn (n.e.), Ruggiero, Wall, Cahow, Engstrom, Kennedy, Resor, Brodt, Hagerman, Wendell, Stephens, Darwitz, Potter, King Ka, Dunn-Luoma, Kauth, Insalaco, Keady.
Arbitri: Schreiber (GER), Stanley (GBR), Tschorner (ITA).
Reti: 00'22 (CAN) Wickenheiser (Weatherston); 17'18 (CAN) Bredin (Goyette, Campbell); 29'34 (CAN) Ouellette (Apps) s.n.; 31'57 (CAN) Hefford (Ouellette, Sunohara) s.n.; 42'49 (CAN) Antal (Bechard) i.n.. Tiri: 30-24. Penalità: 18-18. Spettatori: 3962.

La paura è che giochino per finta in attesa della finale; non è così e lo dimostra subito l'interplanetaria Wickenheiser che nello spazio di un sospiro porta il Canada a condurre. Gli USA faticano a ritrovarsi perché le avversarie pressano su ogni disco e in ogni parte della pista: non avessi visto le statunitensi irridere fior di giocatrici, come quelle di Finlandia e Svezia, con passaggi e manovre da manuale, direi che sono qui con le riserve tanto è netto il divario.
Ci provano le "stelle e strisce", però, quando già credono di essere uscite dal tunnel, ecco il raddoppio canadese frutto d'una fantastica intesa tra Campbell, Goyette e Bredin, mentre per loro c'è soltanto una traversa a mitigare la supremazia delle rivali di sempre. Due power play consecutivi permettono poi al Canada d'involarsi; nel primo Pam Dreyer mette male la stecca e catapulta nella propria rete il disco, un infortunio che, ai portieri bravi come lei, succede di rado, poi è la classe di Caroline Ouellette a brillare quando, su invito di Sunohara, porge a Hefford il disco del 4-0. Siamo a metà ripresa e la gara è già da archiviare.
Oh, ci sarà ancora da divertirsi, soprattutto con Kim St-Pierre che non vuole dare la minima soddisfazione alle avversarie, con Wickenheiser nel ruolo di giocatrice guida, con Sotorics a menare la danza in difesa, ma è tutto il Canada a fare buona impressione mentre sull'altra sponda le stelle non riescono a splendere come ci si aspetterebbe. Finisce con un'altra traversa colpita dagli USA e il quinto gol canadese, addirittura in inferiorità, a significare che per le americane non è giornata.
Le migliori: Caroline Ouellette per il Canada e Molly Engstrom per gli Stati Uniti.

giov. 10

Finlandia - Svezia
6 - 2 (1-1, 2-0, 3-1)

Finlandia: Hassinen, Räty ( n.e.), Laaksonen, Pelttari, Sirviö, Kovalainen, Kuoppala, Mertanen, Kiipeli, Tuominen Sa, Pehkonen, Rantamäki, Parviainen, Saarinen, Hoikkala, Tallus, Fisk, Riipi, Similä, Tuominen St.
Svezia: Anderson C., Martin (n.e.), Holmlöv, Elfsberg, Eliasson, Svensson, Malmström, Lindberg, Berggren, Lundberg, Andersson G., Rooth, Holst, Winberg, Jansson, Rundqvist, Nevalainen, O'Konor, Sjölander, Andersson E., Lorsell, Johansson.
Arbitri: Bezshaposhnikova (RUS), Boniface (FRA), Slivkova (SVK).
Reti: 11'05 (SWE) Jansson (Lindberg) s.n.; 14'09 (FIN) Sirvio (Tuominen) d.s.n.; 20'38 (FIN) Tuominen (Laaksonen, Rantamaki); 24'07 (FIN) Rantamaki (Tuominen, Pehkonen); 48'15 (FIN) Kovalainen (Hoikkala, Sirvio) s.n.; 49'14 (SWE) O Konor (Lindberg); 51'12 (FIN) Rantamaki (Pelttari) s.n.; 52'16 (FIN) Rantamaki (Tuominen, Laaksonen) s.n.. Tiri: 42-22. Penalità: 14-28. Spettatori: 2380.

Elander, il coach svedese, aveva annunciato una squadra già rodata ed i risultati, anche contro la Finlandia, sembravano dargli ragione, non così la pista di Torino Esposizioni dove le avversarie hanno ripreso l'antico sopravvento dominando la compagine delle "Tre corone".
Il primo tempo è abbastanza equilibrato: la Finlandia fa più gioco, le svedesi sembrano agonisticamente superiori; a rompere l'equilibrio è una penalità che tocca a Fisk, la Svezia crea il caos davanti ad Hassinen e Jansson ottiene il gol quando l'ottimo portiere finlandese, coperto, scende con un attimo di ritardo sul tiro.
Esagerano le "gialle" di Svezia, escono Holmlov e Jansson per carica e trattenuta e Sirvio, assistita da Saara Tuominen, pareggia. La stessa Tuominen, uno spiritello dotato che ti ritrovi ovunque in pista, affossa le avversarie in avvio di ripresa: prima va a segno su invito di Laaksonen e Rantamaki, poi offre alla stessa Rantamaki il disco del doppio vantaggio. Lì s'arresta la navicella vichinga, gli altri quattro gol (tre per le finlandesi ed uno per le svedesi) arrotondano il punteggio, ma servono soltanto a ribadire la migliore organizzazione di gioco delle vincitrici tra le quali continua a stupire favorevolmente Maija Hassinen per rapidità e senso della posizione. Da anni la Finlandia aspettava un portiere così e, se Torino non è stato un caso, questa giovanissima può legittimamente aspirare al ruolo di protagonista.
In campo avverso Martin ha fatto il suo dovere pur brillando di meno che contro le nordamericane, la migliore linea è stata la terza (Lindberg, Malmstrom, Nevalainen, O' Konor, Sjolander), un po' spaesata Pernilla Winberg, meno efficaci del solito Maria Rooth ed Erika Holst.
Le migliori: Saara Tuominen per la Finlandia e Ylva Lindberg per la Svezia.

ven. 11

Finale 5/6 posto
Svezia - Italia
14 - 0 (5-0, 5-0, 4-0)

Svezia: Martin, Anderson C. (n.e.), Elfsberg, Andersson G., Holmlöv, Eliasson, Svensson, Malmström, Berggren, Lundberg, Rooth, Holst, O'Konor, Winberg, Jansson, Rundqvist, Lindberg, Nevalainen, Sjölander, Andersson E., Lorsell, Johansson.
Italia: Traversa (fino a 29'51), Frasnelli (da 29'52), De Rocco, Fiorese, Bettarini, Sparer, De Nardin, Friz, Angeloni, Dolce, Caldart, Florian, Viel, Leitner, Bazzanella, Kaser, Negrisolo, Toffano, Bissardella, De La Forest, Carignano, Da Rugna.
Arbitri: Reddy (CAN), Bednarova (CZE), Mogilkova (KAZ).
Reti: 01'26 (SWE) Nevalainen (Sjolander) s.n.; 02'47 (SWE) O Konor (Rooth); 03'20 (SWE) Rundqvuist (Eliasson); 06'21 (SWE) Sjolander (Svensson) i.n.; 18'58 (SWE) Rooth (Holst) s.n.; 21'47 (SWE) Nevalainen (Sjolander, Lindberg); 29'12 (SWE) Winberg; 32'33 (SWE) Holmlov (Eliasson)) s.n.; 34'05 (SWE) Elfsberg (Rooth); 39'19 (SWE) Winberg (Rundqvist) s.n.; 41'39 (SWE) Rooth (O Konor) s.n.; 44'00 (SWE) Lorsell (Andersson); 45'33 (SWE) Rundqvist (Winberg, Holmlov): 52'46 (SWE) Sjolander (Bergreen). Tiri: 47-11. Penalità: 14-14. Spettatori: 4180.

Il primo impatto ufficiale con "l'altro mondo" mette soggezione alle nostre, ma il pericolo vero è che dia fiato ai nemici dell'hockey femminile italiano. Che non ci sia partita tra le prime quattro del ranking mondiale e tutte le altre squadre è cosa risaputa ed è dunque evidente che, a Torino, Francia e Italia siano destinate a subire pesanti passivi; per noi sarà così anche alle Olimpiadi perché l'hockey delle donne è troppo giovane per permettere alle ultime arrivate di colmare lacune derivanti da: storia, tradizione, cultura, numero di praticanti e forza del movimento all'interno dei sinfoli Paesi; per fortuna le ragazze saranno sostenute, alla pari con i maschietti, dallo sponsor FIAT con il marchio dei veicoli commerciali Doblò ed è questa la più bella notizia della giornata.
La Svezia comincia come se avesse di fronte la "nemica" Finlandia (tanto brucia alla squadra delle "Tre corone" la sconfitta di ieri) e, per le azzurre, i primi sei minuti sono da incubo; poi la partita si snoda sul copione previsto e prevedibile e cioè con le scandinave a cercare di fare gioco e le italiane a tentare di resistere e, quando possibile, dare anche un po' di lavoro all'estremo difensore avversario.
Bisognerebbe prendere meno penalità, ma il più delle volte la scorrettezza è una diretta conseguenza della diversa velocità delle giocatrici; proprio la velocità, di pattinaggio e di esecuzione, è il dato che maggiormente allontana le svedesi dalle nostre. Qui si potrebbe riaprire il discorso su Sparer perché, in effetti, solo la migliore linea delle Eagles Bolzano è in grado di competere, mi auguro però che il coach non pensi di poter giocare alla pari con le svedesi e allora continuo la mia filippica contro le sue scelte che penalizzano, senza motivo, alcune atlete. Nel caso specifico, appurate le difficoltà dei tre quarti della squadra, non capisco quale logica perversa gli abbia suggerito di negare a Carignano e De La Forest, le sole atlete piemontesi insieme a Chiara Traversa, un'adeguata e meritata "visibilità" sulla pista di casa. E non mi si venga a dire che ho delle prevenzioni nei confronti del mister!
Mentre penso queste cose, la Svezia veleggia tranquilla mettendo in mostra i suoi gioielli (alle solite Rooth e Martin, concentratissima anche se impegnata occasionalmente, aggiungerei almeno Elin Holmlov e Therese Sjolander), esibendo in più le sedicenni Elin Eliasson e Pernilla Winberg o la diciottenne Frida Nevalainen che, già note in campo internazionale, erano rimasti alla finestra nelle precedenti gare. Tra le protagoniste dei test events ci sarebbe spazio ancora per Danijela Rundqvist, peccato che la sua indole la porti sovente ad eccedere in scorrettezze.
In un match senza cronaca di parte azzurra, merita qualcosa di più della semplice segnalazione la nostra Leitner: è stata, quella di Maria Michaela una partita esemplare per caparbietà e puntiglio; la nostra scandinava è stata lei e se n'è accorto il pubblico che ha più volte sottolineato le sue azioni con l'applauso. Anche Kaser e Florian sono uscite a testa alta dal confronto, purtroppo per Sabina la testa alta è solo un modo di dire perché, a meno di due minuti dal termine, ha subito un brutto colpo alla gola ed è uscita in barella (Frasnelli, che era lì vicino, e Rosy Giordano, la team leader, da me interpellate hanno escluso gravi conseguenze); auguri a "Cin cin".
Le migliori: Therese Sjolander per la Svezia e Maria Michaela Leitner per l'Italia.

ven. 11

Finale 3/4 posto
Finlandia - Francia
11 - 0 (3-0, 6-0, 2-0)

Finlandia: Räty, Hassinen (n.e.), Laaksonen, Pelttari, Sirviö, Kovalainen, Mertanen, Kiipeli, Kuoppala, Tuominen Sa, Pehkonen, Rantamäki, Parviainen, Similä, Tuominen St., Tallus, Fisk, Riipi.
Francia: Leenders, Lombard (n.e.), Favarin, Marin, Philippon, Duval, Bouetz, Boehrer, Canteux, Larche, Iszraelewicz, Bidaud, Bouche, Roy, Sawyerr, Rangeon, Allemoz, Fuster, Goutalier.
Arbitri: Wrazidlo (USA), Slivkova (SVK), Tschorner (ITA).
Reti: 04'35 (FIN) Mertanen (Fisk); 15'48 (FIN) Rantamaki (Pelttari, Pehkonen); 18'06 (FIN) Tuominen (Pehkonen); 24'45 (FIN) Fisk (Riipi) s.n.; 29'35 (FIN) Riipi s.n.; 31'06 (FIN) Rantamaki; 31'37 (FIN) Riipi (Pelttari); 32'23 (FIN) Rantamaki; 36'59 (FIN) Kiipeli (Rantamaki); 41'49 (FIN) Kovalainen (Sirvio); 55'00 (FIN) Rantamaki (Tuominen, Pehkonen). Tiri: 64-7. Penalità: 14-14. Spettatori: 4470.

Per Finlandia - Francia si può parlare di copia conforme della partita precedente; anche qui il divario non era da scoprire nel Torneo pre-olimpico perché le "bleu" hanno, in casa loro, una situazione molto simile a quella dell'Italia sul piano della diffusione della disciplina. Il fatto che le francesi godano di una migliore classifica mondiale delle nostre, dipende dalla maggiore attenzione della FFSG nei confronti della sua squadra femminile.
Le due contendenti odierne hanno in comune un problema di cambio generazionale e qualcosa si comincia a vedere dall'una e dall'altra parte. Hassinen, Pehkonen, e Saara Tuominen sono le degne eredi di personaggi come Riipi, Fisk e Rantamaki tra le file della terza poteza hockeistica mondiale, ma avrei pensato di vedere a Torino anche qualche under 18 e invece Hannu Saintula ha privilegiato l'esperienza. La Francia del "dopo" Duchamp e Gwenola Personne ha presentato alcune giovani di sicuro interesse come Orane Leenders, Elodie Marin e Marion Allemoz, ma, se non saprà dare nuovo impulso al suo campiuonato disperso in mille rivoli, si troverà ben presto a fare i conti con una base dove i soli club di Cergy e Grenoble non saranno sufficienti alla sopravvivenza.
Detto questo e concesso alle transalpine di avere fatto il loro dovere battendo ancora una volta l'Italia (priva però di due pedine fondamentali come Debora Montanari e Federica Zandegiacomo), il divario in pista con il vertice d'Europa è rimasto lo stesso. Ci provano le francesi, ci provano per quasi tutto il primo tempo a reggere l'onda d'urto delle avversarie, poi la Finlandia dilaga ed il conto dei tiri in porta la dice lunga sugli effettivi rapporti di forza. Solo Favarin e occasionalmente Roy riescono a dare grattacapi alle favorite e, mentre Leenders si fa in quattro per limitare il passivo, le finlandesi, felici di avere battuto la Svezia nella gara per loro più importante, giocano senza più cattiveria.
Le migliori: Karoliina Rantamaki per la Finlandia e Orane Leenders per la Francia.

sab. 12

Finale 1/2 posto
Canada - Stati Uniti
7 - 0 (5-0, 1-0, 1-0)

Canada: St-Pierre, Labonte (n.e.), Pounder, Ouellette, Kellar, Ferrari, Sostorics, Bonhomme, Hefford, Botterill, Bredin, Piper, Wickenheiser, Vaillancourt, Antal, Agosta, Bechard, Campbell, Sunohara, Goyette, Weatherston.
Stati Uniti: Vogt (fino a 11'56), Dreyer (da 11'56), Ruggiero, Wall, Brodt, Engstrom, Kennedy, Resor, Cahow, Hagerman, Wendell, Stephens, Darwitz, Potter, King Ka, Dunn-Luoma, Kauth, Insalaco, Keady.
Arbitri: Sipila (FIN), Boniface (FRA), Stanley (GBR).
Reti: 02'53 (CAN) Antal (Agosta); 06'30 (CAN) Wickenheiser (Piper); 11'56 (CAN) Wickenheiser (Bonhomme) d.s.n.; 13'40 (CAN) Weatherston (Hefford, Wickenheiser) s.n.; 17'21 (CAN) Weatherston (Ouellette) d.s.n.; 24'06 (CAN) Hefford (Botterill); 56'18 (CAN) Campbell (Goyette). Tiri: 26-16. Penalità: 12-14. Spettatori: 3019.

Che hockey quello delle canadesi! Il lavoro di Melody Davidson e dei suoi quattro assistant coach risplende come una pietra preziosa dopo tre passate di lucidatura e gli Stati Uniti, che soltanto sei mesi addietro si erano "permessi" d'infrangere la serie mondiale delle "foglie d'acero", fanno una figura da europei di non grande levatura.
In tribuna, stranamente, non c'è la folla che ci si aspetterebbe: l'hockey delle donne fatica ancora ad avere una sua dimensione qui da noi e nemmeno la promessa dello spettacolo annulla i preconcetti. In tribuna molti ex giocatori incuriositi, uno di questi, tra un tempo e l'altro, mi dice: "Non credevo di vedere giocare a questo livello. Praticamente è lo stesso hockey, con meno cariche, ma con una velocità impressionante. Le ragazze sono meno scattanti, però che tecnica!"
Già, che tecnica! Heyley Wickenheiser dà saggi di bravura giocando da difensore e da attaccante; è lei l'anima di questo Canada strabordante, però tutta la squadra è su di giri ed il pressing scardina gli USA fin dal primo tempo. Le due reti iniziali vengono su azioni da manuale, le avversarie si affannano senza costrutto e, per salvarsi, prendono una doppia penalità che le canadesi trasformano subito in gol. A 11'56 esce Shari Vogt, frastornata, ma Pam Dreyer non ha il tempo di ambientarsi che Katie Weatherston la trafigge due volte: 5-0 in meno di venti minuti, cose da non credere.
Evidentemente la partita non ha più molto da dire e per il Canada c'è la passerella della vecchia guardia che impazza con Caroline Ouellette, Hefford, Sunohara, Campbell, Goyette e la sempre regale Kim St-Pierre; dovrò andarmi a rivedere gli annali per trovare un successo così netto e meritato.
Degli Stati Uniti è difficile parlare, persino la retroguardia è andata in crisi, salvo Darwitz, King e Stephens, ma aspetto di rivedere Krissy Wendell meglio sostenuta dalle compagne.
A pensarci bene 3000 spettatori non sono affatto pochi per un sabato pomeriggio: che Torino si stia innamorando dell'hockey?
Le migliori: Hayley Wickenheiser per il Canada e Natalie Darwitz per gli Stati Uniti.

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