La posta del sito
 Le giarrettiere rosa/The Pink Garters

Da: guglielmo.ghezze
Oggetto: Dario............
Data: 31 marzo 2010
A: pink.garters@byisobel.it
Mi è dispiaciuto,  Dario che simpatico ! ma anche Viglianco e Rivoira poi . . . .era una macchietta, Mauro più serio.... ! Io ho veramente riso con Saletta ed un altro personaggio di Asiago Frigo, anzi come diceva lui non di Asiago ma di uno dei paesi dell'altopiano dei sette comuni  Gallio. Con Dario siamo stati in nazionale Junior che tempi ! La prima e unica squadra che ha vinto gli europei portando la nazionale l'anno dopo ai mondiali junior (noi del 1959 eravamo già fuori età )  così tanto per ricordare ! Devo dire che abbiamo vinto, anche spesso perso ma, abbiamo tanto tanto riso Dario era veramente uno spasso dava morale a tutti sistemava le situazioni, Rivoira gli faceva da spalla! I ragazzi del Valpe di Cotta erano veramente simpatici,quantomeno originali. Mi ricordo i raduni a Valpe, le faticosissime trasferte da Cortina, l'ottimo ristorante Flipot ecc. ecc. Mi dispiace veramente, la stessa età, lo stesso sport in due situazioni così diverse. Scusa! un momento non voglio  dimenticarmi di Parodi lui era un grande della battuta! meglio ricordare la storia in questa maniera  !
Se puoi gira la mail alla famiglia ciao.
Enrico Ghezze   Cortina d'Ampezzo.

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Da: info@realtorino.it
Oggetto: articolo su Under 11 femminile
Data: 25 marzo 2010
A: byisobel@yahoo.it
Ho letto il suo articolo relativo alla partita disputata da una squadra femminile Under 11 mista formata da Como e Valpellice in cui Lei "non capisce i motivi per cui il Real Torino non abbia aderito".
Il motivo è semplice. Le nostre atlete erano impegnate in un torneo a cui noi avevamo già aderito da tempo e non ci sembrava giusto sottrarle. Quindi non c'è stato alcun divieto da parte delle nostra società.
L'incontro della U11 femminile non si poteva disputare in altra data e quindi abbiamo dovuto nostro malgrado rinunciare.
Credo che Lei saprà anche che il Real collabora da anni con ottimi risultati con il Como con cui condivide molte attività e molte formazioni e certamente è nostra intenzione continuarlo a fare anche per l'attività femminile Junior e Senior.
Ovviamente se in questa o altre iniziative si aggregherà anche la Valpe, che già collabora con noi con sue atlete nella Senior femminile, ne avremmo solo piacere.
Mi sembrava doveroso informarla. Se avrà bisogno di altre informazioni sono a Sua disposizione.
Cordiali saluti.
Massimo Traversa
REAL TORINO HC

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Da: m.niccolai
Oggetto: Hockey in "Rosa"
Data: 14 marzo 2010
A: pink.garters@byisobel.it
La storia di questa formazione delle Girls, in sintesi è questa:
Da un anno o poco più ho cercato di coinvolgere genitori, dirigenti e società nel progetto di formare una squadra femminile giovanile.
L'intento era ed è quello di cercare di motivare maggiormente le bambine che normalmente giocano in formazioni miste e che, dall'esperienza vissuta a Como, arrivate verso i 12/14 anni di età rinunciano per carenza di possibilità di proseguire nello sport.
Al programma hanno aderito tutte le società Lombardo-Piemontesi, o meglio atlete, genitori e dirigenti (con figlie giocatrici) sono stati subito entusiasti, poi solo Valpe e Como hanno avuto il benestare delle società per partecipare ai due eventi programmati.
Peccato per le altre bambine, perchè il risultato è proprio quello sperato, le ragazze erano più che entusiaste e hanno sentito fortemente l'impegno di giocare assieme con tensione agonistica e emotiva parecchio superiore di quando giocano con i loro compagni di squadra.
Il programma è quello di trovare 3 o 4 occasioni durante ogni stagione sportiva per schierare una squadra femminile e, ovviamente, continuare a fare giocare le ragazze nelle loro rispettive formazioni miste.
Dialogando con i responsabili del Comitato Lombardia sono uscite un paio di idee che potrebbero essere interessanti per coinvolgere in un esperimento simile le ragazze di tutte le età, vedremo ci sono alcuni dettagli ancora da mettere a punto.
L'iniziativa è aperta a chiunque voglia partecipare, se condivide gli scopi e ha il benestare della società di appartenenza.
Io ci ho dedicato parecchio tempo per far si che il progetto si concretizzasse, per fortuna che c'è la Valpe :-) e in particolare Laura Baracco e Roberto Gay oltre che Matteo Vola del Como che con me hanno condiviso e supportato l'esperienza.
Cordiali saluti
Marco Niccolai

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Da: m.niccolai
Oggetto: Hockey in "Rosa"
Data: 11 marzo 2010
A: pink.garters@byisobel.it
Sabato 13 e Domenica 14 rispettivamente a Sesto S. Giovanni (ore 17.45) e a Como (ore 12.15) debutterà, presumo per la prima volta in Italia, una formazione Under 11 interamente femminile, frutto della determinazione di alcuni dirigenti HC Como e HC Valpellice e della collaborazione nata, spontaneamente, tra le due società per questo progetto.
Cordiali saluti
Marco Niccolai

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Da: jimdog@live.it
Oggetto: hockey femminile
Data: 14 gennaio 2010 15:31:17
A: byisobel@yahoo.it
Ciao, sono una ex giocatrice di hockey diciamo degli inizi.. bello che qualcuno ne parli ma volevo fare un appunto... nelle partite non esiste solo l'attacco ma anche la difesa che non viene mai menzionata (sono il nr. 8 dell'hockey club Feltre dell'epoca delle eterne seconde... ) ciao e un in bocca al lupo a tutte le nuove atlete.

(by Isobel) Grazie 'jimdog'. Sono d'accordo con te sul fatto che si tende a dimenticare i difensori. Purtroppo le statistiche privilegiano i marcatori (gol più assist) e soltanto nel caso del plus/minus i difensori potrebbero dire la loro; chiedere una statistica plus/minus (presenza/assenza in pista nel caso di gol fatti + o gol subiti -) nel femminile, dove è già tanto se si riesce ad avere i risultati, è un po' come chiedere la luna. Cambierà tra qualche decennio. Niente più hockey femminile a Feltre?

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Da: alefighters@hotmail.it
Oggetto: Hockey femminile
Data: 21 giugno 2009 17:11:34 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
Ciao innanzitutto vorrei farti i complimenti per il sito che oltre ad essere fatto molto bene è davvero bello, mi presento sono Alessandro Gazzera e scrivo su Hockeyin da un pò di tempo parlando anche di hockey femminile.
Ho avuto la possibilità di assistere ai Mondiali di Torre Pellice e vedere per la prima volta la nazionale femminile all'opera nella partita d'esordio e questo mi ha convinto a cercare queste ragazze ed intervistarle, ho avuto anche l'opportunità di intervistare due delle protagoniste della ormai troppo famosa disputa tra portiere ovvero Giulia Mazzocchi e Chiara Traversa.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso sia da Chiara che da Giulia, sono due ragazze intelligenti ed in gamba che come tutti magari hanno dei difetti, ma in quello che fanno sono davvero in gamba e devo dire che cercando di conoscerle entrambe mi sono sembrate molto simili... Mi spiego meglio entrambe vogliono arrivare al top ed essere le migliori e forse questo finchè saranno sul ghiaccio non permetterà che ci sia amicizia tra le due.
Mi sento tuttavia di fare un ragionamento su questa vicenda, personalmente ho cercato di dare spazio alle opinioni di tutte le parti in causa sulla vicenda non volendo mai dare giudizi, c'è stato chi ha preferito parlare di hockey giocato e chi ha voluto parlare della vicenda. Ritengo che al di là di antipatie personali verso una compagna di nazionale bisognerebbe pensare prima di tutto alla nazionale stessa evitando di arrivare a quelle situazioni, dove poi non c'è un colpevole ed un innocente, ma si perde tutti quanti finendo in un tribunale a Bologna.
In Italia questo movimento è già ai minimi termini da anni e si fanno sforzi enormi per tenerlo in vita e questi fatti vanno solo contro l'hockey stesso, vorrei rivolgere un invito a tutti negli ultimi tempi si è fatta la associazione hockey femminile = polemiche, perchè non rispondiamo tutti assieme mostrando il volto ed i sacrifici delle ragazze che giocano? Se vogliamo che qualcosa cambi davvero cominciamo da queste piccole cose che possono fare la differenza.
Un saluto Alessandro

(by Isobel) Ringrazio Alessandro per ciò che ha scritto e 'Hockeyin' per avere aperto una finestra in più sull'hockey femminile (nella pagina dei collegamenti c'è ora il link). Aggiungo soltanto che chi informa ha, sia la possibilità di fermarsi alla pura cronaca, sia quella di approfondire esprimendo magari un'opinione personale (non un giudizio). Le opinioni, fortunatamente, possono anche non essere condivise e questa pagina ospita le opinioni di tutti. Nel caso in questione (v. Italia: due portieri abbandonano il ritiro e Montanari/Traversa: la sentenza) c'erano errori di valutazione da sottolineare e non è tacendoli che si evitano le polemiche.

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Da: byisobel@yahoo.it
Oggetto: Club "QUOTA 100"
Data: 28 maggio 2009 12:00:53 GMT+02:00
A: lista nazionale hockey femminile
In giornata sarà in linea l'aggiornamento dell'Albo d'oro della nazionale femminile di hockey.
Con il gol segnato all'Olanda, a 4'21 dell'ultimo incontro del Mondiale '09, Sabina "Cin cin" FLORIAN ha raggiunto quota 100 nella classifica a punti della sua carriera in nazionale (62 gol + 38 assist).
Per festeggiare Sabina, oggi che è il suo compleanno, ho deciso di istituire il club "QUOTA 100" al quale avranno accesso tutte le atlete che raggiungeranno 100 punti o presenze in nazionale.
Chi avrà accesso al club riceverà in omaggio dal sito www.byisobel.it una maglietta di 'She Skates Hard' http://www.sheskateshard.com/ che le sarà consegnata in occasione di un prossimo incontro della nazionale italiana.
Tocca a "Cin cin" (la ragazza dal gioco spumeggiante come lo champagne d'una bottiglia appena stappata) inaugurare il club. BENVENUTA e auguri.
Isobel
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Da: giuliamaz@hotmail.it
Oggetto: la mia versione
Data: 06 maggio 2009 17:11:54 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
buongiorno a tutti,
Inizialmente non ero per niente intenzionata a scrivere nessun tipo di e-mail per spiegare i fatti avvenuti perché a torto o a ragione non mi sentivo di dovermi giustificare per i fatti avvenuti e che ormai tutti sanno anche se a mio avviso in maniera piuttosto distorta.
Sono stata accusata da Traversa e Montanari in spogliatoio e da Montanari anche nella mail del forum di avere un atteggiamente poco rispettoso e strafottente nei loro confronti e vorrei chiarire proprio questo aspetto.
Sono arrivata il 5 Aprile a Torino con la voglia e la speranza di fare parte della nazionale a questi mondiali, ho fatto tutti gli allenamenti, mi sono impegnata e ho dato tanto affinché questo potesse avvenire, e credo che ciò sia stato fatto anche dagli altri 2 portieri che si trovavano a quel raduno.
Fino al 9 Maggio non sapevo quale scelta avrebbe fatto il capo allenatore, per il quale nutro infinita stima, e aspettavo proprio che la scelta ci venisse comunicata.
In quella mattinata dunque sono stata chiamata dagli allenatori i quali mi hanno comunicato che sarei stata il primo portiere e che avrei dovuto continuare ad impegnarmi. Ovviamente la gioia e la felicità per la notizia non erano indifferenti e sono entrata in spogliatoio con le mani in aria manifestando chiaramente le mie emozioni.
Vorrei dire però che non è stato un gesto per prendere in giro le mie colleghe ma una pura esplicitazione della mia felicità anché perché non mi era stato detto di mantenere il segreto alla squadra.
Montanari e Traversa in quel momento non mi hanno rimproverato il gesto e io ad essere sincera non mi ero minimamente accorta di aver procurato in loro un grande fastidio né altre persone con cui loro magari potevano confidarsi mi hanno mai riportato lamentele sui miei comportamenti di quella settimana da parte loro.
Il pomeriggio veniamo chiamate tutte e 3 dagli allenatori che esprimono la volontà di tenere tutti e tre i portieri anche per la settimana decisiva tagliando fuori dalla squadra un'altra giocatrice poiché il numero dei posti era limitato. Vengo a sapere più tardi che la scelta degli allenatori e il modo in cui ciò era stato comunicato non era piaciuto a Montanari e Traversa la quali decidono di andarsene. Ma non voglio giudicare loro per questo aspetto perché ognuno è libero di fare ciò che vuole e le ritengo entrambe persone abbastanza intelligenti per capire cosa fosse meglio per loro in quel momento. Il fatto che mi provoca dunque grande fastidio è la spiegazione che hanno dato riguardo al loro abbandono in spogliatoio a tutta la squadra: sono stata accusata io di averle prese in giro e infastidite con i miei atteggiamenti durante tutta la settimana tanto da aver anche fortemente contribuito alla loro scelta di abbandonare la squadra.
A questo punto io mi chiedo perché Montanari, visto che come scrive ha 12 anni in più di me ed è una persona matura, non mi sia mai venuta a rimproverare nessun atteggiamento strafottente o mi abbia mai fatto notare che alcuni miei comportamenti le potessero dare fastidio, perché la stessa Montanari fino a un giorno prima mi sorrideva e se le parlavo mi rispondeva con tranquillità e il giorno dopo mi accusava, perché se non me, visto che sono solo una 17enne, non ha riportato lamentele a chi di dovere?
So perfettamente di non essere né la vittima della situazione né tantomeno una santa, perché come ho già detto loro chiedo scusa per il gesto fatto in spogliatoio dopo essere stata scelta, ho le mie colpe e conosco il mio carattere non esattamente tranquillo e pacato ma non penso assolutamente di dovermi assumere anche le colpe inesistenti che mi hanno attribuito per non so quale ragione o forse per alleggerire la loro non facile posizione in quel momento. Non voglio assolutamente accusare Montanari e Traversa di non amare abbastanza la nazionale perché so che entrambe hanno fatto molti sacrifici per la maglia azzurra, che ci tenevano tanto e altrettanto hanno dato in passato alla squadra ma prego Montanari che ha scritto sul forum di non addossarmi colpe che non ho.
Grazie. Mazzocchi Giulia
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Da: icecoolit@yahoo.it
Oggetto: Un portiere
Data: 30 aprile 2009 15:35:47 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
Credo tocchi a me rispondere.
Io sono una di quelle ragazze che ha "rinunciato a lottare" per la nazionale. Ero quarto portiere prima delle Olimpiadi senza aver mai giocato una partita in maglia azzurra e ho rinunciato proprio prima del'evento olimpico perché mi é stato chiesto di fare una scelta: o il mio primo contratto lavorativo (quello che mi avrebbe dato da mangiare per tutta la vita e da cui ora colgo ancora i frutti) o la maglia azzurra (onore immenso per me, nata e cresciuta sui roller, anche perché non avrei avuto mai piú l'occasione di vestirla soprattutto in una manifestazione di tale importanza).
Ho lasciato con rabbia il posto perché ero quarto portiere, si!
Ovviemente mi arriveranno accuse del tipo "comoda la vita, pensavi di entrare come titolare e giocare, senza il minimo sforzo", "se non ti piace la competizione, cosa giochi ad hockey a fare" e cose del genere.
Ebbene permettetemi di spiegare...
In una squadra qualsiasi (non solo in una nazionale) c'é sempre un solo portiere che gioca (banale eh?). L'allenatore sceglie questo in base a tecnica, esperienza, impegno e quant'altro. Gli altri portieri non vengono scelti per carenza di una delle caratteristiche importanti, a parere del coach, per il successo della squadra. Sapendo di queste carenze gli altri portieri si impegnano per migliorarsi e pareggiare, se non superare, le qualitá del titolare.
Questo succede anche con i giocatori ogni qual volta ci sia da fare una selezione.
É successe all'ultimo raduno a cui partecipai. Era ad Asiago nel 2005 e ci doveva essere una selezione per poter andare a giocare partite amichevoli in Finlandia. Dopo il raduno i tre allenatori chiamarono una per una le giocatrici. Io ero una delle ultime in ordine alfabetico, e quindi ascoltavo i commenti delle ragazze che uscivano, piangenti o sorridenti, dopo il collocquio con Sparer e Co.:"mi ha detto che son troppo lenta" "mi ha detto che devo migliorare il mio controllo" "dovrei migliorare il mio pattinaggio" e cosi via. Arriva il mio turno, curiosa di sapere cosa avrei dovuto migliorare per poter entrare in una futura selezione (non mi aspettavo sicuro di andare in Finlandia a quel raduno) e mi siedo davanti alla "giuria". Ricordo bene le parole del Sig Sparer, quelle che dovrebbero invogliare migliorarti e fare sacrifici per difendere la gabbia della tua nazionale. "Laura, tu, come sai sei quarto portiere. É difficile quindi che ti faremo mai giocare. Ma sei avremo bisogno, allora sappiamo che ci sei"
Ora, se capivo bene la situazione, mi trovavo li perché dovevano chiamare per forza 4 portieri a questi raduni. Le scelte erano giá state fatte, non importava quanto mi impegnassi. Mi veniva chiesto di rinunciare al mio futuro (il mio primo lavoro) pur sapendo che non avrei MAI avuto la possibilitá di giocare in nazionale a meno che una diarrea fulminante avesse colpito gli altri portieri. Mi spiace, ma non ci son stata.
A me piace la sfida e piace migliorarmi per raggiungere un obbiettivo, non solo nell'hockey. Se questo obbiettivo é irraggiungibile a causa di scelte prefissate (ovvero non esiste un vero obbiettivo), mi spiace il gioco non vale la candela. Sarebbe stato un po' come giocare al "gratta e vinci", solo che invece di esserci stato scritto "un premio ogni 6 biglietti", c'era scritto: "i premi son giá stati vinti, ma tu gioca lo stesso". Quindi, quando sento dire che non ci sacrifichiamo, che non ci piace la competizione, permettetemi di dissentire. Mi piace la competizione, quando c'é qualcosa da vincere e per questa son disposta a fare dei sacrifici. Ma se non c'é nulla in palio, beh, allora le prioritá sono altre e sono famiglia/studio/lavoro ecc... dove c'é sempre qualcosa da vincere.
Laura Trespioli - Göta-Traneberg - Divisione 1 - Svezia
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Da: littlerobot62@yahoo.it
Oggetto: Il caso montanari/traversa
Data: 29 aprile 2009 12:32:05 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
Buongiorno,
sono un semplice tifoso che ha cominciato a seguire le ragazze prima delle olimpiadi e da li si è appassionato.
Ho avuto la fortuna di parlare in questi anni e conoscere, un pò qua e la, molte ragazze che militano in nazionale e devo dire che probabilmente il Sig. Saint Paul non ha capito bene la lettera della Montanari.
2 cose:
1) Tutte le atlete hanno fatto, fanno (e sono sicuro faranno) sforzi enormi per vivere questa loro passione. Se non ricordo male la stessa Montanari si era rotta o stirata un legamento solo pochi mesi prima delle olimpiadi, ma lo stesso ha fatto di tutto ed ha recuperato per quella nazionale che Saint paul ritiene non amata a sufficienza.
2) "...poi magari costruiamo una nazionale che possa essere veramente l'espressione di noi" . Credo davvero inappropriata questa conclusione!!! Tutte queste ragazze amano la nazionale e l'hockey molto più di chiunque altro!!! e poi con 30 atlete ( 3 squadre, ma ATLETE forse non arriviamo neanche a 30 ) che selezione o eccesso di professionalità si vorrà mai usare?!?!?
Detto questo concordo che in qualunque momento della vita si devono fare delle scelte e una mamma ne ha molte di cose importanti. Piuttosto nell'ambiente che ho conosciuto, magari non sufficientemente bene, non sempre ho trovato la serietà, sportività, lealtà che queste ragazze meritano.
Grazie a Isobel per la pubblicazione.
Lillte Robot ... alias Marco
Buona giornata
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Da: dalprag@tin.it
Oggetto: i nostri portieri
Data: 29 aprile 2009 9:43:38 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
Mi sento stuzzicato ad intervenire in questo dibattito.
Credo che per giocare in nazionale sia necessario soffrire.
Credo che l'ambiente della nazionale non sia un ambiente facile.
Credo che, nell'unico settore dove nella nostra nazionale c'è un po' di concorrenza, sia difficile dialogare, visto chi sono le attrici.
Credo che il nostro coach, per quello che lo conosco, non sia sicuramente uno che si nasconde dietro un dito e sia uno che dice le cose.
Sicuro che, se ci si mette a litigare fra quattro gatti, non si arriva da nessuna parte.
L'unica soluzione che trovo è quella di mettere da parte i personalismi e lavorare, come dice saint Paul, per la "nostra" nazionale.
Poi le amarezze che si possono soffrire, per scelte di altri che non si condividono, penso siano all'ordine del giorno. Ovvero, il mondo non gira come vorremmo noi, ma gira con l'intervento, buono o brutto, di tutti.
Per ultimo solo un augurio: forza hockey femminile.
GIORGIO DALPRA'
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Da: claudio.bissardella@fastwebnet.it
Inviato: sabato 25 aprile 2009 21.34
A: <pink.garters@byisobel.it>
Oggetto: DEBBY LA SANTA
Dopo aver letto ciò che Debby ha scritto, esprimo la massima solidarietà nelle decisioni assunte da due giocatori della Nazionale.
La vita è composta da priorità, in questo caso, un ambiente "negativo"non invoglia il proseguimento di sacrifci enormi.
Non voglio,e non penso ci sia da aggiungere alltro.
Auguri a Debby, e a Chiara.
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Da: saintpaul
Oggetto: messaggio di debora
Data: 24 aprile 2009 12:23:13 GMT+02:00
A: pink.garters@byisobel.it
Ho letto il messaggio di Debora e ho capito il perchè del suo rifiuto di partecipare ai mondiali.
Mi sono chiesto: ma la nazionale che significato ha?
Certo la nazionale non è tutto, ma è importante, ma quanto importante?
A me piacerebbe avere delle risposte, non solo dalla Debora, ma anche dalle sue colleghe ed ex-colleghe della nazionale.
Solo per capire fino a che punto le nostre rappresentanti sono disposte a soffrire per essere li in prima linea quando si tratta di difendere un bene, che non ti da nulla, ma che deve essere difeso.
Intervenite e fate sapere la vostra opinione, poi magari costruiamo una nazionale che possa essere veramente l'espressione di noi.
Saint Paul.
*****per intervenire, scrivere a:
pink.garters@byisobel.it ***** Hockey home collegamenti e posta


Da: debby_31_it@yahoo.it
Oggetto: Debora Montanari
Data:11 aprile 2009 18:02:44 GMT+02:00
Gentilissimi Signori,
chiedo scusa se vi rubo del tempo, ma penso sia necessario dare delle spiegazioni.
Era previsto che l'andare via dal raduno avrebbe fatto partire commenti e giudizi di ogni sorta, era previsto, ed ero pronta ad accettarli tutti, ma una cosa non la posso sopportare. Che si dica che io non amo la maglia azzurra e l'hockey, quello no, non ci sto, non lo accetto!!!
Sono 20 anni che faccio di tutto per l'hockey femminile, prima per farlo nascere, poi per farlo crescere, poi per non farlo morire, poi per raggiungere ed onorare la nazionale e tutto questo sempre facendo sacrifici enormi, affrontando spese (anche quando non potevo), consumando ore su ore del mio tempo e di quello dei miei familiari, e tutto sempre e solo per l'hockey!!!
Ciò che è successo nulla ha a che vedere con l'amore per la maglia, per questo sport o col rispetto delle compagne, ma è stato solo l'apice di una rabbia cresciuta in questi 4 giorni di raduno dovuta alla mancanza di rispetto dell'allenatore nei miei confronti e non viceversa oltre ai comportamenti sfottenti e irrispettosi del portiere Mazzocchi, lamentato allo staff ma non contenuto dall'allenatore, anzi dati alcuni comportamenti, appoggiato.
Ma partiamo dall'inizio…Inizialmente io non volevo rispondere, anche se con enorme dispiacere, a questa convocazione, ma purtroppo nella vita ogni tanto bisogna dare la priorità a cose più importanti quali la famiglia, la figlia ed il lavoro. Poi invece sono state tante ed insistenti le chiamate, anche dallo stesso Marco Liberatore ("vieni, mi servi, ecc.ecc") facendomi pensare di essere ancora importante. Ed allora ok, va bene, per ancora una volta chiedo alla mia socia del lavoro di fare i salti mortali per due settimane, lo chiedo anche a mio marito, ai miei, insomma attivo di nuovo una macchina per permettermi di vivere ancora una volta questa emozione.
Purtroppo però le premesse fattemi al telefono risultano da subito stroncate. Chiaro è l'atteggiamento, il primo portiere è scelto è evidente, anche se non comunicato alla squadra ma solo alla diretta interessata, che data l'età e l'atteggiamento tutt'altro che umile e rispettoso non sa trattenere la sua gioia con comportamenti che in un qualunque spogliatoio maschile, avrebbe portato a finire "alle mani"… ma non era il caso, in primis perché sono una donna, pure mamma, e poi perché tra me e la portierina ci sono 12 anni e il buon senso ha prevalso. Allora taccio e penso che non importa, se farò il secondo darò una mano con la mia esperienza e mi terrò pronta in caso di necessità, se sarò mandata a casa verrò a fare il tifo allo stadio. Invece no, Liberatore ci convoca per esternarci le sue decisioni che decisioni non sono. Dopo averci convinte a venire al raduno ci dice "lei è la prima, ma non sapendo proprio chi scegliere chiederò di tenervi tutte due come seconde". Beh, mi sembra che a questo punto le priorità tornino in gioco, mi viene detto palesemente in faccia non giochi, non servi, ma stai qui due settimane...
Vogliamo parlarne, capire, ma nessuna spiegazione. Insistiamo, ma Liberatore manda lo staff e non viene, l'unica cosa che riesce a dire è "se vi trovo sul ghiaccio bene, sennò quella è la porta". Mi sembra un invito, anche se io preferisco chiamarlo "aiuto decisionale", ed ecco che allora andare via, tornare dalla figlia e al lavoro mi sembra l'unica cosa da fare.
Di sicuro non era previsto che lo avremmo fatto in due, ma purtroppo è andata cosi.
A questo punto è facile scaricare le colpe su di me, o su di noi (Traversa, l'altro portiere, anch'essa se n'è andata), e mi sembra che tutti abbiano fatto quadrato. Anche questo era prevedibile, è più facile, ma magari non è tutto come può sembrare. Andare via può essere stato un errore, ma errori ne sono stati fatti tanti, e forse i più grossi, anche se meno evidenti, da altri.
Scusate per il tempo sottrattovi, ma una spiegazione era dovuta.
Debora Montanari, ex portiere della Nazionale italiana di hockey su ghiaccio.
*****per intervenire, scrivere a:
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